Emergenza locuste in Sudan e in Egitto

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Per i cristiani copti è il segno d’inizio della profezia dell’Apocalisse. Alcuni scienziati russi, in un articolo apparso su un quotidiano moscovita, temono che questa massiccia e impressionante nube d’insetti possa attraversare il Mediterraneo e giungere su Malta, Creta, Cipro, Grecia e Italia

I media italiani non né parlano o mettono la notizia tra le curiosità insignificanti. Invece le agenzie stampa internazionali, più attente professionalmente, ne parlano ampiamente. È sicuramente un altro fenomeno legato ai cambiamenti climatici che stanno sconvolgendo anche il mondo animale.
Le cavallette attraverso i loro neurotrasmettitori avviano un particolare richiamo che produce in pochi giorni sciami composti da milioni d’individui in cerca di terre nuove per sfamarsi. In tutto questo la colpa è attribuibile anche a siccità prolungate o modificazioni climatiche che riducono il loro cibo. È questa che sta accadendo sotto i nostri occhi è forse una delle peggiori invasioni di cavallette che il nord Africa ha subito negli ultimi cento anni. Ciò che più di tutto impressiona è che non è solo uno sciame che si è alzato in volo, ma sono ben sei o addirittura otto nuvole d’insetti che da vari luoghi stanno convergendo sull’Egitto.
In Sudan hanno già distrutto raccolti e coltivazioni ora stanno per compiere la catastrofe agricola anche in Egitto. Al problema locuste ora si aggiunge anche quello del forte inquinamento dell’aria della popolosa Cairo dove, per allontanare gli insetti, autorità e semplici cittadini stanno bruciando migliaia di vecchi pneumatici.
Per i cristiani copti è il segno dell’inizio dell’Apocalisse, infatti citano il passo della Bibbia 9-3 dove si legge: «da quel fumo uscirono sulla terra delle locuste, a cui fu dato un potere simile a quello degli scorpioni della terra».
Alcuni scienziati russi, in un articolo apparso su un quotidiano moscovita, temono che questa massiccia e impressionante nube d’insetti possa attraversare il Mediterraneo e giungere su Malta, Creta, Cipro, Grecia e Italia.
Se ciò avvenisse ci chiediamo se siamo pronti a difenderci da questo evento. Chiediamo ancora se la nostra protezione civile è stata informata e, infine, chi sarà a dirci cosa fare se questa calamità dovesse abbattersi sulle nostre regioni, soprattutto del sud.