Una richiesta irricevibile

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Un esperto di parchi ci fa notare:

La richiesta del Comune di Tremiti contrasta con la norma quadro nazionale sulle aree protette L. 394/91 che all’art. 11 comma 3 «vieta l’attività venatoria», quindi o il Comune di Tremiti non conosce una legge dello Stato oppure strumentalmente utilizza questa richiesta per cercare di uscire dal perimetro del parco nazionale. Infatti le aree contigue sono aree esterne al parco, ma a questo contigue, art. 32 della 394/91, la richiesta del Comune è quindi inattuabile e quindi irricevibile da parte dello Stato.

Sotto l’aspetto scientifico ed etico la richiesta di intendere un attività come la caccia che produce la morte di specie viventi, spesso protette, come passatempo appare ormai fuori dall’attuale visione della gestione della natura.

Le Tremiti, inoltre, hanno una specificità, in quanto arcipelago nel mezzo dell’Adriatico rappresentano un area di sosta per molti uccelli stremati che nell’attraversata del mare trovano rifugio sulle isole. I cacciatori quindi rivolgerebbero le loro doppiette contro individui stremati, debilitati e non in grado di poter operare le attività di fuga dal pericolo, una vera lotta impari che porta spesso in queste condizioni a vere stragi. In questo senso le isole rappresentano una temporanea trappola ecologica per questi uccelli stremati da cui non hanno la forza di allontanarsi se non dopo aver riacquistato le forze.

La richiesta potrebbe, inoltre, essere messa in relazione ad una recente denuncia del Wwf trasmessa anche agli organi di controllo che evidenziava come sulle isole si svolgesse attività di bracconaggio in pieno giorno contro le norme di legge vigenti e sulla quale è stato chiesto di attivare gli organi di controllo.