Scheda dell’Area protetta

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Nome: Vallombrosa
Tipologia: Riserva Naturale Statale
Altra tipologia: Riserva naturale biogenetica
Regione: Toscana
Provincia: Firenze
Comunità montana: Montagna fiorentina
Comune: Reggello
Provvedimento di istituzione: decreto Ministero Agricoltura e Foreste 13 luglio 1977.
Localizzazione geografica: versante occidentale della catena montuosa del Pratomagno (appendice dell’Appennino Tosco-Romagnolo che, dal Monte Falterona, si estende verso sud-est).
Altitudine: 450-1.450 m s.l.m.
Estensione: 1.279 ha.

Ambiente fisico: estesa per intero sulla sinistra del torrente denominato «Borro di Lagacciolo», la riserva interessa un territorio dalla morfologia piuttosto accidentata, caratterizzata da notevoli pendenze, da frequenti incisioni e, quindi, da esposizioni mutevoli. La geologia è dominata da una formazione dell’Oligocene, costituita dall’alternarsi di grossi banchi di arenaria di diversa struttura e tessitura. Prevalgono le rocce scistose (galestri), mentre i banchi rocciosi compatti affiorano nelle esposizioni meridionali, soprattutto sulle sponde destre di alcuni fossi. La foresta copre ininterrottamente il territorio (indice di boscosità 99% circa), svolgendovi un’insostituibile funzione idrogeologica. Per questo, numerose sono le sorgenti di acque freschissime, anche se per la maggior parte captate per scopi potabili. I corsi d’acqua, brevi ed a carattere fortemente torrentizio, presentano magre quasi uguali a zero nei periodi siccitosi.

Ricerca scientifica: in corso, in particolare, sui problemi derivanti all’ecosistema forestale dall’inquinamento atmosferico. In foresta è stata costituita un area di studio del progetto Con.Eco.For. La foresta è anche luogo di esercitazioni e di studi da parte della Facoltà di Scienze forestali e ambientali dell’Università di Firenze.

Flora e vegetazione

Dominano le formazioni pure di Abies alba (Abete bianco), che da sole, occupano oltre il 50% del territorio della riserva, a cui seguono quelle di Fagus sylvatica (Faggio), estese nelle zone più alte, di Pinus laricio (Pino laricio), di provenienza calabrese, presenti, soprattutto, alle quote inferiori, e di Pseudotsuga menziesii (Douglasia o Abete americano), di origine nord-americana, i cui maestosi esemplari (alcuni di altezza superiore ai 50 m) svettano tra le fustaie di Abete bianco.

Nella riserva, inoltre, alle quote medio-basse, vegeta Castanea sativa (Castagno) in purezza e variamente consociato con Quercus cerris (Cerro), Acer pseudoplatanus (Acero montano), A. platanoides (Acero riccio), A. opulifolium (Acero alpino), A. obtusatum (Acero d’Ungheria), Ostrya carpinifolia (Carpino nero), Carpinus betulus (Carpino comune), Fraxinus ornus (Orniello), Corylus avellana (Nocciolo), Prunus avium (Ciliegio) e con le conifere indicate in precedenza.

Tra le specie del sottobosco, Erica scoparia (Erica da scope) diffusa nei boschi cedui misti di latifoglie e conifere e nelle pinete di Pino lancio, Rubus idaeus (Lampone), Senecio fuchsii (Senecio di Fuchs), Prenanthes purpurea (Lattuga montana), nelle abetine di Abete bianco, Anemone nemorosa (Anemone), Oxalis acetosella (Acetosella dei boschi), Luzula nivea (Erba lucciola) nelle faggete. In primavera, numerosi altri fiori, quali Crocus albiflorus (Zafferano alpino), Scilla bifolia (Scilla silvestre), Hepatica nobilis (Erba trinità), adornano la foresta di svariati e contrastanti colori.

Nella riserva esiste uno tra i più noti arboreti sperimentali d’Europa, in cui convivono, in mirabile equilibrio, più di 3.000 esemplari di oltre 1.300 taxa, appartenenti ad 85 generi, provenienti da diverse


parti del mondo.
Nel complesso, la Foresta di Vallombrosa rappresenta, per la varietà floristica, un ecosistema di grande valore biologico, ambientale, estetico e didattico-scientifico.

La fauna

È numerosa e discretamente rappresentata.
Tra i Mammiferi, si annoverano Capreolus capreolus (Capniolo), Dama dama (Daino), Sus scrofa (Cinghiale), Lepus capensis (Lepre comune), Meles meles (Tasso), Myoxus glis (Ghiro), Sciurus vulgaris (Scoiattolo) e Vulpes vulpes (Volpe);
tra gli Uccelli, oltre alle comuni specie migratorie e stanziali, fanno spicco Garrulus glandarius (Ghiandaia), Buteo buteo (Poiana), Falco tinnunculus (Gheppio), Bubo bubo (Gufo reale) e Athene noctua (Civetta). Per l’ittiofauna è da segnalare Salmo trutta forma fario (Trota fario).