Pasticcio negli allegati e Costa Ripagnola non decolla…

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Un bellissimo scorcio di Costa Ripagnola
Un bellissimo scorcio di Costa Ripagnola

Emiliano non ha ad oggi ancora promulgato la legge e pare proprio non vi siano impedimenti dovuti alla campagna elettorale in corso. I problemi riguarderebbero, invece, proprio i due allegati parti integranti della legge. Intanto chi ne fa le spese è pure il Mar Piccolo di Taranto che, con la medesima legge che istituisce il Parco regionale di Costa Ripagnola, dovrebbe divenire area protetta regionale

È ormai trascorso più di un mese da quando il Consiglio regionale, nella seduta del 28 luglio scorso, ha approvato la legge istitutiva del parco regionale di Costa Ripagnola tra i Comuni di Polignano a Mare e di Monopoli.

Una legge nata sotto non felicissimi auspici ed, evidentemente, da quegli auspici non è mai venuta fuori. In verità, sul portale del Consiglio regionale è stato pubblicato il testo della deliberazione dell’Assemblea n. 350 del 28 luglio che riguarda, appunto, l’istituzione dei parchi regionali di Costa Ripagnola e del Mar Piccolo. Tuttavia la deliberazione è mancante di due allegati facenti parte integrante della provvedimento stesso: uno cartografico (con confini del parco e sua suddivisione in zone 1, 2 e 3) ed uno – di cui abbiamo già scritto  – contenente l’elenco di fogli e particelle catastali dei terreni ricompresi nel Parco.

Il clamoroso ritardo nella pubblicazione della legge (e della sua entrata in vigore il quindicesimo giorno successivo) pare non sia dovuto a problemi di ingolfamento nella redazione del Bollettino ufficiale della Regione. Infatti, altre due leggi approvate sempre il 28 luglio sono state pubblicate sul Burp del 24 agosto scorso dopo che il Presidente della Regione, Emiliano, le ha promulgate il 20 agosto. Che cosa sta accadendo, quindi?

Dalle notizie assunte, Emiliano non ha ad oggi ancora promulgato la legge e pare proprio non vi siano impedimenti dovuti alla campagna elettorale in corso. I problemi riguarderebbero, invece, proprio i due allegati parti integranti della legge. Quello cartografico, licenziato dalla Commissione consiliare e non ulteriormente emendato in sede di esame del provvedimento in Consiglio regionale, non sarebbe coerente con l’allegato contenente le particelle catastali comprese nei confini del Parco e nelle singole zone dell’area protetta. Né, a leggere il testo della deliberazione consiliare, è stata introdotta una norma di risoluzione delle eventuali antinomìe. Di fatto, l’allegato B alla legge istitutiva del parco regionale di Costa Ripagnola modifica la zonizzazione dell’area protetta (senza che queste modificazioni siano state recepite mediante appositi emendamenti nell’allegato cartografico) trasferendo alcune particelle (ad esempio quelle relative al progetto Serim) dalla zona 1 – a maggiore tutela – alle zone 2 e 3 nelle quali opera un regime autorizzativo estremamente allargato tanto da derogare in peggio il Prg di Polignano e consentendo operazioni che lo strumento urbanistico comunale vigente non può autorizzare. La qual cosa, come è facile intuire, determina una disfunzione della legge che, nata per tutelare quella parte del territorio, alla fine consente (per una sorta di eterogenesi dei fini) trasformazioni che il Consiglio comunale di Polignano non ha mai deliberato esautorando, così, l’organo assembleare comunale competente per legge a decidere il destino del proprio territorio. Intanto chi ne fa le spese è pure il Mar Piccolo di Taranto che, con la medesima legge che istituisce il Parco regionale di Costa Ripagnola, dovrebbe divenire area protetta regionale.

 

Fabio Modesti