Discariche – Per l’Italia un’ammenda di 56 milioni

100
Unione europea comunita europa

Secondo la Commissione, 255 discariche, 16 delle quali contenenti rifiuti pericolosi, devono ancora essere bonificate. Il calendario completo per la realizzazione dei lavori è stato programmato unicamente per 132 di queste, mentre, nonostante gli impegni assunti dalle autorità italiane nel 2007, solo 31 saranno risanate entro la fine del 2012

L’Italia ancora inadempiente e questa volta anche punita. Finalmente verrebbe da dire. Il Paese è stato deferito dalla Commissione europea alla Corte di giustizia per non avere bonificato le discariche illegali e incontrollate di rifiuti. Non è stata rispettata la sentenza della Corte del 2007 e per questo l’Europa richiede la fissazione di ammende. Un’ammenda forfettaria che ammonta a 56 milioni di euro e una giornaliera di 25.6819 euro per ogni giorno successivo alla seconda sentenza fino al giorno della regolarizzazione dell’infrazione.

Attualmente, secondo la Commissione, 255 discariche, 16 delle quali contenenti rifiuti pericolosi, devono ancora essere bonificate. Il calendario completo per la realizzazione dei lavori è stato programmato unicamente per 132 di queste, mentre, nonostante gli impegni assunti dalle autorità italiane nel 2007, solo 31 saranno risanate entro la fine del 2012.

Stefano Leoni, presidente del Wwf Italia, ha di recente rilasciato questa intervista: «Sulla questione rifiuti stiamo andando ad una condanna definitiva, nonostante siano anni che l’Unione europea ci rinnovi la richiesta di intervenire. Tutte queste discariche sparse nel Paese ci mettono di fronte al fatto che si tratta di un problema nazionale e non di qualche regione isolata. Ma in tutto questo tempo non si è fatto nulla per cambiare la situazione. A questo punto devono intervenire il Governo e il Parlamento, riformando una disciplina che oggi favorisce lo smaltimento o l’incenerimento/termovalorizzazione. Occorre introdurre un regime fiscale che favorisca la prevenzione e il riciclaggio, ed eliminare sussidi nocivi come quello all’incenerimento. Occorre, inoltre, estendere il regime della responsabilità estesa del produttore a nuove categorie. Se non vengono trovate risorse per risanare le discariche – conclude Leoni – queste misure non saranno forse sufficienti a evitare l’umiliazione della multa oggi minacciata. Ma, perlomeno, serviranno a evitare nuove condanne e nuove sanzioni».

L’Italia non avrebbe nemmeno adottato le misure necessarie per evitare l’apertura di nuove discariche illegali.

Secondo l’Ue l’abbandono di tali «immondezzai» può comportare numerosi vantaggi. Innanzitutto, la piena attuazione della normativa europea sui rifiuti consentirebbe di risparmiare 72 miliardi di euro l’anno, di aumentare il fatturato annuo dell’Ue di 42 miliardi di euro nel settore del riciclaggio e di creare oltre 400.000 posti di lavoro entro il 2020.

Il Paese occupa il ventesimo posto su 27 Stati membri nella classifica relativa alla gestione dei rifiuti. Una classifica che speriamo di scalare in seguito ad una punizione esemplare, senza incappare nell’ormai famosa recidività italiana. (Carlo Ciminiello)