Record di riscaldamento delle aree continentali dell’emisfero nord

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clima artico serra caldo

A livello globale è il quarto luglio più caldo dal 1880. Il record di scioglimento dei ghiacci della Groenlandia, documentato dalla Nasa. In soli 4 giorni: dal 4 all’8 luglio ben il 97% dell’area glaciale della Groenlandia ha subito un rapido collasso del ghiaccio

Il Bollettino Noaa segnala che luglio 2012 è stato, a livello globale, il quarto mese di luglio più caldo a partire dal 1880.
Disaggregando i dati globali si osserva quanto segue.

Per quanto riguarda i due emisferi terrestri (l’emisfero nord e l’emisfero sud):
– nell’emisfero nord il riscaldamento climatico di luglio 2012 ha raggiunto il secondo posto di riscaldamento emisferico dal 1880. Il record assoluto di riscaldamento emisferico di questi ultimi 133 anni appartiene al luglio del 2010
– nell’emisfero sud il riscaldamento climatico di luglio 2012 è al 13° posto dal 1880. Il record assoluto di riscaldamento emisferico appartiene al 1998.

Per quanto riguarda le aree continentali e marine:
– Luglio 2012 segna il record assoluto del riscaldamento climatico dei continenti dell’emisfero nord. All’interno dei continenti il maggior riscaldamento continentale è avvenuto nell’America settentrionale (Usa e Canada) e nell’Europa centro-meridionale (soprattutto in area balcanica) e nella Siberia centro occidentale. Viceversa, il luglio 2012 è stato particolarmente freddo in Australia.
– Il riscaldamento nel luglio 2012 degli oceani, sia dell’emisfero nord sia di quello sud, si posiziona, invece, al settimo posto dal 1880. Il record di riscaldamento oceanico in luglio è avvenuto nel 2009. Particolarmente caldo l’Atlantico nord orientale ed il mare di Labrador prospiciente la Groenlandia. In fase di riscaldamento accentuato anche il Pacifico equatoriale orientale, indizio, questo, che segna l’inizio di una fase di El Niño che si svilupperà da settembre 2012 in poi, ma la cui durata è per ora non prevedibile. Particolarmente freddo, invece, il Pacifico nord orientale

Le precipitazioni sono state particolarmente abbondanti o alluvionali nell’Asia orientale (soprattutto Giappone e Cina meridionale), nel nord Europa, ma in particolare sulle isole britanniche ed in Australia nord orientale.
Viceversa, forte siccità (assenza di precipitazioni) si è verificata negli Usa centro occidentali, nell’area mediterranea e del sud est europeo, in Pakistan e nell’India nord occidentale,in Argentina e nell’Australia nord occidentale.

Da segnalare:

– Il record di scioglimento dei ghiacci della Groenlandia, documentato dalla Nasa. In soli 4 giorni: dal 4 all’8 luglio ben il 97% dell’area glaciale della Groenlandia ha subito un rapido collasso del ghiaccio (quando, in media, durante i mesi estivi solo il 40-50% della superficie glaciale è interessata da fusione).
– Gli incendi devastanti nel nord est della Spagna, in Portogallo, in Grecia e nell’area balcanica (Croazia, Serbia, Macedonia). Incendi devastanti anche nelle foreste (taiga) della Siberia dove il fumo prodotto dai roghi ha raggiunto il nord America, provocando, tra l’altro, livelli record di inquinamento da ozono troposferico (quello tossico dei bassi strati atmosferici). Infine, altri incendi devastanti, assieme ad un’ondata di caldo record, hanno colpito gli Usa ed in particolare il Nord Carolina, il Colorado e il sud est dell’Oregon;
– I cicloni tropicali che sono stati particolarmente attivi sul Pacifico (dove vengono denominati «tifoni»), molto meno nell’Atlantico (dove vengono denominati «uragani»). Sono stati colpiti da tifoni: le Filippine, la Cina meridionale, Hong Kong e la Corea. Sull’Atlantico invece non si sono formati uragani, ma solo alcune tempeste tropicali che hanno interessato marginalmente l’America centrale. (V.F.)