Quell’olivo è sano, scoppia il putiferio

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Sospese le operazioni di abbattimento a Monopoli: l’olivo condannato a morte è negativo al batterio Xylella fastidiosa. Chiesti la sospensione degli abbattimenti e il rifacimento delle analisi

La cultura complottista è lontana dalla cultura di «Villaggio Globale» come il giorno è l’opposto della notte, ma su questa vicenda della Xylella, di fronte a comportamenti schizofrenici, ad azioni al limite della legalità, ad affermazioni che fanno a pugni con la ricerca, a decisioni che contraddicono la logica scientifica, c’è da restare basiti e porsi domande alle quali, purtroppo, già sappiamo che non risponderà nessuno. Alimentando altri e più preoccupanti dubbi.

La recente notizia dell’Osservatorio Fitosanitario che con una informativa urgente, sospende le operazioni di abbattimento di un ulivo condannato a morte a Monopoli, poiché ha rilevato la negatività al batterio, precedentemente dichiarata positiva dalle Reti di Laboratori Selge, è di quelle notizie destinate a moltiplicare domande, interrogativi e polemiche all’infinito.

Infatti, il Comitato per la Salvaguardia dell’Ambiente e del Paesaggio – Valle d’Itria, Terra d’Egnazia Onlus, Popolo degli Ulivi e Movimento per la Carta dei Diritti della Terra, chiedono subito

  • all’Osservatorio fitosanitario di effettuare nuovamente le analisi di tutti gli olivi dichiarati infetti, iniziando da quelli sui quali pende l’ingiunzione di abbattimento;al Governo di consentire ai proprietari la possibilità di effettuare contro analisi presso laboratori terzi anche fuori Regione;
  • di sospendere con effetto immediato il Decreto Centinaio (ottobre 2018) e gli Artt. 6, 7 e 8 del Decreto Emergenze poiché si fondano su tutta una serie di incertezze e infondatezze scientifiche, così come anche nettamente evidenziato dalla procura di Lecce.

Di proposito non raccogliamo le deduzioni complottiste anche se spesso la realtà fa a pugni con la logica e lascia ampio spazio ai sospetti.

Certo, come sostenitori di una cultura sana ambientalmente, forti di un’ampia cultura scientifica che vuole la scelta dello sviluppo sostenibile come l’unica possibile per promuovere il benessere dell’uomo e la salvaguardia del pianeta, proprio non riusciamo a comprendere la logica che vuole l’eradicazione di ulivi sani presenti sul territorio colpevoli solo di stare non contigui ma prossimi a quelli malati tanto più che non esiste la documentazione di altri casi nel mondo in cui questa soluzione è stata vincente. Tanto meno non comprendiamo l’obbligo di anticrittogamici ad ampio spettro (quelli che uccidono tutto) persino in campi biologici dove tale uso è vietato con tutta una catena a cascata di danni per gli imprenditori agricoli.

Se poi pensiamo che la sputacchina è presente in un centinaio di altre specie vegetali il quadro diventa allucinante.

E poi restano da spiegare azioni come quella del Testimone scomodo di Cisternino che è stato abbattuto in un blitz notturno, sotto la pioggia, da sconosciuti, senza alcun mandato e con la scorta delle forze dell’ordine, violando la proprietà privata.

Se le persone per bene e i ricercatori seri che fanno onore alla scienza, vincessero le reticenze e si facesse chiarezza vera su questi comportamenti, sarebbe un’azione meritevole che ci farebbe riconciliare con la dignità umana e l’orgoglio della cultura umana.

I. L.