Ambientalisti e animalisti chiedono il ritiro della proposta di legge sulla caccia

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Associazioni ambientaliste, animaliste, agricoltori, parte dei cacciatori, politici dei diversi schieramenti si sono unite per vincere una sfida di civiltà e si sono ritrovate in un Seminario per discutere la proposta di legge Onnis e per chiedere che questa proposta torni alla Commissione per completare l’iter normale di una legge, come dovrebbe avvenire in un paese normale.
Infatti il 17 marzo prossimo a Montecitorio dovrebbe iniziare la discussione in aula alla Camera di un testo che finora ha solo ottenuto pareri negativi sia dalla Commissione Giustizia che dalla Commissione Affari Sociali che dalla Commissione Politiche Comunitarie e riserve da tutte le altre Commissioni. Non solo, la discussione degli emendamenti della proposta di legge in Commissione Agricoltura si e fermata all’articolo 7 su 18 articoli complessivi.
Legambiente, Wwf, Lipu, Italia Nostra, Cts insieme agli esperti della Lav, Lac, Animalisti Italiani, Dea, Enpa si sono riuniti presso la Sala del Garante a Piazza Montecitorio e hanno fatto sentire la propria ferma condanna a questo testo di legge che porterebbe l’Italia fuori dalle Direttive comunitarie.

A questo proposito l’intervento dell’on. Giulio Schmidt è stato chiaro: «La riforma della caccia non è mai stata una priorità del Governo ne lo deve essere. Non solo, questa proposta di legge, la cui incostituzionalità e gia stata ampiamente dimostrata, non passera perché sarà bocciata trasversalmente!».

Le parole dell’onorevole Schmidt sono state confermate dall’on. Fulvia Bandoli: «L’opposizione deve essere unita per far sì che questa proposta di legge sia tolta dai lavori dell’aula giovedi prossimo, questa è una battaglia che rappresenta un segnale di civiltà del nostro paese».

Dietro slogan vuoti e corporativi dei presentatori di questa proposta («gestione europea della caccia», «dignità per i cacciatori italiani», «sensibilità per il ruolo delle Regioni», ecc.), il testo Onnis nasconde, in realtà, un provvedimento inaccettabile che prevede nel merito: la dilatazione della stagione di caccia di altri due mesi e mezzo; le depenalizzazioni «salva-bracconieri»; il disprezzo per gli accordi internazionali; l’iperliberalizzazione dell’esercizio venatorio.
A conferma che le preoccupazioni degli ambientalisti e degli animalisti sono condivisibili da tutti l’adesione e stata data anche da l’Unione Zoologica Italiana, Confagricoltura, Coldiretti, Federparchi, Italcaccia e Unione cacciatori Appennino.
Tra gli intervenuti al seminario Marino Berton della Cia denuncia «non solo la totale mancanza di coinvolgimento degli agricoltori nel dibattito, ma soprattutto il mancato recepimento delle esigenze che il mondo agricolo aveva rappresentato nelle audizioni parlamentari». E Osvaldo Veneziano Presidente dell’Arcicaccia afferma che «La questione ambientale deve essere super partes, c’è bisogno di chiarezza e per questo mi appello al presidente della Camera perché ritiri questa legge».

Le Associazioni ambientaliste e animaliste, che oggi vogliono testimoniare un deciso «No» alla riforma selvaggia della caccia, si appellano a tutti i deputati affinché il testo Onnis sia definitivamente ritirato per palese violazione di ogni regola gestionale di buon senso e delle direttive europee. Il Parlamento discuta su come meglio applicare la vigente legge sulla tutela della fauna n. 157 del 1992 e dare attuazione alle normative comunitarie che impongono allo


Stato di proteggere fauna ed ecosistemi, anziché dedicarsi all’ulteriore depauperamento a fini elettorali del nostro patrimonio naturale.

(Fonte Wwf Italia)