Ora si bruciano gli impianti di compostaggio

277

Un vero attacco della malavita alla conquista della gestione dei rifiuti in tutta Italia, nell’indifferenza di ambientalisti ed ecologisti e la politica nazionale non aiuta anzi dà una mano allo smantellamento di una gestione complessiva dell’ambiente

«L’attacco è partito due mesi e mezzo fa, la notte tra mercoledì 27 e giovedì 28 maggio, a Pontedera, città industriale in provincia di Pisa dove ha sede la Piaggio. Due uomini incappucciati sono entrati nel piazzale della Mansider, che si occupa di smaltimento di rifiuti industriali, e hanno dato fuoco a 70mila pneumatici. Il 2 giugno ha preso fuoco a Roma l’impianto Tmb (Trattamento meccanico biologico) della municipalizzata Ama, provocando pesanti danni a una struttura decisiva per la raccolta differenziata nella Capitale. Lo stesso giorno a Perugia si verifica un incendio alla Gesenu, anch’essa attiva nel trattamento e smaltimento rifiuti e controllata dal gruppo di Manlio Cerroni, detto «il Supremo», storico monopolista dei rifiuti a Roma. Il giorno dopo viene arrestato a Viterbo per truffa Francesco Zanotti, considerato dagli investigatori uomo di fiducia di Cerroni, responsabile dell’impianto Tmb di Casale Bussi, colpito tre giorni prima da un altro misterioso incendio». È questo l’attacco di un articolo pubblicato il 13 agosto da «Il Fatto Quotidiano» che andrebbe aggiornato dato che ieri, a Verona, è andato a fuoco il 19.mo impianto… 
Per un’Italia in cui le discariche e la raccolta dei rifiuti, in cui spesso la malavita ha l’ultima parola, questa triste sequenza preoccupa ma non allarma.
Cos’altro pensare dell’assordante silenzio che accompagna l’attacco a tutte le tematiche ambientali?
E il governo che fa? Collabora allo smantellamento.
Si «chiude» il Corpo forestale, si esautora Ultimo, colui che coordinava le indagini Noe, continua a smobilitare e depotenziare i Parchi nazionali, non fa condoni ma fa qualcosa di meglio e più strutturato con la legge del silenzio assenso, favorisce le trivelle per estrarre qualche barile di petrolio, esautora le regioni per avere mano libera, non favorisce l’eolico off shore ma il capolavoro finale è la legge sblocca Italia in cui ad esempio ci sono 12 inceneritori.
È tutta da interpretare, quindi, questa ondata di «incidenti» che capitano ad impianti di compostaggio e riciclaggio. Si tratta di impianti che possono dare una mano alla resilienza per il cambiamento climatico.
C’è da scommetterci che ora a catena esploderanno emergenze ambientali per i rifiuti in varie città. Allora che fare? Semplice: inceneritori.
Certo le manchevolezze non sono solo queste, molte saranno sfuggite se ci addentriamo in analisi regionali. Ma questa inefficienza e improvvisazione ambientale sono state da noi denunciate sin dall’inizio dell’insediamento di questo governo in base a scelte infelice. Mentre altri facevano politica noi abbiamo pensato all’ambiente, ai cittadini e denunciato i pericoli concreti. Ma noi siamo piccoli, non siamo una informazione blasonata. Pazienza, aspettiamo che se ne accorgano i grandi.