I fiori di Bach nella cura degli animali

373

I vecchi erboristi si basavano sulla forma, sul colore e sulle particolarità di ogni pianta per capirne il campo di utilizzo. Le proprietà delle erbe, tramandate nei secoli, sono state poi confermate dagli attuali studi scientifici

L’utilizzo dei Fiori di Bach nella terapia di piccoli e grandi disturbi, sia dell’uomo sia degli animali, è parte del grande universo della medicina olistica, anche detta naturale o alternativa.

Il primo ad individuarne la natura terapica e a stabilire i canoni della floriterapia fu il medico Edward Bach. Egli descrisse i diversi rimedi come la somma dell’azione congiunta dell’acqua e del fuoco; dal momento che la pianta è cresciuta fra terra ed aria, entrambi questi elementi sono già presenti nel fiore.

La preparazione dei rimedi è piuttosto semplice. I fiori vengono raccolti preferibilmente durante una giornata serena, messi in acqua ed esposti al sole per tre o quattro ore. Quando, per motivi stagionali, questa pratica non sia possibile, i fiori vengono messi a bollire. Una volta che l’informazione del fiore si trasferisce all’acqua, si aggiunge del brandy come conservante e i Fiori di Bach sono pronti. Non si tratta, dunque, di principi attivi presenti chimicamente nel fiore, ma piuttosto di stimoli energetici che si trasferiscono dalla pianta all’acqua del rimedio, informatizzandola e affidandole un messaggio vibrazionale positivo.

I vecchi erboristi si basavano proprio sulla forma, sul colore e sulle particolarità di ogni pianta per capirne il campo di utilizzo. Le proprietà delle erbe, tramandate nei secoli, sono state poi confermate dagli attuali studi scientifici.

Come funzionano i fiori di Bach

La base da cui trae origine questo tipo di terapia prevede alcuni concetti fondamentali, secondo i quali la mente non sarebbe staccata dal corpo e ciò che si mostra a livello mentale ha influenza anche sul piano fisico. Per questa ragione, il campo su cui maggiormente agiscono i Fiori di Bach è quello dell’emotività e degli stati d’animo.

I segnali lanciati dalle emozioni sarebbero soltanto precedenti a quelli del corpo, i cosiddetti «sintomi fisici», motivo per cui, osservando e conoscendo l’aspetto emotivo e mentale di un individuo, si può correggere anche ciò che succede nel suo organismo.

La floriterapia, dunque, non cura la malattia, ma gli stati d’animo e le reazioni agli eventi: saranno proprio queste reazioni a guidare il medico nella scelta del fiore più adatto al disturbo del momento.

Come si somministrano i fiori di Bach

Contrariamente alle medicine tradizionali, la somministrazione dei Fiori di Bach non è assolutamente complicata nei nostri animali. Il metodo di utilizzo più comune è quello di aggiungere il rimedio al cibo o all’acqua di bevanda; tuttavia è anche possibile applicarlo direttamente in bocca, sulle labbra, nelle orecchie o inumidendo il naso o i cuscinetti plantari.

Gli animali lo assorbiranno leccandolo o attraverso il contatto diretto con la pelle, motivo per cui è possibile scegliere il metodo di somministrazione che si ritiene più semplice a seconda del soggetto in esame.

A titolo meramente esemplificativo e senza voler in alcun modo sostituirsi ad una visita veterinaria, di seguito si riportano alcune delle associazioni più comuni fra Fiore e disturbo da trattare.

  • Aspen (Pioppo) – Paure costanti, tremori
  • Centaury (Centaurea minore) – Eccessiva sottomissione
  • Cherry Plum (Mirabolano) – Reazioni violente improvvise e immotivate
  • Chestnut Bud (Gemma di Ippocastano) – Difficoltà di apprendimento
  • Chicory (Cicoria) – Possessività, eccessiva territorialità
  • Clematis (Vitalba) – Apatia, depressione
  • Crab Apple (Melo selvatico) – Eccessiva tolettatura
  • Heather (Erica) – Eccessiva dipendenza
  • Holly (Amore) – Gelosia, aggressività
  • Honeysuckle (Caprifoglio) – Tristezza per la perdita degli affetti
  • Impatiens (Non mi toccare) – Irritabilità
  • Larch (Larice) – Carenza di autostima
  • Mimulus (Mimolo) – Paure, fobie
  • Olive (Olivo) – Debolezza
  • Red Chestnut (Castagno rosso) – Ansia da separazione
  • Rock Rose (Eliantemo) – Attacchi di panico (temporali, fuochi d’artificio, etc.)
  • Star of Betlehem (Stella di Betlemme) – Shock, traumi
  • Vervain (Verbena) – Ansia
  • Vine (Vite) – Eccessiva sfrontatezza
  • Walnut (Noce) – Difficoltà di adattamento alle novità.

(La foto è di Angelo Perrini)