Katowice, un test per l’umanità

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Greenpeace: «Non ci sono più scuse, il pianeta brucia ed è ora di agire». Wwf: «L’Accordo sul clima di Parigi è la roadmap da seguire per l’azione climatica». Ma se Katowice sarà vera gloria si vedrà, intanto le premesse per un ennesimo bluff ci sono tutte

«Un vero e proprio test per l’umanità», così Jennifer Morgan, Direttrice esecutiva di Greenpeace International, definisce il prossimo vertice di Katowice, il summit sul clima (Cop24).

In realtà, esaminando i vari rumori di fondo che provengono da alcuni Stati, i posizionamenti delle multinazionali, gli «accordi» sul clima esistenti fin’ora, l’avanzata delle destre, dei negazionisti, dei nazionalismi, i ritardi di comprensione da parte dei cittadini… si ricava un quadro tutt’altro che rassicurante.

Inoltre, l’avanzare delle conseguenze dei cambiamenti climatici e l’aumentare dei fenomeni estremi, possono favorire la mentalità, già presente, che non si possa fare granché per salvare il Pianeta. Risultato finale un gran ballo al suono di un’orchestra folle che continua a suonare mentre la nave affonda.

«Abbiamo solo dodici anni per salvare il clima del nostro Pianeta – ricorda la nota di Greenpeace –. Questo è un momento cruciale per tutti noi, un vero e proprio test per l’umanità. A Katowice i leader di tutti i Paesi del mondo devono sfidarsi a guardarsi in faccia e affermare di essere al fianco di tutti noi. Quelli che non lo faranno saranno condannati dalla Storia e ne dovranno render conto. Alla Cop24, i governi devono agire e impegnarsi, entro il 2020, ad allineare i loro piani nazionali sul clima all’obiettivo di mantenere l’incremento delle temperature entro 1,5°C», ricorda Jennifer Morgan, Direttrice esecutiva di Greenpeace International.

«La scienza del clima ci dà ancora speranze, ma il tempo per le chiacchiere è finito da un pezzo – dichiara Giuseppe Onufrio, Direttore esecutivo di Greenpeace Italia – . I cittadini chiedono a gran voce azioni concrete. Ci sono bambini che marciano fuori dalle scuole, attivisti che si mobilitano e sono sempre più frequenti le cause legali che contrappongono singoli o intere comunità ai responsabili delle emissioni di gas serra: dall’industria petrolifera ai responsabili della deforestazione del Pianeta».

Ma siamo ancora a guardare i governi, i politici. Esattamente guardiamo coloro che hanno determinato questo disastro. Bisogna cambiare urgentemente direzione, bisogna guardare verso i cittadini, convincere e convincersi che noi abbiamo il potere di determinare le cose. Bisogna rifiutare il gioco dei partiti che ci spingono a schierarci e a dividerci. Ci si deve convincere che ci sono livelli di sopravvivenza e di qualità della vita, invalicabili. Bisogna modificare o rifiutare gli stili di vita che impoveriscono la qualità della vita.

Il mondo scientifico è stato chiaro, e in verità gli scienziati del Panel dell’Onu sul Clima (Intergovernmental Panel on Climate Change, Ipcc), dall’Organizzazione Meteorologica Internazionale (Wmo) e dal Piano Ambientale dell’Onu (Unep), sono stati chiarissimi:

  • Se l’incremento delle temperature dovesse continuare al ritmo corrente, il riscaldamento climatico dovrebbe superare la soglia di 1,5°C tra il 2030 e il 2052: ciò rende assolutamente urgente il taglio delle emissioni di gas serra;
  • I livelli di CO2 hanno raggiunto valori record: la stima è di 405,5 parti per milione (ppm) nel 2017: un valore che non si registrava in atmosfera negli ultimi 3/5 milioni di anni. Nel 2015 in atmosfera c’erano solo 400,1 ppm;
  • Il 2018 sia avvia a essere il quarto anno più caldo di sempre: i venti anni più caldi sono stati tutti registrati negli ultimi 22 anni;
  • Il rapporto «Unep Emission Gap» rivela che i Paesi devono aumentare di cinque volte le riduzioni di emissioni di gas serra per centrare l’obiettivo 1,5°C.

Con queste prospettive risultano inutili e poco efficaci gli obiettivi dell’Unione europea che punta a un obiettivo «emissioni zero» al 2050. Tuttavia, per restare entro 1,5°C questo obiettivo deve essere anticipato al 2040.

Lo scetticismo deriva dalla precarietà politica dell’Ue, dalla mancanza di visione ambientale che è restata sopita negli ultimi anni e si riaccende ora, sotto la tornata elettorale e con una chiara ripresa dei Verdi in Germania, in Lussemburgo e nel Belgio.

Anche il Wwf segue l’onda dell’ottimismo. «Alla Cop24 di Katowice contiamo di fare grandi progressi – afferma il leader Clima ed Energia del Wwf Internazionale, Manuel Pulgar-Vidal –. L’Accordo sul clima di Parigi è la roadmap da seguire per l’azione climatica. I risultati di questa Conferenza fra i negoziatori delle Nazioni Unite sul clima, getteranno le basi per un progresso multilaterale e continuativo nella lotta contro il cambiamento climatico con il ritmo e la velocità necessari per essere all’altezza di ciò che afferma la scienza. La portata della sfida, e l’opportunità, che questo meeting rappresenta, dovrebbero aiutare a essere efficaci e focalizzati».

Si continua a contrabbandare l’accordo di Parigi come un punto di riferimento quando si sa bene che è una scatola vuota perché l’adesione ai limiti di Parigi è su base volontaria, non è vincolante. E lo dimostrano gli Usa di Trump.

Se Katowice sarà vera gloria si vedrà, intanto le premesse per un ennesimo bluff ci sono tutte.

Ignazio Lippolis