La crisi «deprime» i rifiuti

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foto di Vito Stano

La crisi economica abbatte la produzione nazionale dei rifiuti urbani di quasi 1,1 milioni di tonnellate. Ogni abitante spende in media all’anno 144 Euro al Nord, 193 al Centro e 157 al Sud. L’anno scorso ogni abitante italiano ha prodotto 504 kg di rifiuti, ben 32 kg in meno rispetto al 2010

Sintesi Rapporto

Cala di quasi 1,1 milioni di tonnellate, per via della crisi, la produzione nazionale dei rifiuti urbani che, tra il 2010 e il 2011, segna un -3,4%; una diminuzione che prosegue anche nel 2012 riducendosi ulteriormente, nel biennio, di 2,5 milioni di tonnellate (-7,7%). La produzione nazionale si attesta al di sotto di 30 milioni di tonnellate (valore analogo a quelli rilevati negli anni 2002/2003).
L’anno scorso ogni abitante italiano ha prodotto 504 kg di rifiuti, ben 32 kg in meno rispetto al 2010.
L’Emilia Romagna, con 637 kg di rifiuti pro capite, è la regione con la maggior produzione, seguita da Toscana (con 614 kg per abitante), Valle d’Aosta (605 kg), Liguria (586 kg) e il Lazio (582 kg). Produce invece meno rifiuti la Basilicata (al di sotto di 400 kg per abitante per anno), seguita da Molise, Calabria e Campania (tutte con meno di 450 kg per abitante).

I costi 2011 del servizio di igiene urbana riferiscono di una spesa media annua pro capite di 157,04 euro (+4,6% rispetto all’anno 2010), imputabili alla gestione dei rifiuti indifferenziati per il 42,6%, alle raccolte differenziate per il 24%, allo spazzamento e al lavaggio delle strade per il 14,4% e ai costi generali del servizio e del capitale investito per la rimanente percentuale.
Ogni abitante spende in media all’anno 144 Euro al Nord, 193 Euro al Centro e 157 Euro al Sud.
Il costo di gestione di 1 kg di rifiuto urbano ammonta a 29,2 centesimi; per ogni kg di rifiuti si spendono 27 centesimi di euro al Nord, 31 centesimi al Centro e 32 centesimi al Sud. La percentuale di copertura dei costi del servizio con i proventi dalla Tarsu e dalla tariffa sui rifiuti è passata dall’83,9% del 2001 al 94,1% del 2011, collocandosi ancora al di sotto della copertura totale dei costi prevista dalla normativa vigente in materia.

Questi i dati del Rapporto Rifiuti Ispra 2013, presentato oggi a Roma alla presenza del ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, dal Presidente dell’Istituto Bernardo de Bernardinis. Il Rapporto quest’anno scatta una fotografia ancora più attuale della situazione dei rifiuti urbani italiana, includendo anche i dati preliminari relativi al 2012.

A livello nazionale la raccolta differenziata si attesta al 37,7% nel 2011 e al 39,9% nel 2012. Il nord resta l’area italiana più differenziata con una percentuale di raccolta complessiva che supera il 50%, mentre centro e sud raggiungono rispettivamente 32,9% e 26,7%. A livello regionale, Veneto e Trentino Alto Adige differenziano, il 62,6% e il 62,3% dei rifiuti, mentre Sicilia e Calabria mostrano tassi inferiori al 15%.

I rifiuti urbani smaltiti in discarica nel 2012 sono 12 milioni di tonnellate (circa il 39% dei rifiuti urbani prodotti), 1,5 milioni di tonnellate in meno rispetto al 2011 (-11,7%). Il numero delle discariche per rifiuti non pericolosi che hanno smaltito RU, nel 2012, è pari a 186, sei in meno del 2011, confermando la tendenza già evidenziata nell’ultimo quinquennio. Dal 2003 hanno chiuso 288 discariche, l’80% delle quali al Sud (229 unità), 43 al Nord e 16 al Centro.

Oltre 311mila tonnellate i rifiuti urbani esportati nel 2011, di cui circa 310mila sono rifiuti non pericolosi (il 99,7%). L’Austria è il Paese verso cui vengono destinate le maggiori quantità, oltre 71mila tonnellate, il 23% del totale esportato, seguono la Cina con il 17,5% del totale, l’Ungheria con il 16,9% e la Germania con il 10,1%.
Sono state invece importate oltre 261mila tonnellate di rifiuti urbani di cui solo 40 tonnellate sono rifiuti pericolosi. Il Paese da cui proviene il maggior quantitativo di rifiuti urbani è la Francia, con oltre 188mila tonnellate (72% del totale importato), seguono Svizzera con il 15,7% ed Austria con il 4,9%.