Ogm e Nbt, si decide in commissione Agricoltura

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pomodori campagna agricoltura

Sara Cunial: «I decreti in questione travolgeranno l’intero mondo agricolo, facendo fallire la piccola e media impresa contadina italiana rispettosa dell’ambiente e delle migliori pratiche ecologiche, per far posto ad un’agricoltura industriale, viticoltura in primis, che distruggerà non solo i nostri prodotti di qualità ma anche il paesaggio, l’ambiente e le risorse naturali»

«Quello che sta accadendo in Commissione Agricoltura è gravissimo. Mentre, con il pretesto della tutela della salute pubblica, l’Italia viene segregata in casa e l’economia di un intero Paese mandata al macero, alla Camera e al Senato si stanno per votare i pareri relativi ai quattro decreti governativi 208, 209, 211 e 212 in tema di Ogm e Nbt (New Breeding Techniques)*: il colpo finale alla nostra economia agricola, al Made in Italy e alla salute dei cittadini», così si avvia la nota stampa di Sara Cunial, deputata del Gruppo Misto.

Ma cosa sono gli Ogm?

Bene, per Organismo geneticamente modificato (Ogm) si intende un organismo, diverso da un essere umano, in cui il materiale genetico (Dna) è stato modificato in un modo differente da quanto avviene in natura, con l’accoppiamento e la ricombinazione genetica naturale. L’applicazione delle moderne biotecnologie permette di trasferire tratti di geni selezionati da un organismo all’altro, anche di specie non correlate, per esempio tra batteri e piante. In Italia, ad oggi, nessuna delle piante (mais, soia, colza e cotone, ecc.) modificate geneticamente, per conferire loro caratteristiche che non hanno come la resistenza a certi insetti o la tolleranza ad alcuni erbicidi, viene coltivata a fini commerciali anche se è consentita la commercializzazione dei loro prodotti nel rispetto delle regole di etichettatura. E un Ogm, la cui normativa di riferimento è sostanzialmente racchiusa nel Regolamento (CE) n. 1829/2003 e nel Regolamento (CE) n. 1830/2003, o un suo prodotto derivato può essere immesso sul mercato europeo solo dopo che sia stato autorizzato sulla base di una procedura che comprende una valutazione del rischio per la salute umana e per l’ambiente.

La Cunial continuando afferma «come i decreti in questione travolgeranno l’intero mondo agricolo, facendo fallire la piccola e media impresa contadina italiana rispettosa dell’ambiente e delle migliori pratiche ecologiche, per far posto ad un’agricoltura industriale, viticoltura in primis, che distruggerà non solo i nostri prodotti di qualità ma anche il paesaggio, l’ambiente e le risorse naturali. Da almeno vent’anni lobby e multinazionali dell’agrochimica stanno perseguendo tale deregolamentazione senza nessuno scrupolo. Una direzione pericolosa che avvantaggerà solo chi trae beneficio da un modello agroindustriale fallimentare, che ormai contraddice l’evidenza, la scienza e gli stessi dettami della Commissione europea in termini di salvaguardia della biodiversità, tutela dei suoli, riduzione dell’uso dei pesticidi, Farm to fork».

E di Ogm e di tecniche di gene-editing, New breeding techniques (Nbt) per l’appunto, ne hanno parlato tutte le maggiori associazioni come Greenpeace che sottolinea come per molte delle tecniche di gene-editing, anche se potrebbero essere più precise rispetto all’ingegneria genetica tradizionale nel disporre le alterazioni volute all’interno del materiale genetico, non esistano informazioni sufficienti per un’adeguata valutazione dei rischi o come Federbio che chiude totalmente sulle Nbt facendo coincidere la sua posizione con quella a livello europeo e internazionale della Federazione internazionale dei movimenti per l’agricoltura biologica (Ifoam) che ribadisce come il mondo del biologico rafforza il proprio impegno ad escludere non solo gli Ogm, ma anche i prodotti derivanti dalle nuove biotecnologie dai propri sistemi di produzione.

 

* «Schema di decreto legislativo recante norme per la produzione a scopo di commercializzazione e la commercializzazione di prodotti sementieri per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/2031 e del regolamento (UE) 2017/625 – N. 211».

«Schema di decreto legislativo recante norme per la produzione e la commercializzazione dei materiali di moltiplicazione della vite per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/2031 e del regolamento (UE) 2017/625 – N.212».
«Schema di decreto legislativo recante norme per la produzione e la commercializzazione dei materiali di moltiplicazione e delle piante da frutto e delle ortive per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/2031 e del regolamento (UE) 2017/625 – N. 208».
«Schema di decreto legislativo recante norme per la protezione delle piante dagli organismi nocivi per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/2031 e del regolamento (UE) 2017/625 – N. 209».

 

Elsa Sciancalepore