Le città immaginate dai creativi

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Fino al 5 novembre l’esposizione delle opere vincitrici del concorso ideato da co.me e promosso da Favini e Ditre Group

In mostra presso lo Spazio Thetis a Venezia sino al 5 novembre le 40 opere vincitrici del concorso internazionale di graphic design Felicity «Change your city, change your life». Il progetto no profit è stato ideato dallo studio di digital design co.me e promosso da Favini, società storica sul mercato delle carte speciali, e Ditre Group, realtà poligrafica di eccellenza. Le opere in mostra sono state selezionate da una giuria tecnica e competente di designer e architetti professionalmente impegnati in progetti di ambito sociale legati allo sviluppo ecosostenibile delle città.
Tema del bando è stata la rappresentazione attraverso il mezzo grafico della complessità della vita nelle città e dei possibili modi per migliorarla. L’evento ha avuto risonanza mondiale e tra le opere in esposizione a Venezia oltre a un interessante autore afgano risalta una sorprendente presenza di creativi iraniani e cinesi, a dimostrazione del fatto che il desiderio di comunicare e di confrontarsi non conosce confini e che esiste per fortuna una sensibilità comune su tematiche di così grande attualità.

Il concorso è stato ideato in concomitanza con l’Expo di Shanghai e la Biennale di Venezia di architettura con l’intento di testimoniare la volontà di un radicale cambiamento nel nostro modo di pensare alla città per un futuro più sostenibile.

Tra i 40 vincitori ex equo del concorso, scelti tra oltre 700 opere provenienti da tutto il mondo, numerose le presenze di autori iraniani e cinesi e interessante la presenza di autori afghani, oltre a italiani, malesi, russi, thailandesi, tedeschi, britannici, israeliani.

La giuria
David Carson graphic designer americano tra i più innovativi;
Chaz Maviyane Davies graphic designer da decenni impegnato su tematiche ambientali e sociali;
Andreas Kipar architetto paesaggista, vive e lavora a Milano e si occupa di importanti progetti di landscape;
Yossi Lemel graphic designer nato a Gerusalemme, ha orientato la sua attività professionale verso temi di pace e non violenza;
Armando e Maurizio Milani graphic designer;
Marco Navarra architetto, vede nell’architettura la possibilità di trasformare ?non luoghi’ in risorse per la città;
Woody Pirtle graphic designer e artista, ha realizzato nel 2002 per Amnesty International una serie di poster sui dodici articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani;
Raymundo Sesma graphic designer e artista messicano;
David Tartakover graphic designer israeliano, attivista politico, artista e docente di design specializzato in comunicazione visiva per la cultura e la politica;
Maurizio Varatta architetto genovese;
Ann Harakawa graphic designer, vanta un’esperienza in ampi e articolati progetti per importanti organizzazioni Fortunato d’Amico architetto docente a Torino di Design Industriale;
Maria Alessandra Segantini architetto docente di progettazione architettonica all’università di Ferrara.

(Fonte Accento)