…E si parla ancora di esorcismi e malocchio

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Le malattie non si combattono a colpi di aspersorio, perché il demonio che le procurerebbe è figlio delle notti buie dei tempi, quelle in cui i fortunati regnavano tranquilli ed i malati bruciavano nelle fiamme accese dagli esorcisti, dai loro seguaci e dalla loro colpevole e demenziale ignoranza

Se un servizio giornalistico ci parla di una sedicente maga che si dice capace di «togliere il malocchio» e ripristinare le condizioni di buona salute di un povero credulone determina in noi una spontanea (e giustificata) reazione di sdegno e di rabbia, per quanta ciarlataneria ci sia ancora in giro per il mondo e per quanto male possa fare chi si dice capace di eliminare la malattia con mezzi appartenenti alla notte dei tempi. Così come spontanea è l’indignazione al cospetto di patologie anche gravi, come tumori o malattie psichiche, affrontate da presunti maghi, capaci, a loro dire, di praticare riti e cerimoniali utili a guarire, magari senza far ricorso al minimo sostegno di quella che, definita spregiativamente come «medicina ufficiale», viene descritta più come portatrice di problemi (e farmaci) che non come aiuto reale al malato. Naturalmente quasi sempre in cambio di soldi neri e mai dichiarati.
A volte invece ci si fa semplicemente qualche risata, come qualche sera fa, nel corso dell’ennesimo servizio televisivo su questi argomenti allorché ad un falso malato recatosi da un tale guaritore a cui spiegava di essere affetto da una stravagante ed inesistente forma di «saponite bollosa» veniva fornita la spiegazione che effettivamente di saponite bollosa sarebbero affette diverse persone nel mondo e che un metodo per guarire c’era e c’è, a patto di sottoporsi ai soliti rituali anti-fattura con la sola condizione di credere ciecamente allo stregone di turno ed alle sue «arti» magiche.
Naturalmente niente di vero (e parliamo della esistenza nonché competenza risolutiva in tema di surreale «saponite») e niente di vero nella capacità anche minima di capire i malanni del finto giornalista che, fortunatamente, di saponite bollosa non soffriva affatto, almeno sino a che qualcuno non ci venga a spigare cosa essa sia.
Malattie di fantasia per stregoni di fantasia per rituali e cure altrettanto di fantasia. Che però mettono in giro, oltre che un bel po’ di denaro, speranze ed equivoci che rallentano la vera diagnosi, turlupinano gente, stravolgono il senso corretto della condizione di malattia e di salute. La reazione dei più (anche se sono davvero tantissimi gli ingenui che ricorrono a questi metodi per affrontare i propri problemi di salute) è pressoché unanime: divertimento (un po’ cinico, rispetto a chi cade nella trappola) o, più spesso, irritazione, collera, incredulità su quanta stupidità ci sia ancora in giro e quanta falsa scienza (ma davvero chiamarla scienza è fuori luogo perché di sola cialtroneria si tratta) circolino liberamente all’inizio del terzo millennio.
Non altrettanta capacità critica, però, vediamo liberarsi e librarsi, anche da menti più aperte, nei confronti di un altro atteggiamento e di un’altra vicenda comunemente discussa e commentata senza troppa insofferenza che pure occupa non di rado spazi centrali della cronaca quotidiana.
«Vaticano: corso su esorcismo per sacerdoti e casalinghe», «Preti e casalinghe a lezione di esorcismo», «Al via corso di esorcismo: 200 partecipanti da tutto il mondo»: recitano così, presi a caso nelle sole ultime ore, un po’ di titoli distribuiti qui e lì per il web o i giornali, sull’ultimo aggiornamento in tema di esorcismi, esorcisti, possessioni diaboliche e tenzoni con Satana che riempiono colonne o servizi televisivi nella quasi assoluta indifferenza anche dei commentatori più attenti, gli stessi che invece dinanzi allo «stregone», al «mago» o al «praticone» di turno sono in genere propensi (e giustamente, ripetiamo) a sparare le armi dell’ironia o dell’invettiva.
Di fronte a pratiche medioevali e del tutto irrazionali, come quelle della presunta liberazione dal demonio e dai suoi presunti malefici crollano le certezze della ragione e del buon senso di illuminati così come di ingenuotti e perde peso quella capacità critica e di discernimento che vogliamo sperare sia ormai patrimonio di un mondo che non crede (non crede?) più a streghe e fattucchiere, roghi, malefici e diavoli in servizio permanente effettivo.
«Bisogna avvicinarsi ad un esorcista quando ci si trovi di fronte a comportamenti strani e inspiegabili, a persone che d’un tratto comincino a parlare lingue sconosciute o antiche, che urlino bestemmie e si ribellino già alla sola vista di un’immagine sacra» spiegava a suo modo dottamente un presunto «terminator del dimonio» in una sconcertante intervista televisiva alcuni giorni fa. Senza che alcun intellettuale problematico levasse il proprio grido di dolore dinanzi allo sfruttamento bieco dell’ignoranza umana, senza che alcun cattolico progressista si scandalizzasse della possibilità di trattare il disagio mentale a botta di acqua santa ed urla sconsiderate, senza che alcun Garante per la Privacy sentisse l’urgenza di metter fine alla squallida messinscena ed alla sua propagazione televisiva. Che serve solo a far sentire tutti possibili vittime di un maligno presente solo nella testa di chi ribadisce certe stupidaggini e schiavi di una cultura che dovrebbe, quella sì, andare definitivamente al rogo.
Le malattie non si combattono a colpi di aspersorio, perché il demonio che le procurerebbe è figlio delle notti buie dei tempi, quelle in cui i fortunati regnavano tranquilli ed i malati bruciavano nelle fiamme accese dagli esorcisti, dai loro seguaci e dalla loro colpevole e demenziale ignoranza.

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