Tra cosmo e microcosmo, una scoperta impossibile

832
La micrometeorite denominata FB-A1
Tempo di lettura: 2 minuti

֎Studiata una delle più rare micrometeoriti al mondo da un gruppo di ricerca tutto italiano. Contiene rarissime leghe metalliche di alluminio e rame e presenta al suo interno materiali con una simmetria proibita, i «quasicristalli»֎

È in fase di svolgimento presso il palazzo Ateneo l’evento «Tra cosmo e microcosmo», evento organizzato dall’Università degli studi di Bari (Uniba), dall’Agenzia spaziale italiana (Asi) e dall’Università degli studi di Firenze (Unifi).

Una nuova e importante scoperta nell’ambito delle scienze planetarie che è stata messa a segno da un gruppo di ricerca tutto italiano. Si tratta del rinvenimento di una meteorite estremamente rara, in quanto contiene rarissime leghe metalliche di alluminio e rame e che presenta al suo interno materiali con una simmetria proibita, i «quasicristalli».

La scoperta è descritta in un articolo «A naturally occurring Al-Cu-Fe-Si quasicrystal in a micrometeorite from southern Italy» pubblicato dalla rivista «Communications Earth & Environment».

La strana meteorite è stata studiata da un gruppo di ricercatori dell’Uniba (Giovanna Agrosì, Daniela Mele, Gioacchino Tempesta e Floriana Rizzo del Dipartimento di scienze della Terra e Geoambientali), in collaborazione con l’Unifi (Luca Bindi e Tiziano Catelani del Dipartimento di scienze della Terra) e l’Asi (Paola Manzari).

Il ritrovamento si è rivelato immediatamente eccezionale in quanto si tratta del terzo caso al mondo di materiale extraterrestre contenente leghe metalliche di questo tipo e il secondo rinvenimento di una micrometeorite contenente un quasicristallo di origine naturale, dopo il ritrovamento della meteorite di Khatyrka, avvenuto nel 2011, grazie ad una costosissima e avventurosa spedizione internazionale che si era spinta fino ai confini dell’estremo Oriente russo, in Chukotka, luogo del ritrovamento della meteorite che le ha dato il nome.

Si legge nella prefazione dell’articolo, come i quasicristalli, solidi con simmetrie rotazionali vietate per i cristalli, di solito vengono sintetizzati in laboratorio miscelando rapporti specifici di componenti elementari secondo protocolli rigorosamente controllati. Tuttavia, la scoperta dei quasicristalli naturali Al-Cu-Fe nel meteorite Khatyrka hanno mostrato che potrebbero anche formarsi in eventi shock indotti da impatti ad alta velocità che introducono uno sforzo da cercare nella materia cosmica. Quello di cui si sta parlando nell’evento di oggi è un icosaedro extraterrestre quasicristallo con una composizione insolita Al51.7(6)Cu30.8(9)Fe10.3(4)Si7.2(9), idealmente Al52Cu31Fe10Si7, rinvenuto in un micrometeorite scoriaceo, denominato FB-A1, rinvenuto nella parte superiore del Monte Gariglione (Italia), in Calabria, da un collezionista che, notando una strana e inusuale lucentezza metallica, ha deciso di spedirla agli studiosi dell’Uniba per indagare sulla natura di questo oggetto apparentemente inspiegabile. Un tipico caso di Citizen Science che ha messo in luce che la sferula era extraterrestre.

La scoperta è sì eccezionale per il fatto che si tratta del secondo rinvenimento di una micrometeorite contenete quasicristalli, ma anche per il fatto che la piccola sferula è stata scoperta in Italia meridionale a migliaia di chilometri dal primo ritrovamento ed è stata studiata da un gruppo di ricerca interamente italiano con capofila l’Uniba.

Giovanna Agrosì, docente di Mineralogia dell’Uniba e coordinatrice dello studio ha dichiarato come «lo sviluppo delle Scienze planetarie in Italia meridionale è un punto su cui abbiamo sempre creduto e questa scoperta dimostra come il contributo degli studi geologico-mineralogici siano essenziali per il progresso delle conoscenze sul nostro Sistema Solare».

La preziosissima micrometeorite è attualmente custodita nel Museo di Scienze della Terra dell’Uniba, luogo nel quale si è in procinto di allestire una sezione dedicata a campioni extraterrestri.

 

Elsa Sciancalepore