Enti inutili, «buttato» anche il comitato di Bacino

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La sua soppressione immediata lascia qualche dubbio anche ad autorevoli esponenti politici e istituzionali. Nei mesi scorsi il Presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna, aveva annunciato la sua volontà di rivedere la norma approvata per reintrodurre il Comitato tecnico dell’Autorità di Bacino ma il disegno di legge ancora non è stato discusso

Da qualche tempo sembra che le larghe intese siano diventate uno «sport» molto praticato in ambito nazionale e regionale per affrontare azioni complesse nell’interesse collettivo; così in Puglia lo scorso luglio è stata approvata una legge, la n. 19 del 26 luglio 2013 dal titolo molto importante per i cittadini «Norme in materia di riordino degli organismi collegiali operanti a livello tecnico-amministrativo e consuntivo e di semplificazione dei procedimenti amministrativi», che con una maggioranza trasversale e quasi unanime ha attribuito alla Giunta regionale un compito speciale.
La Giunta regionale entro il 30 novembre di ogni anno, per recuperare efficienza nei tempi dei procedimenti amministrativi e conseguire risparmi di spesa, ha il compito di compiere una ricognizione puntuale dei comitati, delle commissioni, dei consigli e di ogni organo collegiale con funzioni amministrative e tecnico consuntive indispensabili per la realizzazione dei fini istituzionale dell’amministrazione regionale o dell’ente interessato.
Tale ricognizione della Giunta deve essere motivata e si applica agli organismi collegiali previsti da leggi o atti normativi e amministrativi regionale. Gli organismi che non rientrano in questo elenco di indispensabili sono soppressi dal mese successivo alla data di emanazione del provvedimento. Si spera che questa ricognizione non avvenga effettivamente ogni anno perché, se fatta bene, non debba ricrearsi la situazione di organismi ingombranti e inutili, salvo che qualcuno non teme che mentre la Giunta elimina di giorno gli organismi che con il loro operare rallentano il progredire socio-economico della regione, qualcun altro di notte li ripropone. Quello che a molti non è parso chiaro e perché si è partiti con un buono spirito ricognitivo e prudente con il primo articolo della legge, mentre in quelli successivi si elimina definitivamente il Consiglio regionale dei lavori pubblici istituito con l’art. 11 della leggera regionale n. 13 dell’11 maggio 2011 e il Comitato tecnico dell’Autorità di Bacino della Puglia istituito con l’art. 6 della legge regionale n. 19 del 9 dicembre 2002.
Merita una riflessione dedicata la soppressione immediata dalla data di pubblicazione della legge regionale (ndr 26 luglio 2013) del Comitato tecnico dell’Autorità di Bacino della Puglia, ente che si occupa della difesa del suolo e delle acque e della tutela della popolazione dai rischi idrogeologici in un territorio d’interesse interregionale (Puglia, Basilicata e Campania). Il Comitato tecnico, come in altre Autorità di Bacino presenti sul territorio nazionale, è organismo di consulenza del Comitato istituzionale e del Segretario generale; fornisce vigilanza, indirizzo e supporto tecnico all’elaborazione dei piani di bacino e alle attività connesse. Scorrendo l’elenco dei membri (dirigenti regionali, funzionari di tutte le province territorialmente coinvolte: Bari, Barletta-Andraia-Trani, Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto, Avellino e Potenza; funzionari dello Stato, dirigente dell’Arpa, un rappresentante dell’Unione regionale bonifiche, il Presidente dell’Ordine regionale dei geologi) si comprende come questo Comitato con esperienza interdisciplinare e territoriale rappresenta un organismo utile ad affrontare con spirito di previsione e prevenzione le catastrofi idrogeologiche che possono travolgere il territorio, le opere e le popolazioni.
La sua soppressione immediata lascia qualche dubbio anche ad autorevoli esponenti politici e istituzionali. Nei mesi scorsi il Presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna, aveva annunciato la sua volontà di rivedere la norma approvata per reintrodurre il Comitato tecnico dell’Autorità di Bacino. Di fatti sul sito regionale del consiglio, il Presidente Introna, in data 3 settembre ha depositato un disegno di legge proprio in questa direzione. Disegno di legge che, al momento, non è stato discusso in commissione e che si spera abbia dei tempi rapidi almeno pari a quelli che hanno eliminato il Comitato tecnico da rintrodurre. Nel frattempo un ente si trova privo di un organo consuntivo i cui costi di gestione sembra sono inferiori a 3.000 euro l’anno.
Certo che le larghe intese, con i loro protagonisti, possono essere paragonati a due sport, quello del calcio dove alcuni atleti simulano i falli per trarre vantaggi e far punire i loro avversari e quello della pallacanestro dove gli atleti lealmente ammettono i loro errori alzando il braccio. Si spera che per il Comitato tecnico dell’Autorità di Bacino i consiglieri regionali siano pronti a rimediare a scelte estive che di fatto non portano vantaggi per la popolazione e per l’economia del paese, mentre al contrario possono generare una programmazione e pianificazione non in linea con i principi della difesa del suolo e delle popolazioni che lo abitano.