Torna il rischio ozono

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foto Noaa

Forse si stanno vanificando gli sforzi fatti per difendere lo strato di ozono stratosferico che ci protegge dai raggi UV. La nuova minaccia viene dal di-cloro-metano (o cloruro di metilene) le cui concentrazioni atmosferiche, sempre più elevate, e la sua alta volatilità verso la stratosfera e l’alta atmosfera, stanno provocando una crescente distruzione dell’ozono stratosferico. Possibile un nuovo Protocollo

Vincenzo Ferrara, sempre molto attento alle notizie che arrivano da centri di ricerca internazionali, segnala dal suo blog su facebook, che forse si stanno vanificando gli sforzi fatti per difendere lo strato di ozono stratosferico che ci protegge dai raggi UV.
Infatti, una nuova minaccia all’integrità dello strato di ozono viene dal di-cloro-metano (o cloruro di metilene) le cui concentrazioni atmosferiche, sempre più elevate, e la sua alta volatilità verso la stratosfera e l’alta atmosfera, stanno provocando una crescente distruzione dell’ozono stratosferico che, già con grande difficoltà, è attualmente in fase di recupero e di ripristino dopo i gravi danni causati nel passato dai Cfc e dagli altri idrocarburi clorurati e fluorurati.
Il di-cloro-metano è usato come solvente nelle attività industriali e nella produzione delle vernici. L’uso sempre più massiccio del di-cloro-metano è in gran parte dovuto al fatto che il di-cloro-metano è considerato meno tossico e meno cancerogeno del cloroformio e, di conseguenza, in moltissime attività industriali, compresa l’industria agro-alimentare, e nella produzione di vernici è diventato il sostituto del cloroformio, la cui utilizzazione è, quindi, in pratica diventata trascurabile.
In realtà il di-cloro-metano, per esposizioni prolungate, è anch’esso un cancerogeno (soprattutto a carico dei polmoni, del fegato e del pancreas).
I dati provengono da ricerche condotte dal Noaa, l’Amministrazione americana che si occupa dell’aria e degli oceani. I dati vengono raccolti mediante misuratori lanciati con palloni sonda e lo studio è stato pubblicato il 27 giugno su «Nature Communications».

La deplezione nello strato di ozono, rallentata e quasi fermata dal protocollo di Montreal (firmato il 16 settembre 1987, entrato in vigore il 1º gennaio 1989), rischia di riaprire problemi gravi per il pianeta. Lo strato di ozono, infatti, protegge flora e fauna, e quindi anche l’uomo, da danni agli occhi e alla pelle (melanoma).
Forse è il caso, come suggerisce Ferrara, di rivedere il protocollo di Montreal.