Polemiche, Fusione fredda e sperimentazioni

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Fusione fredda celani

In margine a «Coherence 2006». Ubaldo Mastromatteo interviene sul brevetto Arata e sulla violazione nei viventi del secondo principio della termodinamica


Molto di quello che si è detto durante «Coherence 2006» deve essere ancora «metabolizzato» ma soprattutto essere confrontato e dare la possibilità di un ulteriore spazio dialogico.
Tuttavia ci sono già spunti che meriterebbero una divulgazione immediata per favorire una conoscenza più ampia con tutti i benefici che derivano dal dibattito.
È il caso del cosiddetto brevetto di Arata, positivamente replicato all’Infn di Frascati da Francesco Celani e collaboratori, di cui Celani stesso ha raccontato i dettagli e illustrato le foto dell’apparato in funzione. Si tratta delle conseguenze sperimentali sulla Fusione Fredda e implicazioni pratiche possibili che derivano dall’esperimento di Yoshiaki Arata del 1955.
«Simili risultati – sottolinea Ubaldo Mastromatteo – debbono essere portati all’attenzione di un pubblico più vasto perché sono alla base di sviluppi imprevedibili nel settore della produzione di energia. In effetti tutti vorrebbero che la situazione attuale sulle fonti energetiche non fosse, come ho mostrato dati alla mano con la mia relazione, con un futuro a tinte fosche se non proprio nere. L’esperimento di Arata, è fondamentale almeno per due ragioni. La prima consiste nel fatto che, indipendentemente dai risultati in termini di eccesso di calore, tutti gli esperimenti basati sul caricamento elettrolitico del palladio, diventano credibili e non possono essere sottoposti a critiche riguardanti l’impostazione dell’apparato sperimentale. La seconda ragione riguarda invece gli effetti sull’atteggiamento di disprezzo da parte di numerosi esponenti della nomenklatura scientifica (chimici e fisici) nei riguardi di tutti coloro che operano in ambiti scientifici di frontiera, come la fusione fredda, che sono considerati come minimo ignoranti e come massimo imbroglioni e truffatori. Mentre invece (sempre a partire dalla replica del metodo di Arata), si evince che si tratta al solito di persone che con onestà intellettuale e acume cercano di guardare la realtà oltre le apparenze. Come è stato sottolineato durante “Coherence 2006” conviene procedere adesso con altre evidenze sperimentali che diano la spallata finale a simili atteggiamenti antiscientifici e assolutamente controproducenti per tutta la società di cui facciamo parte».
Altro argomento caro a Mastromatteo è l’importanza che sta alla base delle sue tesi che ha ereditato e meglio formalizzato, riguardanti la violazione nei viventi del secondo principio della termodinamica. «La dimostrazione di simili tesi – dice – vista la descrizione confusa che traspare dalle lezioni universitarie ai biologi, ai bioingegneri ecc., di sicuro derivante da ignoranza su alcuni aspetti della termodinamica, merita un grande riconoscimento (non per me, ovvio, ma per chi ha lasciato queste tesi in eredità). Insisto quindi, per chi andrà a vedersi la mia presentazione fatta a Coherence 2006, nell’affermare che lo sviluppo di un vivente (per semplificare ci siamo riferiti a vegetali), in condizioni di equilibrio termico e radiativo, è dimostrazione della violazione del secondo principio della termodinamica in quanto si ha una trasformazione con aumento dell’energia libera in condizioni in cui questo è impossibile. Le implicazioni di questo fatto, mi piace ricordare, non trovano obiezioni di carattere scientifico, poiché siamo di fronte a fatti osservabili, misurabili e riproducibili, ma piuttosto le obiezioni, mascherate di scientificità, sono invece di carattere filosofico/esistenziale. Infatti questa legge dell’entropia negativa o dell’antientropia, o come la vogliamo chiamare, non facendo gruppo con tutte le altre leggi della fisica e relativi principi di conservazione, implica che gli esseri viventi non possano derivare da sistemi non viventi comunque complessi: chi ha orecchi per intendere intenda».

R. V. G.