Prendersi cura delle periferie

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foto di P. Patruno

Cinque associazioni unite nell’obiettivo di dare voce alle loro azioni nelle periferie italiane, luoghi ricchi di potenzialità e progettualità che troppo spesso vivono la marginalità del loro essere che contribuisce ad accrescere situazioni di degrado, insicurezza ed abbandono

Si è svolta ieri a Roma la conferenza stampa di presentazione del progetto «Taking Care-Periferie in azione». Per la prima volta, 5 associazioni fortemente radicate nel territorio italiano, Associazione italiana biblioteche (Aib), Emergency ong onlus, Legambiente onlus, Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie e Unione italiana sport per tutti (Uisp), abbracciano una causa comune, impegnandosi in un programma di recupero sociale e culturale delle periferie italiane.
Cinque associazioni unite nell’obiettivo di dare voce alle loro azioni nelle periferie italiane, luoghi ricchi di potenzialità e progettualità che troppo spesso vivono la marginalità del loro essere che contribuisce ad accrescere situazioni di degrado, insicurezza ed abbandono.
Un progetto di crowdfunding civico che nasce dalla proposta presentata al Padiglione Italia alla 15. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, «Taking Care-Progettare per il bene comune» e curata dal team TAMassociati.
Quello che è stato presentato in mostra a Venezia erano i fac-simile di 5 dispositivi mobili, moduli carrabili frutto di un lavoro congiunto tra 5 studi italiani e le 5 associazioni Aib, Emergency, Legambiente, Libera, Uisp.
Dispositivi che diventeranno un presidio per l’educazione alla convivenza e alla cittadinanza attiva attraverso il gioco e lo sport, un ambulatorio mobile e centro di mediazione culturale, un centro di monitoraggio e sensibilizzazione ambientale, uno spazio di socializzazione per adulti e bambini nonché punto prestito e reference di informazioni su cultura, biblioteche e tempo libero e, in ultimo, un presidio, situato nel cuore di un bene confiscato alle mafie, aperto alla riflessione e azione della cittadinanza.
Ma per far passare questi dispositivi da apparecchiature in mostra a strumentazioni da utilizzare nel concreto ed efficaci alla loro azione, ecco come nasce la campagna di crowdfunding civico, un grande progetto collettivo di raccolta finanziamenti.
La cifra necessaria per dare vita al progetto è di € 360.000, di cui sono stati ad oggi raccolti € 67.480, una cifra che nella sua totalità risulta necessaria a realizzare i 5 dispositivi e a garantire loro l’operatività nelle periferie italiane per il primo biennio.
La durata della campagna è di 6 mesi e termina il 30 Novembre 2016, data di chiusura della Biennale di Venezia.
Una volta realizzati, i dispositivi si caleranno dunque nella realtà, in luoghi in cui potranno dimostrare la loro utilità sociale, portando, in un progetto di sussidiarietà, qualità, bellezza e diritti laddove questi ora manchino o risultino limitati.
In definitiva, un progetto che permetterà la realizzazione di unità mobili e che le associazioni renderanno operative nelle periferie italiane come ausilio dei propri programmi di riqualificazione e questo al fine di valorizzare gli elementi costitutivi, tutelare ed espandere principi fondamentali quali la legalità, la sanità, il rispetto dell’ambiente, della socialità e della cultura basata sull’equità e la condivisione, garantendo alle periferie integrazione e giustizia e favorendo processi di riqualificazione e rigenerazione urbana.