«Ambiente e salute» parte il progetto dell’Apat

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    La salute e la qualità della vita sono direttamente collegate alla situazione ambientale in cui si vive. Studi, progetti e soluzioni. Il ruolo dell’informazione

    Parte il Progetto ambiente e salute, mediante un ampia concertazione che vede in primo piano impegnata l’Apat (Agenzia per l’ambiente e per i servizi tecnici). Da tempo è stato accertato che la salute e la qualità della vita sono direttamente collegate alla situazione ambientale in cui si vive. Sotto accusa il traffico e risulta strategica una corretta informazione. Temi su cui da tempo è aperto il dibattito ma su cui ora arrivano conferme circostanziate, iniziative e proposte operative come quella dell’Apat.
    La nuova Strategia Europea per l’ambiente e la salute del giugno 2003 ricorda che circa il 20% del carico totale di malattia nei paesi industrializzati può essere imputabile a fattori ambientali e le vittime principali sono i bambini. I bambini sono al centro della Strategia come lo sono stati alla 4° Conferenza interministeriale Ambiente e Salute di Budapest per la loro maggiore vulnerabilità e suscettibilità, vittime anche di un’esposizione potenzialmente più lunga agli agenti tossici che sembra inizi fin dalla vita fetale.
    L’Oms ha stimato che 1/6 delle malattie d’infanzia ed adolescenza sono attribuibili a fattori ambientali (Oms Ginevra 2004).
    L’associazione qualità dell’aria = malattie respiratorie è stato dimostrato in molti studi. Negli ultimi decenni in tutta Europa sono aumentati i casi di asma e allergie: mediamente il 10% dei bambini presenta sintomi asmatici.
    In Europa l’onere totale annuale delle malattie polmonari è stato stimato nell’ordine di circa 102 miliardi di euro, pari al Pil dell’Irlanda; le broncopatie croniche sono le più onerose: 38,7 miliardi di euro l’anno di cui il 74% (28,6 miliardi) risultano da giorni di lavoro persi per malattia.
    Ma non è solo la qualità dell’aria a preoccupare. L’Agenzia ambientale europea ha stimato che le perdite economiche conseguenti ad eventi correlabili ai cambiamenti climatici quali siccità, inondazioni, uragani e ondate di calore sono più che raddoppiate negli ultimo vent’anni ed ammontano ad oggi a circa 9 miliardi di euro/anno in Europa.
    In Europa nell’anno 2000 si sono stimati 100.000 morti e 2 milioni di traumatizzati dovuti ad incidenti stradali (source: EEA, 3rd Assessment, 2003) I dati per incidenti stradali In Italia (dati Piano Sanitario Nazionale 2002-2004) mostrano un trend annuale pari a: 8.000 morti, 170.000 ricoveri, 600.000 prestazioni di Pronto Soccorso 20.000 invalidi permanenti.
    Nel rapporto presentato alla conferenza di Budapest (2004) l’OMS stima che gli incidenti stradali entro l’anno 2020 diventeranno nel mondo la terza causa principale (nel 1990 erano al nono posto) di condizioni invalidanti stimate come perdita di anni di vita in buona salute superando le malattie trasmissibili della classifica mondiale Oms. 120 milioni di persone (30% della popolazione europea ) sono esposte a livelli di rumore superiori a 55 decibel (valore massimo per le aree residenziali) causato dal traffico e di queste oltre il 30 % durante le ore notturne.

    (Fonte Apat)

    (22 Ottobre 2004)