Semi di Vita… spezzata

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semi di vita oggi

Sfrattata la cooperativa

Beffa dopo la presentazione di «Bari costa sud», qualche mese fa, in cui il sindaco Decaro aveva illustrato il progetto finanziato con 75 milioni di euro, spiegando che tutti quei terreni a Japigia sono e resteranno orti urbani, che verranno realizzati camminamenti per permettere l’accesso al mare, e agevolare la mobilità sostenibile, che assolutamente non ci sarà la solita colata di cemento che in tanti temono…

SEMI DI VITA come eraUn colpo duro non ad una semplice impresa, ma ad una intera comunità, con le ombre lunghe di una speculazione edilizia che incombono su un’area verde urbana importante. La cooperativa sociale agricola Semi di vita, che proprio nel 2021 ha festeggiato 10 anni di attività, ha ricevuto lo sfratto dal terreno che ha in affitto a Japigia e che da quando ha rilevato nel 2014 è diventato centro attivo per promuovere progetti di inclusione con ragazzi, disabili, adulti in svantaggio sociale, oltre che orto urbano biologico. Una decisione a ciel sereno che la proprietà l’Opera Pia Maria SS. Del Carmine ha assunto in maniera unilaterale e sottraendosi fino ad ora a qualsiasi confronto.

Semi di vita i campi
In alto come si presentava la zona prima dell’attività della cooperativa Semi di vita

«La lettera di recessione del contratto di affitto che ci è stata recapitata dice che ad aprile del 2022 dobbiamo lasciare il terreno — spiega il presidente della coop Angelo Santoro in un video che dalla pagina facebook della coop è diventato virale in poche ore —. Non volevamo darvi questa brutta notizia in questo ultimo giorno del 2021, ma è un atto dovuto, dopo tutti questi anni di costruzione di un progetto di agricoltura sociale che abbiamo portato avanti in questi anni su Bari. Quando ti arriva una notizia del genere, la prima domanda che ci si fa è “Ora cosa si fa?”. È per questo che ci rivolgiamo a voi. Perché secondo noi questo è un momento di comunità da condividere».

Angelo Santoro cerca di sorridere, è la sua forza anche nei momenti più duri, ma che lui e i soci della coop siano fortemente amareggiati è abbastanza chiaro. Semi di vita è una realtà importante nello snodo delle dinamiche sociali e di riscatto della città. Una realtà di rilevanza nazionale con un impegno importante: oltre all’orto urbano di Japigia, gestisce un grande terreno sottratto alla mafia a Valenzano, che con un investimento di 300mila euro sta riconvertendo alla coltivazione di legumi, un grande pollaio, un frutteto. In questi anni la rete di collaborazioni che è stata stesa ha permesso ad una intera comunità di aggregarsi. Ci sono progetti di riabilitazioni portati avanti nel carcere, di sostegno alla Caritas, con le scuole e comunità di ragazzi in svantaggio sociale. Lo sfratto significherebbe annullare dieci anni di impegni, lotte e bellissimi risultati.

SEMI COOP soci
I soci della Cooperativa

«Al di là di quelle che saranno le mosse legali che la coop intraprenderà a difesa del nostro lavoro, a noi preme trovare una soluzione — sottolinea Angelo Santoro —. Noi siamo una comunità ed è alla comunità che ci rivolgiamo. Se Semi di vita va via da Japigia, Bari perde una fetta importante della sua anima sociale. Questo terreno è punto di riferimento per chi viene a coltivare il proprio orto, di chi lavora, chi sogna un riscatto. Anche per questo tra qualche settimana puntiamo ad organizzare un’assemblea cittadina, perché si possa trovare una soluzione. Il progetto di Semi di vita è un progetto sociale che ha nell’agricoltura una leva di rinascita, non si può cancellare con una lettera di sfratto».

Non solo. L’orto urbano insiste in un’area che sarà interessata alla riqualificazione del mega progetto finanziato dal Pnrr «Bari costa sud». Qualche mese fa il sindaco Decaro ha illustrato il progetto finanziato con 75 milioni di euro, spiegando che tutti quei terreni a Japigia sono e resteranno orti urbani, che verranno realizzati camminamenti per permettere l’accesso al mare, e agevolare la mobilità sostenibile, che assolutamente non ci sarà la solita colata di cemento che in tanti temono… Durante l’esposizione del progetto Bari costa sud, Semi di vita è stata proprio presa come esempio virtuoso… Progetti che oggi alla luce dello sfratto sollevano qualche domanda: perché l’Opera Pia vuole rientrare in possesso di terreni trasformati in orto urbano, se devono rimanere tali? Non è che si punta a speculazioni edilizie dell’ultimo momento? Perché sarebbe gravissimo e trasformerebbe Bari costa sud da quanto viene raccontato, il più grande parco verde della città, ad un incubo di nuovi palazzi.

BARI COSTA SUD Semi di vita
Il momento della presentazione di Decaro suona quasi come una beffa. Il progetto di «Bari costa sud», illustrò il sindaco di Bari
che tutti quei terreni a Japigia sono e resteranno orti urbani

«A noi preme solo che la comunità prenda atto di quanto ci sta accadendo — sottolinea il presidente di Semi di vita —. Per noi Japigia è un luogo di impegno che non vogliamo abbandonare. Abbiamo preso questo terreno che era abbandonato da anni, lo abbiamo trasformato con il nostro sudore e investendo oltre 100mila euro. Lo abbiamo fatto rinascere. E oggi abbiamo tanti amici attorno a noi. Non si può cancellare con un colpo di spugna quanto abbiamo fatto. In questi giorni l’assessora Francesca Bottalico ha cercato un contatto con il presidente dell’Opera Pia senza riuscire neanche ad incontrarsi per avviare un dialogo. Ci sono state avanzate proposte per spostarci in un altro terreno, ma si perderebbe la centralità di Japigia e soprattutto servirebbero ingenti risorse per riavviare le coltivazioni che oggi produciamo. Non siamo in grado di affrontare da soli tutto questo».

 

Margherita Schena