Ci svegliamo ora o aspettiamo la prossima epidemia?

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La cosa più urgente da acquisire è il rispetto degli ambiti naturali. La superficialità con cui l’uomo interviene, distrugge, trasforma è preoccupante perché il tutto è fatto con poca conoscenza investigativa sulle nostre abitudini in fieri. La madre di tutti i nostri guai sono i cambiamenti climatici

Ormai la conoscenza dei disordini creati dalla interferenza umana con gli altri ambienti (animale, vegetale, atmosferico, marino, terrestre), è arrivata ai livelli più bassi della società.

Dai detti dei nostri nonni, trattati con sufficienza, alle ricerche pionieristiche di ricercatori derisi e, finalmente riconosciuti anche dalla scienza «ufficiale», quella che si arroga il diritto di parlare a nome del mondo scientifico tutto e, soprattutto, che si prende anche i finanziamenti…

E allora, adesso, vogliamo fare un passo avanti e modificare i nostri stili di vita per riprenderci un equilibrio di qualità della vita più generale?

La cosa più urgente da acquisire è il rispetto degli ambiti naturali. La superficialità con cui l’uomo interviene, distrugge, trasforma è preoccupante perché il tutto è fatto con poca conoscenza investigativa sulle nostre abitudini in fieri.

La madre di tutti i nostri guai sono i cambiamenti climatici (che continuano ad essere alimentati dalla nostra negligenza: secondo lo UK Met office già nel 2025 potremmo raggiungere l’aumento di 1,5°C), indotti dalle nostre azioni stanno rimescolando le carte del pianeta. E nessuno può dire che non lo sapeva, che non erano stati lanciati gli allarmi. L’ultimo è quello di nuovi virus sconosciuti che possono emergere dallo scioglimento dei ghiacciai.

I virus sono quello che per noi è la paura. I virus fanno i virus, vogliono migliorare, allargare il loro territorio e ci riescono passando da un ambiente ad un altro. È il meccanismo della vita.

E noi che facciamo delle nostre conoscenze? Le commercializziamo. È questo l’altro nodo che dobbiamo spezzare.

Ma non possiamo farlo per delega, non possiamo aspettare che i nostri rappresentanti lo facciano per noi perché è una scelta individuale.

Vogliamo svegliarci ora o vogliamo aspettare la prossima epidemia?

I. L.