Clima – Gli Usa scelgono la resilienza

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Il presidente Usa Barack Obama

Un programma lanciato da Obama per gestire i cambiamenti climatici punta sull’adattamento. Si parla poco di provvedimenti per invertire la rotta. Cosa vuol dire? Ci arrendiamo al riscaldamento globale o è ormai troppo tardi? Istituita una Task Force

Negli Stati Uniti istituita una Task Force nazionale per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici. L’ordine esecutivo del Presidente Obama dello scorso 1° novembre fissa il percorso da attuare nel Paese.
La strategia di fondo del Documento è indicata proprio dal termine resilienza. Dal latino resiliens, participio presente di resilire «saltare indietro, rimbalzare», è usato con diversi significati a seconda dei vari contesti in cui si applica. Nello specifico, «in ecologia e biologia la resilienza è la capacità di un ecosistema, inclusi quelli umani come le città, o di un organismo di ripristinare l’omeostasi, ovvero la condizione di equilibrio del sistema, a seguito di un intervento esterno (come quello dell’uomo) che può provocare un deficit ecologico, ovvero l’erosione della consistenza di risorse che il sistema è in grado di produrre rispetto alla capacità di carico».

Il piano operativo prevede l’istituzione di una Task Force che, oltre al compito di gestire i rischi climatici immediati, dovrà lavorare in ottica di breve e lungo termine. Entro un anno il nuovo organismo dovrà fornire indicazioni propedeutiche all’attuazione di un programma d’intervento mirato a rimuovere gli ostacoli, creare incentivi, modernizzare i programmi federali, incoraggiare gli investimenti, le pratiche e le partnership che facilitino una maggiore resistenza agli impatti climatici, compresi quelli derivati da condizioni climatiche estreme, e fornire strumenti in grado di diffondere informazione a tutti i livelli, anche attraverso la collaborazione tra le varie agenzie governative.
Preparazione, adattamento e resilienza sono i capisaldi del programma operativo Usa che si dichiara in sintonia con il quadro degli accordi internazionali.
• «Preparazione» è il complesso delle azioni previste per pianificare, organizzare, applicare e sostenere le misure necessarie per prevenire e proteggere dai danni la vita, la salute, i beni, gli ecosistemi e soprattutto la sicurezza nazionale;
• «Adattamento» è utilizzare i sistemi naturali o umani per rispondere efficacemente ai cambiamenti dell’ambiente in modo da utilizzare efficacemente le nuove possibili e inedite opportunità e ridurre gli effetti negativi;
• «Resilienza» è la capacità di anticipare, prepararsi e adattarsi alle condizioni mutevoli e soprattutto resistere e saper reagire per riprendersi rapidamente dalle possibili crisi.

Nel documento si cita una serie di effetti derivati dai cambiamenti climatici tra i quali un aumento di periodi in cui si registrano temperature troppo elevate, acquazzoni più intensi, incremento di incendi, gravi siccità, scioglimento del permafrost, acidificazione degli oceani, aumento del livello del mare, ecc. che stanno già interessando le comunità, l’ambiente naturale, il consumo di risorse e gli ecosistemi con effetti diretti sull’economia e sulla salute pubblica. In particolare si riconosce che questi impatti sono spesso più significativi per le comunità che già devono affrontare sfide economiche o di salute e per le specie e gli habitat che stanno già affrontando altre pressioni.
Si sottolinea il dato che la gestione di questi rischi richiede una pianificazione attenta e strutturata, che sotto il coordinamento del governo federale metta in stretta collaborazione tutte le parti interessate (federali, statali, locali, tribali, privati) per migliorare gli adattamenti al clima e la resilienza.
Solo un cenno alla necessità di incrementare i sistemi di cattura di CO2.