La rivincita della scienza derisa

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Il ritorno della fusione fredda al Dipartimento di Fisica di Roma, la rivincita di Benveniste a Parigi dove a 10 anni dalla sua dipartita in Cielo si ricorderà la sua opera che è stata ripresa in un lungo documentario su France 5 e Alberto Carpinteri le cui teorie stanno trovando spazio su grandi riviste e in conferenze al Caltech in California a maggio e poi a Perm nella Città dell’High tech militare russo dove a luglio ha tenuto un’altra conferenza e dove i suoi «malfamati» esperimenti sulla frattura delle rocce e sulle relative emissioni di neutroni sono stati replicati diverse volte

Comincia a splendere il sole in questa estate che non c’è che ci ha fatto dimenticare il Global Warming, la desertificazione, e vari altri trend, riportandoci ai capricci del clima che resta ancora largamente fuori controllo e fuori dalla comprensione scientifica da parte dell’Uomo moderno che, benché abbia realizzato sviluppi scientifici e tecnologici inimmaginabili fino a qualche decennio fa, si trova ancora diverse pagine del Libro della Natura tutt’altro che decifrate sia nella Natura inanimata sia ancor più nella Natura vivente.
Poco si capisce quindi la diffusa agitazione a difesa della Scienza, quando da qualche parte (anche di una certa qualificazione) si avanza qualche nuova ipotesi e si segnala qualche nuovo fenomeno non iscritto nei trattati scientifici (che ricordiamo dovrebbero avere qualche differenza da quelli sacri).

Tra l’altro la grande Potenza scientifica tecnologica e industriale va rendendo il nostro Mondo e lo stesso Uomo, tanto più dotato quanto più fragile, come ci informa l’esplodere delle allergie nelle grandi città associato alle malattie da inquinamento atmosferico che si saldano con le vecchie malattie croniche sempre più resistenti ai farmaci che colpiscono sul modello del fuoco amico, con le reazioni avverse, che fanno troppe vittime in Occidente più di tutte le ultime Guerre messe insieme (solo 100.000 morti all’anno solo negli Usa).
C’è di che riflettere e questi giorni di vacanza non sarebbe male dedicarli oltre che a qualche bagno di mare di sole e a qualche passeggiata rigenerante sulle catene montuose delle Alpi e degli Appennini (che come rivedremo a breve sono una risorsa strategica per il nostro futuro), anche a ripensare attivamente il nostro sistema scientifico che negli ultimi 25 anni ha preso grandi lucciole per lanterne e ancora oggi non si riesce a riorientare utilmente anche a fronte di indizi ed evidenze forti. È dura dover riconoscere che nella caccia alle streghe moderne le streghe non esistevano perché mancava proprio la base stregonica come le vicende della Fusione Fredda e della Memoria dell’Acqua di Benveniste hanno dimostrato a distanza di una ventina di anni, vedasi il ritorno di Martin al Dipartimento di Fisica di Roma, e la rivincita di Benveniste a Parigi dove a 10 anni dalla sua dipartita in Cielo si ricorderà la sua opera che è stata ripresa in un lungo documentario su France 5. Incontro che, in un certo senso, verrà anticipato da quello romano del 3 ottobre.

Chissà perché invece, per l’ultimo grande falò della scienza, quello del Politecnico di Torino, dove uno dei suoi leader il prof. Alberto Carpinteri è stato passato al tritacarne mediatico scientifico dai famosi Mille non garibaldini di Ruocco e compagni, si è spento mestamente in due tre anni con un incalzare di articoli teorici e sperimentali su grandi riviste e il passaggio tironfale dell’ingegnere del Politecnico in California a maggio dove ha tenuto una Distinguished Lecture in Solid Mechanics | Caltech e poi a Perm nella Città dell’High tech militare russo dove a luglio ha tenuto un’altra conferenza e dove i suoi malfamati esperimenti sulla frattura delle rocce e sulle relative emissioni di neutroni sono stati replicati diverse volte (quegli esperimenti che sono stati sviluppati teoricamente da Widom e Srivastava e pubblicati su «Journal of Physics» Neutron production from the fracture of piezoelectric rocks – Widom, A.  et al. J.Phys. G40 (2013) 015006 e su altre riviste

Segnaliamo in proposito qualche passo avanti nel metodo scientifico che sembra passare dalla lotta alla spazzatura di rocchica memoria al confronto diretto sulle riviste e nei grandi centri di ricerca (LENR Widom-Larsen Theory Portal: New Energy Times … F Cardone, A Carpinteri and G Lacicogna «Piezonuclear neutrons from fracturing of…»).

Sul metodo scientifico in particolare in medicina parlerà il prof. Cosimo Loré ad Alghero il 6 settembre in un seminario estivo (sperando che non si passi dall’autunno di luglio all’inverno di settembre 2014), nel seminario sulla controversia in medicina per eccellenza che riguarda l’empireo dell’evanescenza tipico dei labirinti della Mente della Coscienza e del Cervello dove in tanti giovani e meno giovani tendono a perdersi spesso senza ritornare più indietro.

La crisi persistente del Bel Paese continua nonostante le cure da cavallo che sembrano sortire pochi effetti utili (siamo ancora in recessione e della crescita si parla molto e si vede poco).
Nelle mani della comunità scientifica ancora una volta stanno le carte migliori per rilanciare i destini del Bel Paese. Si diceva che siamo un Paese con poche materie prime e molto Brain, vediamo se possibile di tornare ad usarlo in modo produttivo e utile.

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