La Palude la Vela

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La Palude la Vela è stata istituita come Riserva naturale regionale orientata con la Legge regionale 15 maggio 2006, n. 11.

La superficie totale della Riserva è di 116 ettari, lungo la riva meridionale del secondo seno del Mar Piccolo a solo pochi chilometri dalla città di Taranto. Individuata come importante zona di sosta e svernamento per molte e rare specie acquatiche inserite nella Direttiva 92/43. La riserva comprende un’area paludosa salmastra e la pineta di «Fucarino», costituita da Pini d’Aleppo e piantata circa mezzo secolo fa per ragioni militari.
Circa 50 ettari della palude sono acquitrini, parzialmente bordati da pinete (impianto artificiale di pino d’Aleppo) che occupano una superficie di quasi 60 ettari. La parte restante dell’area è zona coltivata. La zona è importante soprattutto come sito di sosta e svernamento dell’avifauna acquatica costituita soprattutto da acquatici, Ardeidi, Anatidi, Caratridi e Scolopacidi. Le specie più importanti sono Cavalieri d’Italia, Airone bianco maggiore, Airone cenerino, Garzetta, Spatola, Mignattino, Moretta tabaccata, Starna zampenere e Fratino (nidificante).
Dal 1996 la palude è divenuta rifugio del Wwf, che ne cura la gestione e la conservazione ambientale, svolgendo attività di promozione, monitoraggio e anti-bracconaggio.