Per un Ventennio abbiamo condiviso le stesse speranze con Sergio (Focardi)

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Nel ultimo saluto alla camera ardente, meditando in silenzio di fronte alla visone serena del amico Focardi trapassante pacatamente in quel limbo di mistero che la morte induce, si scatenano i pensieri, gli interrogativi e i ricordi più profondi e sostanziali dell’esistenza.

Con Sergio ci siamo conosciuti in occasione di una sua conferenza sulla Fusione Fredda all’Università di Bologna nei primi anni 90. Era il periodo dell’inizio della disputa fra i sostenitori e gli settici nel modo accademico dell’esistenza di questo fenomeno e Focardi pur essendo al’inizio scettico all’annuncio di Fleischmann e Pons, si è convertito alla evidenza sperimentale che gli ha riportato il suo amico Francesco Piantelli dell’Università di Siena.
L’intuizione istintiva e il breve colloquio in quell’occasione mi hanno creato la convinzione che ero di fronte ad un «puro» della scienza e della ricerca con ampia apertura mentale e intransigente onestà intellettuale.
Gli raccontai anch’io per sommi capi, i miei risultati della replica con qualche variante dell’esperienza di Fleischmann e Pons con indizi positivi specie in fatto di trasmutazioni superficiali sporadiche, sottolineando le difficoltà sperimentali dovute all’instabilità del sistema e le improvvise velocissime divergenze (esplosioni!) per fortuna di notte.
Abbiamo deciso in comune accordo di mantenerci in stretto parallelo contato collaborativo attorno a questa affascinante tematica, esaurendo le nostre competenze nel campo della fisica e chimico-fisica attraverso scambio reciproco di informazione e di strumentazione e materiali.
Nei frequenti incontri che hanno seguito con reciproche visite nei nostri laboratori… Al margine di tolleranza nei nostri Dipartimenti…! Oltre l’approfondimento e scambio di idee su tecniche e modalità sperimentali e altre questioni di carattere scientifico, in un occasione ci siamo amichevolmente scontrati (…la vecchia divergenza di punti di vista tra Fisici e Chimici…!) sulla mancanza di fantasia da parte dei Fisici Nucleari.
Si parlava del progetto Iter (fusione termonucleare) e le decine di miliardi di euro continuamente spesi in questa ricerca, mentre neanche un soldo per la fusione fredda!
Imitare sulla terra, a mio parere, il processo termonucleare che avviene alle stelle era sbagliato e privo di fantasia per le seguenti ragioni:
1. nelle stelle esistono gratis le condizioni naturali, cioè la forza di gravità nel loro nucleo che permette il superamento della repulsione elettrostatica tra i nuclei atomici, mentre sulla terra per creare le stesse condizioni di superamento della repulsione elettrostatica, bisogna ricorrere al confinamento magnetico per una decente densità del plasma e in base alla teoria cinetica dei gas (obsoleta), temperature di decine di milioni di gradi Kelvin per uno scontro efficace tra i nuclei. Tutto questo comporta energia e soldi restringendo il margine nei migliori dei casi, del utilizzazione del energia prodotta a qualche 0,1 in più di quella consumata.
2. Nello studio della fusione alternativa cioè quella fredda, i presupposti teorici e concettuali sono più addicenti alle condizioni terrestri. Il confinamento del plasma (elettroni e protoni), avviene gratis, per diffusione naturale nel reticolo cristallino di certi metalli (di transizione) e subisce il particolare comportamento quantomeccanico dello stato solido. Per quello che riguarda la fusione che presuppone il superamento della barriera elettrostatica repulsiva, bisogna approfondire lo studio a livello della meccanica quantistica dello stato solido impregnato di idrogeno e dei suoi isotopi… Niente di esoterico…! Fisica e Chimico-fisica normale. D’altronde il modello del atomo di idrogeno di Bohr quantificato tramite l’equazione di Schrödinger riguarda solo i stati stazionari di questo elemento e non quelli transitori che potrebbero in base al principio di indeterminazione esistere neutri di dimensioni ridotte e tempo di vita sufficiente per essere captati statisticamente entro al reticolo cristallino, tramite le forti forze dai nuclei più grandi del metallo.
Sergio era aperto alla discussione e la sua onestà intellettuale ha dato ragione alle mie argomentazioni… gli è dispiaciuto solo che ho accusato i Fisici di mancanza di… fantasia!
Con Sergio Focardi era un piacere a discutere sia per questioni scientifiche sia umanitarie, del ruolo che può avere nel futuro sia per la povertà nel mondo che per l’abbiente una nuova fonte energetica.
Concordavamo che la ricerca è vocazione e non il modo per far carriera e per accedere ai segreti della natura la ricerca sperimentale è la più idonea e il miglior modello è quello naturale e non i modelli virtuali che nella maggior parte dei casi scimmiottano la realtà fisica e rendono sterile l’innovazione scientifica.
Io da Sergio ho avuto notevoli suggerimenti utili e incoraggiamenti e in particolare mi ricordo che quanto ritornai dal mio anno sabbatico consumato al Politecnico di Atene e gli riportai lo spettro Ramman del deuterio nascente da una placchetta di palladio, entusiasta mi ha suggerito che il risultato ottenuto era molto importante e la risonanza in quelle frequenze sicuramente aumenterà l’entità del fenomeno e creerà le condizioni di controllo.
Non sono mai riuscito a convincerlo di usare in quel periodo, anche le polveri di nichel e di palladio che avevo ampiamente sperimentato con risultati migliorativi e promettenti per il fato che viene aumentata la superficie globale del campione, sede delle trasmutazioni ripetutamente e costantemente osservate.
La sua obiezione era di carattere deontologico perché con Piantelli avevano concordato di operare su campioni compatti di particolare geometria, cosa ampiamente riveduta dopo nel periodo della sua collaborazione con Andrea Rossi.
La nostra collaborazione atipica in parallelo con Focardi durata istituzionalmente fino il 2003 anno che sono andato in pensione, ci ha convinti fermamente in base ai nostri risultati sperimentali ottenuti, del esistenza del fenomeno della F.F.
È stato Sergio Focardi in un mio ritorno a Bologna, a mettermi al corrente dell’incredibile salto di quantità che hanno ottenuto insieme con Andrea Rossi, passando dai watt ai Kw, l’ annuncio Verbatim di Focardi … «Caro Stremmenos… ci siamo…». Mi ha riempito di gioia.
Era chiaro che si usciva dalla consueta fase sperimentale dei 4-5 watt che con insistenza senza risorse e incentivi morali abbiamo ottenuto lavorando per lunghi periodi … era una vittoria per noi tutti…! ma come pensavo e penso tutt’ora, una vittoria per il genere umano.