Preapertura in 14 regioni nonostante gli incendi

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Sono 14 le Regioni che confermano la tradizione della preapertura della caccia nonostante l’eccezionale stato di calamità decretato dal Governo a causa degli incendi, peraltro ancora in corso, e della siccità che non hanno risparmiato aree naturali di pregio, parchi nazionali compresi.
Si riconfermano maglia nera Toscana, Marche, Emilia Romagna e Calabria.
Il Wwf Italia ha già portato al Tar l’Abruzzo, la Campania, la Sicilia.
Per la Sicilia il TAR ha già accolto il ricorso di Wwf e Legambiente, sospendendo per il momento l’inizio della stagione venatoria.

Incendi e gran caldo contribuiscono ad indebolire la fauna selvatica, tanto da mettere in serio rischio la sopravvivenza di moltissimi animali, soprattutto dei piccoli, rendendo ancora più grave la decisione della preapertura.
Dai primi dati del Corpo Forestale, risulta un aumento, rispetto al 2006, del 70% degli incendi ed addirittura del 330% di boschi distrutti dal fuoco. Inoltre, nonostante viga per legge il divieto di caccia nei territori incendiati (per evidenti ragioni naturalistiche e ambientali), diventa quasi impossibile applicare tale divieto, mettendo in serio rischio la natura e la fauna, a causa delle mancate perimetrazioni delle aree bruciate.
Sono i Comuni a dover provvedere a tenere aggiornato il Catasto delle aree incendiate e comunicarlo pubblicamente tramite affissione su albo pretorio.
Non è quindi eccessivo sostenere che, se i Comuni sono inadempienti, essi si rendono complici di cacciatori senza scrupoli che cacciano nelle zone colpite dagli incendi.
Il Wwf chiede un atto di responsabilità alle Regioni che devono chiudere la caccia anche nelle aree vicine a quelle incendiate e revocare le delibere di preapertura della caccia come peraltro previsto dalla legge, almeno in attesa che l’emergenza incendi non sia completamente rientrata.