Desertificazione – Un «guardiano» nello spazio

195

Le attività di osservazioni satellitari fanno parte del Progetto Desert Watch a cui partecipano, per le attività scientifiche italiane l’Enea e l’Università di Sassari

Il rischio di desertificazione riguarda circa 300mila kilometri quadrati del territorio del sud Europa che si affaccia sul Mediterraneo (un’area grande quanto l’intera Italia) e coinvolge circa 16 milioni e mezzo di europei.
Il rischio di desertificazione che deriva in parte dai cambiamenti del clima (soprattutto aumento delle temperature e della siccità) ed in parte dal degrado del suolo (soprattutto perdita di sostanza organica e nutrienti) derivante dagli usi irrazionali del territorio, è ulteriormente aggravato dagli incendi boschivi che interessano da 600mila ad 800mila ettari di foreste sud europee ogni anno (un’area grande circa come la Corsica).
Il progetto Desert Watch guidato da Esa (l’Agenzia Spaziale Europea) e messo a punto con la collaborazione delle competenti Autorità nazionali di Italia, Grecia, Portogallo e Turchia, ha l’obiettivo di monitorare tutte le aree a rischio desertificazione del bacino mediterraneo con particolare riferimento al sud Europa.
Il monitoraggio dallo spazio (attraverso opportune tecniche nella radiazione visibile e nella radiazione infrarossa), è finalizzato in primo luogo per fornire dati ed informazioni ai Governi nazionali del sud Europa al fine di attuare gli impegni derivanti dalla Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta contro la desertificazione (Paesi dell’Annesso IV).
Ma il progetto ha anche una rilevanza scientifica sia per gli studi e le analisi dei processi di degrado dei suoli e di crescente desertificazione che stanno avvenendo in area mediterranea, sia per costruire un opportuno sistema di sorveglianza utile anche per bloccare e far regredire i processi di desertificazione ed intervenire per tempo sulle aree soggette a maggior rischio o che mostrano uso inadatti del suolo.
Al progetto partecipano oltre alle Autorità nazionali competenti per la desertificazione anche Enti scientifici di ricerca della Spagna, Olanda, Germania ed Italia. Gli Enti di ricerca italiani partecipanti sono: l’Enea e l’Università di Sassari, oltre alla società informatica Acs Italia per l’acquisizione dei dati satellitari e la gestione dei sistemi informativi per conto dell’Esa.

(22 Novembre 2004)