Noi e la biodiversità

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Ho scritto, per introdurre la diversità interspecifica, che nessuna specie ormai può vivere da sola. «Ormai» implica che, un tempo, ci fossero specie in grado di vivere autonomamente. I biologi evoluzionisti dicono che la vita è monofiletica. Un modo astruso per dire che la vita ha avuto un’origine singola. Il che significa che tutto è iniziato con una specie. Ce lo dice il fatto che tutti i viventi sono organizzati secondo un codice chimico di Dna-Rna, il codice genetico, che ha le stesse caratteristiche indipendentemente dalla specie, sia essa un batterio o un vertebrato.
È altamente improbabile che un simile linguaggio si sia evoluto, identico, in modo indipendente in tante specie. E quindi tutte le specie sono imparentate o, per dirla con Darwin, discendono da un antenato comune. Quel primo antenato, iniziatore della vita sul pianeta, poteva vivere da solo. Era semplice, più semplice di un batterio. Poi le cose si sono complicate, e la reazione a catena della biodiversità, quella che implica che ogni specie cambi la situazione per le altre che, a loro volta, evolvono e causano ulteriore evoluzione, ha fatto sì che le specie si sostengano vicendevolmente.
I produttori primari, le piante, ridanno vita alla materia vivente che è temporaneamente non vivente (la vita è un continuo susseguirsi di passaggi di stato da vivente a non vivente, e viceversa). Poi ci sono i consumatori, da erbivori a carnivori, che vivono mangiando i produttori primari e, anche, mangiandosi tra loro. Produttori e consumatori, prima o poi, muoiono e vengono decomposti, rimettendo la materia a disposizione dei produttori. E il ciclo ricomincia. Produzione, consumo, decomposizione, sono i processi di base della vita e ognuno è indispensabile all’altro. Anzi, volendo, il consumo potrebbe anche non esserci. Produzione e decomposizione potrebbero tranquillamente far funzionare la biodiversità e i sistemi che forma.
Noi siamo consumatori. E quindi non siamo poi così indispensabili. Però il resto della biodiversità ci è indispensabile.