Un disastro in Europa il rapporto Polveri e Salute

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Se si dovesse portare il limite a 10 µm/m3 la diminuzione sarebbe di cinque volte passando da 22mila morti a 4.400

Dopo aver riportato i dati che la Quarta valutazione dell’Ambiente dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (Eea) ha recentemente pubblicata sullo stato della qualità dell’aria sia in Europa (divisa nel rapporto in due macroregioni, Centro occidentale, Eco, e Sud Orientale, Eso) sia nella regione dell’Europa orientale, Caucaso e Asia centrale affrontiamo l’impatto che l’inquinamento atmosferico ha sulla salute umana.
Nella quarta valutazione viene evidenziato come una politica ambientale improntata sull’abbassamento dei limiti dei fattori inquinanti come ad esempio le polveri sottili (PM10 e PM2,5) possa essere un passo fondamentale per la riduzione del numero di morti premature, dei ricoveri ospedalieri e aumentare le aspettative di vita medie.
Per esempio i potenziali benefici per salute dati dalla riduzioni dei limiti massimi di esposizione delle PM2,5 sono stati valutati in un paragrafo della Quarta Valutazione sulla base di un campione di 26 città europee aderenti all’Apheis (Air Pollution and Health: A European Information System), un network che comprende circa 41,5 milioni di abitanti in 15 diversi paesi europei.
I risultati della ricerca sono che riducendo il limite massimo di esposizione alle PM2,5 da 25 µm/m3, valore fissato nella direttiva sulla qualità dell’aria (Cafe) a 15 µm/m3 il numero di decessi diminuirebbe di tre volte, mentre portando il limite a 10 µm/m3 la diminuzione sarebbe di cinque volte passando da 22mila morti a 4.400.
I valori nell’asse dei limiti di concentrazione sono gli standard proposti o attuati dalla Commissione Europea con la direttiva Cafe (25 µm/m3), dal parlamento europeo (20 µm/m3), dall’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente, US Epa, (15 µm/m3) e dalle linee guida pubblicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (10 µm/m3).
Nella regione dell’Europa orientale, Caucaso e Asia centrale i dati raccolti non sono omogenei né confrontabili per i diversi modi di rilevamento, quindi non si possono fare previsioni simili, ma l’Oms sta collaborando con i paesi appartenenti all’Eocac a costruire una rete per monitoraggio delle polveri sottili (PM10 e PM2,5). (eb)

(Fonte Arpat)