Rigopiano, l’Italia fragile

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cartello rigopiano vvff

Il Consiglio nazionale dei geologi (Cng) rimarca la necessità di imprimere nella mente di ciascuno di noi quanto l’Italia sia una nazione fragile per la presenza di tutti i tipi di georischi: sismico, vulcanico e idrogeologico

Sono trascorsi due anni da quando una valanga di neve e detriti di grandi proporzioni, staccandosi dal monte Siella, appartenente al massiccio del Gran Sasso, travolse l’hotel Rigopiano di Farindola, in provincia di Pescara, provocando 29 vittime.

Quel 18 gennaio 2017 la terra tremò per la prima volta alle 10:25; una scossa di terremoto di magnitudo 5,1 avente come epicentro l’aquilano e da quella prima scossa una serie infinita di altri sussulti, tre dei quali sopra magnitudo 5. E mentre le 40 persone presenti nella struttura, 28 ospiti, di cui 4 bambini, e 12 dipendenti, alle 15 erano già pronte per andar via terrorizzate dalle scosse e dalla neve che continuava a venire giù alle 17:40 arrivò la valanga che travolse l’albergo. Il bilancio ufficiale della tragedia, con il ritrovamento degli ultimi due corpi, il giovedì 26 gennaio, sarà poi di 29 vittime e 11 sopravvissuti.

E in occasione del secondo anniversario dalla tragedia più grave causata da una slavina in Italia dal 1916, il Consiglio nazionale dei geologi (Cng) rimarca la necessità di imprimere nella mente di ciascuno di noi quanto l’Italia sia una nazione fragile per la presenza di tutti i tipi di georischi: sismico, vulcanico e idrogeologico. Francesco Peduto, Presidente del Cng, ha infatti dichiarato: «È fondamentale affidarsi ai professionisti per conoscere il territorio in cui viviamo e proprio per le caratteristiche del nostro Paese, la figura del geologo dovrebbe rivestire sempre un ruolo centrale nel governo del territorio. Accogliamo con favore la notizia dell’approvazione dello schema di direttiva sul sistema di allertamento nazionale e regionale e per la pianificazione di protezione civile territoriale sul tema del rischio di valanghe».

Una tragedia che sotto il profilo giudiziario ha visto avviati gli interrogatori dei nove dei 25 indagati destinatari dell’avviso di conclusione delle indagini nell’ambito dell’inchiesta Rigopiano, un’inchiesta che conclusasi il 26 novembre 2018 ha visto notificata la richiesta di chiusura indagini per la tragedia con l’emissione di sette reati ipotizzati che da disastro colposo vanno a lesioni plurime colpose, da omicidio plurimo colposo a falso ideologico, da abuso edilizio a omissione d’atti d’ufficio e abuso in atti d’ufficio con altri vari reati ambientali.

E il ricordo di Rigopiano ci evidenzia la necessità per tutti noi di imparare a convivere con i terremoti, con le alluvioni e con le frane. Importante è sensibilizzare e informare sia gli adulti sia i bambini sulle criticità del territorio che si vive, e a tal proposito si condivide l’importante lavoro «Il grande libro della natura, la geomorfologia e la tragedia dell’Hotel Rigopiano» realizzato dalla scuola media «Casteller» di Paese (Tv) in collaborazione con «La matematica del vento» e l’Ordine dei geologi del Veneto, e questo per diffondere la cultura del rischio e della prevenzione e, come sottolinea Domenico Angelone, tesoriere del Cng, per insegnare quali sono i corretti comportamenti da adottare in caso di emergenza.

Bisogna inculcare e stimolare una maggiore coscienza geologica, volta al rispetto del territorio e ad uno sviluppo davvero sostenibile, una prevenzione che deve essere accompagnata da un’adeguata pianificazione territoriale, mettendo in sicurezza le nostre case, le nostre scuole e i nostri luoghi di lavoro.

Perché anche se, di certo, al termine delle indagini della magistratura, emergeranno le responsabilità e i colpevoli di aver causato la tragedia o rallentato e depistato i soccorsi verranno puniti con sanzioni, penali e civili, nulla potrà alleviare la perdita di vite umane.

Stimolare quindi una cultura della prevenzione e permettere che vengano dati gli strumenti per eseguire una corretta lettura del nostro territorio, ricollocando opportunamente la figura del geologo in quanto professionista formato a tale scopo, deve essere un modus operandi che dovrà necessariamente anteporsi a qualsiasi progetto che si voglia realizzare sul territorio per la cui approvazione è necessario che vengano vagliate tutte le possibili problematiche connesse alla sua realizzazione e questo anche laddove non venga apparentemente evidenziato un pericolo imminente, come si evince dalla carta estrapolata dal Piano Stralcio di Bacino della Regione Abruzzo in merito all’Hotel Rigopiano inserita in un approfondimento sulla vicenda curato dalla rivista «Conoscere geologia».

Importante quindi è ascoltare gli esperti prima che avvengano le tragedie affidandosi ai professionisti, «che sanno leggere le forme del territorio e le sanno interpretare come se leggessero un libro», per conoscere il territorio in cui viviamo…

Elsa Sciancalepore