E se uno tsunami sulle coste salernitane?

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foto del Centro meteo italiano

Per difendersi dalle onde anomale, note anche come maremoti o tsunami, si può intervenire solo in termini di previsione e prevenzione; così nell’ambito del progetto europeo Twist (Tidal Wave in Southern Tyrrhenian Sea) è iniziata la grande esercitazione internazionale di protezione civile sul rischio maremoto

In una nazione con uno sviluppo di coste di circa 8.300 km, valutati comprendendo anche i tratti artificiali e delle aree portuali, tutta protesa in un Mar Mediterraneo ricco di rischi naturali come terremoti, frane sottomarine, eruzioni vulcaniche (rischi questi tutti in grado di generare onde anomale che in poco tempo possono raggiungere le coste e tutte le opere su di essa realizzate) le esercitazioni di Protezione Civile devono essere una prassi consueta.
Per difendersi dalle onde anomale, note anche come maremoti o tsunami, si può intervenire solo in termini di previsione e prevenzione; così nell’ambito del progetto europeo Twist (Tidal Wave in Southern Tyrrhenian Sea) è iniziata la grande esercitazione internazionale di protezione civile sul rischio maremoto programmata dal 24 al 27 ottobre sulla costa campana della Provincia di Salerno.
I lavori preparatori sono iniziati già lo scorso giugno con la riunione presso la Prefettura di Salerno del «core group» di esperti che si sono occupati della preparazione dell’evento di esercitazione. Il progetto Twist, finanziato dall’Unione europea, coinvolge le più qualificate strutture operative internazionali e punta a testare le sinergie per una più efficace e tempestiva gestione dell’emergenza. Sono sei i Paesi europei coinvolti nell’esercitazione: Francia, Portogallo, Malta, Spagna, Croazia e Grecia. Gli enti, le associazioni di volontariato i tecnici sono chiamati a esercitarsi per confrontarsi sulle attività operative in caso di calamità naturale, con particolare attenzione agli aspetti tecnico-logistici, alle verificare operativamente e capacità tecniche richieste alle varie squadre internazionali che interverranno in caso di calamità naturale prevista dallo specifico scenario. È prioritaria la volontà degli organizzatori di incrementare la consapevolezza dei cittadini e delle istituzioni sul rischio maremoto anche attraverso attività di comunicazione volte alla diffusione delle conoscenze previsionali e delle corrette procedure di prevenzione dei rischi naturali e di quelli antropici ad essi connessi.
Quella iniziata è la prima sul rischio maremoto nel Mar Mediterraneo e come scenario ha previsto una frana sulle pendici sommerse del vulcano sottomarino Palinuro e l’innesco di un’onda di maremoto che va ad abbattersi sulla costa salernitana, in particolare sull’area portuale di Salerno. Sono previsti scenari operativi in mare e sulla terraferma, con la simulazione di attività di ricerca e recupero dispersi. Saranno testate la risposta del sistema nazionale e locale, con l’attivazione dei vari centri di coordinamento, e il coinvolgimento delle squadre internazionali e degli esperti europei.

Lo scenario

Ore 8,15. Una frana si stacca dal versante sud orientale del vulcano Palinuro; onde anomale alte 4-5 metri raggiungono la Piana di Battipaglia, Salerno e la penisola Sorrentina. Oltre mille uomini, tra volontari e forze dell’ordine, la portaerei «Cavour», velivoli, sommozzatori, squadre speciali di soccorso, medici, tecnici ed esperti.
La simulazione di tre giorni non riguarda solo Salerno, infatti, sono state allestite aree di accoglienza in altri comuni come Battipaglia e Amalfi; a Capaccio ci sono le strutture per l’assistenza veterinaria, mentre piani di allontanamento delle popolazioni sono stati allestiti nei comuni di Salerno, Minori, Camerota e Centola. Ci saranno esercitazioni di ricerche in mare con attività subacquee, operazioni di soccorso e assistenza a naufraghi, anche in condizioni molto difficili, utilizzando strutture e uomini della portaerei «Cavour». Sono previste attività di valutazione del rischio ambientale e per l’identificazione delle vittime. Le attività di soccorso finiranno venerdì sera, mentre per sabato è previsto un workshop a bordo della nave Cavour.
Il Dipartimento della Protezione civile comunica che nella prima giornata dell’esercitazione internazionale Twist-Tidal Wave in Southern Tyrrhenian Sea, uno degli scenari che si svolge nel Comune di Amalfi riguarda proprio la simulazione di soccorso nei confronti delle categorie vulnerabili (disabili uditivi, motori, psichici e sensoriali) e di evacuazione di questi cittadini da uffici pubblici attraverso specifiche procedure. Tra queste, tecniche Saf (Speleo alpine fluviali) dei Vigili del fuoco e il sistema sperimentale «115 For deaf».
La simulazione coinvolge sia i cittadini appartenenti alle categorie vulnerabili, sia i loro familiari. Per la prima volta sono testate le procedure di evacuazione di categorie fragili all’interno di un’esercitazione internazionale, con l’obiettivo di inserirle nelle «Linee guida per l’assistenza delle persone fragili e con disabilità nelle catastrofi e nelle altre emergenze e maxi-emergenze», documento in via di definizione da parte del Gruppo di lavoro sulla disabilità che opera all’interno del Dipartimento.
Per il Dipartimento quello in corso è «un momento esercitativo importante, non solo per verificare le procedure di assistenza a persone disabili, ma anche per testare il ruolo e il coinvolgimento degli stessi soggetti vulnerabili come primi operatori di protezione civile».