Qualità dell’aria – I «buchi neri» a Firenze

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foto di Getty Images
Lo smog in una città del Sudest Asiatico

Gli inquinanti PM10, NO2, O3 e benzene non rispettano pienamente e in maniera consolidata gli standard fissati dalle norme vigenti- Le Tabelle

È possibile fare un primo bilancio della situazione della qualità dell’aria nell’area metropolitana fiorentina nel 2006. Nel territorio dei Comuni di Firenze, Calenzano, Campi Bisenzio, Scandicci e Signa, che fanno parte dell’area omogenea definita dalla Regione Toscana (DGR 1406-2001), è presente una rete pubblica di monitoraggio della qualità dell’aria, di proprietà dell’Amministrazione Provinciale di Firenze e gestita dal Dipartimento Provinciale di Firenze dell’Arpat, costituita da 11 stazioni fisse per il rilevamento degli inquinanti e 3 stazioni meteorologiche. Nel Comune di Sesto Fiorentino, che fa parte della stessa area omogenea, e presente una stazione fissa privata di proprietà del Consorzio Cavet (appaltatore dei lavori per la realizzazione della tratta ferroviaria Tav), ubicata in località Quinto, nei pressi del cantiere di scavo della galleria Sesto- Vaglia.

I risultati del monitoraggio

Polveri (PM10 e PM2,5) Nel sito con maggiore intensità di traffico (Firenze Gramsci) si riscontra il superamento sia della media sia del numero di giorni con concentrazione maggiore di 50 µg/m3 di PM10. Nell’altro sito traffico di Firenze (Mosse, caratterizzato da medio volume di traffico) e nei siti di fondo della cintura sub urbana di Firenze si riscontra il superamento limitatamente all’indicatore «giorni con concentrazione maggiore di 50 µg/m3 di PM10».
In taluni di questi siti (Scandicci, Campi, Signa), la media annuale e al limite consentito. Per la misura di PM2,5, effettuata in via sperimentale, si osservi che nel sito con maggiore intensità di traffico (Firenze Gramsci) e nel sito Campi si riscontra il superamento della media annuale rispetto al limite proposto.

Biossido di azoto (NO2)

In quasi tutte le stazioni della rete, salvo il parco di Boboli e l’area collinare (Settignano), la media annuale rilevata supera (uguaglia nel sito di Signa) il livello standard di riferimento. Nel sito Mosse risulta superato anche il numero di ore con concentrazione superiore a 200 µg/m3 (calcolato come superamenti effettivi per rapporto 876- 0 su dati validi). Nei siti traffico si riscontrano i valori più elevati, quasi doppi rispetto al riferimento. Nei siti di fondo urbano si verifica il generalizzato superamento dello standard con range delle medie compreso fra 40 e 56 µg/m3.

Ozono (O3)

In quasi tutte le stazioni della rete, salvo Novoli che rappresenta il sito di fondo urbano prossimo alla zona centrale della città, il «valore bersaglio» fissato dal DLgs 183/04 per la protezione della salute (n. giorni con media mobile > 120 µg/m3) risulta superato. Le situazioni più critiche si osservano, come atteso data la specificita di questo inquinante secondario, nel parco di Boboli, nelle zone collinari prospicienti la citta e nelle aree periferiche. Lo standard per la protezione della vegetazione (AOT40), risulta circa doppio rispetto al riferimento sia nel parco di Boboli sia in collina, ma lo supera notevolmente anche nei siti residenziali e sub urbani.

Gli andamenti temporali degli inquinanti atmosferici

Polveri (PM10)

La progressiva diminuzione registrata fra il 1993 e il 1996 a cui ha fatto seguito un incremento che, nell’anno 2000, ha riportato i livelli medi di PM10 ai valori degli anni 1993-1994 anche se con sostanziale riduzione delle differenze fra siti. Nel 2001 si e verificata una riduzione generalizzata dei livelli di PM10 in parte spiegabile con l’andamento meteorologico. Nel 2002 e nel 2003, in presenza di un quadro meteorologico più vicino alle medie storiche, i valori di PM10 sono tornati mediamente intorno alla soglia fissata dalla normativa per la prima fase (fino all’anno 2005). Dal 2003 al 2005 si è osservata una modesta ma generale riduzione del livello medio di PM10, indipendentemente dalle variazioni rilevate nei singoli siti che possono essere determinate da condizioni contingenti di quadro emissivo locale (cantieri, limitazioni e deviazioni di traffico, ecc.).
Nel 2006 la situazione media appare sostanzialmente analoga all’anno 2005.

Biossido di azoto (NO2)

L’andamento del valore medio relativo alle stazioni «traffico» mostra una diminuzione piuttosto regolare fino all’anno 1999. Segue un periodo di stabilità, ma nell’anno 2003 si e verificato un incremento significativo, seguito da stabilità/ debole trend di riduzione negli ultimi anni.
La media rilevata nelle stazioni «fondo» segue un andamento simile con progressiva riduzione fino al 2001 seguita da stazionarietà. L’incremento della media delle medie rilevato nel 2006 dipende sostanzialmente dall’ingresso della stazione di Campi che ha evidenziato un valore della media annuale più elevato delle altre della stessa tipologia. Rispetto al valore di riferimento fissato dalla norma, si osservano valori costantemente molto elevati nelle stazioni «traffico» (circa il doppio rispetto a quelle «fondo»).
Risulta intorno al limite la media dei valori riscontrati nelle stazioni tipo «fondo» collocate in ambiente urbano, pur con valori differenziati secondo la zona. Ampiamente nella norma risulta il valore rilevato nella stazione di fondo extra urbano.

Ozono (O3)

Il numero di giorni in cui si e verificato il superamento del limite fissato per la media di 8 ore consecutive, pari a 120 µg/m3, il cui valore è da confrontare con il valore di riferimento pari a 25 giorni all’anno. L’andamento storico mostra una sostanziale stabilità nel corso degli anni, con superamenti diffusi nelle stazioni di misura collocate nel parco urbano (Boboli), nell’area collinare (Settignano) e alla periferia dell’area urbanizzata (Scandicci, Calenzano).

Commento sintetico

Considerati i dati rilevati nell’anno 2006, il trend storico e l’origine degli inquinanti, nella tabella si sintetizza il quadro generale della qualità dell’aria riscontrato nelle varie tipologie di sito dell’area omogenea di Firenze (comuni di Firenze, Scandicci, Campi, Signa, Lastra a Signa, Sesto, Calenzano e Bagno a Ripoli) rispetto agli indicatori fissati per la protezione della salute umana, di cui sono riportati i valori «finali» e l’anno da cui questi decorrono (prescindendo quindi dal margine di tolleranza consentito dalle Direttive comunitarie).
Per completezza di esposizione, sono riportati i valori dati sintetici relativi anche agli altri inquinanti rilevati che, tuttavia, risultano ormai ampiamente nella norma (SO22 e CO) o che presentano valori critici solo in situazioni di vicinanza ai flussi di traffico e quindi poco rappresentativi dell’esposizione della popolazione generale (benzene). Nella medesima tabella si sintetizzano le principali sorgenti antropiche di ciascun inquinante (o dei precursori, nel caso degli inquinanti totalmente o parzialmente di origine secondaria).
È opportuno ricordare che per alcuni inquinanti, quali PM10 e O3, non e trascurabile l’origine naturale, ancorché di incerta quantificazione soprattutto per il PM10. I valori riportati in neretto si riferiscono agli inquinanti di cui e stato riscontrato il superamento o il raggiungimento del valore limite «finale» (1° fase per PM10). Negli altri casi i limiti risultano rispettati con anticipo rispetto alla data di vigenza indicata nelle Direttive comunitarie.
Appare evidente che gli inquinanti PM10, NO2, O3 e benzene non rispettano pienamente e in maniera consolidata gli standard fissati dalle norme vigenti.

(Fonte Arpat)