Alla ricerca di un equilibrio con soluzioni condivise

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Questa analogia, pur se non può essere perfettamente applicata ai partecipanti ai vertici internazionali sui problemi globali del pianeta (in particolare alla Cop21 sul cambiamento climatico del dicembre 2015), può, tuttavia, permettere di rilevare alcune corrispondenze. Anche in questo caso, tutti i partecipanti avevano, senz’altro, piena consapevolezza dell’esistenza di un equilibrio sulla Terra che dà tenuta alla sua vitalità, ma non sembra, poi, che dalle connessioni fra le loro consapevolezze, tutti ne abbiano tratto il senso per passare alle dovute scelte operative. A questi stessi sembra, infatti, essere sfuggite le consapevolezze critiche sulle conseguenze dell’aver sottratto il proprio contributo (che, nei passaggi decisionali della Cop21, non era certamente trascurabile) alla responsabilità di arrivare a porre rimedio alla deriva ambientale, in atto, a causa del cambiamento climatico.

Sembra che i partecipanti a questa conferenza non abbiano dato rilevanza ai pur evidenti e diffusi allarmi creati dal cambiamento climatico nelle varie regioni del mondo. Anche se gli argomenti erano ben noti, i responsabili, invece di impegnarsi senza indugi a definire e attuare interventi concreti per porre rimedi immediati, almeno agli effetti prodotti da un percorso verso una possibile catastrofe, sembravano quasi remare distrattamente contro, per il prevalere del loro interesse a difendere qualche, pur comprensibile, vantaggio esclusivo (economico o di potere sociale, politico, culturale).
Lo sviluppo economico, la competizione, i mercati dei consumi e dei profitti sono, oggi, il risultato di decisioni caratterizzate da una generale e diffusa mancanza di senso e sembrano alienare ogni responsabilità e paralizzare, i decisori delle scelte. Al centro dei confronti, nel corso della Cop21, sembra abbiano prevalso convenienze e mediazioni commerciali, produttive e finanziarie, che non avevano certo, come finalità e obiettivi, la sopravvivenza della specie umana e, tantomeno, quella degli equilibri naturali che pur erano al centro delle questioni prese in esame in quegli incontri.

La percezione dei fenomeni