La promozione della qualità europea

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FIG. N 4 IL SISTEMA QUALITA

L’EQPP si basa sulle leggi di mercato. La libera circolazione dei beni, dei servizi e della istruzione è allo stesso tempo il principale obiettivo ed il principio basilare del Mercato interno europeo (MEC). Per finalizzare la politica europea al raggiungimento del massimo sviluppo sostenibile, la Comunità europea e gli Stati membri hanno riconosciuto la necessità di dovere continuare a rafforzare le infrastrutture di qualità per renderle accessibili a tutte le Organizzazione quali PMI (Piccole e medie industrie) e Istituzioni di educazione superiore ed Università. La sintesi della EQPP viene presentata con mappe concettuali semplici e d’effetto, ma non sempre perfette dal punto di vista logico-matematico. Sia nella sfera regolamentata sia in quella non regolamentata, il Mercato singolo (ossia di ogni singolo Paese europeo) è stato coperto da una struttura omnicomprensiva chiamata «Casa della Qualità europea» già riportata in Fig. N° 2. La EQPP propone quindi diverse sintesi o mappe concettuali dei suddetti approcci manageriali.

Ad esempio, la mappa concettuale della Casa della Qualità europea (Fig. N° 3) ha cinque pilastri fondamentali: la standardizzazione, l’accreditamento, la metrologia e la certificazione/accreditamento e la gestione della qualità. Inoltre, la Casa presenta un pavimento di base costituito dalla Legislazione dell’Unione europea, e dai Programmi di Assistenza Tecnica (in altre parole la formazione, la educazione superiore e la Università oltre ai programmi tecnici di addestramento specifici per ciascun soggetto). L’architrave su cui si poggia il tetto è costituito dagli «Accordi di Mutuo Riconoscimento». Il tetto è la Politica europea della Qualità.
Nell’ambito di questa Casa della Qualità europea, l’approccio per sistemi applicato alla qualità tenta di generalizzarne l’integrazione per costruire i Sistemi di Gestione integrata di Sistemi scientifici e tecnico-didattico includenti i sistemi di qualità, ed i vari sottosistemi ambientali, sottosistemi RAM (affidabilità, disponibilità e mantenibilità), i sottosistemi di sicurezza e «security», i sottosistemi di configurazione ed il sottosistema di Supporto logistico integrato (Fig. N° 3).

 

FIG. N 4 IL SISTEMA QUALITA

 

La mappa concettuale della Casa della Qualità europea (Fig. N° 5) sembra attribuire (forse giustamente a livello politico) lo stesso valore o livello di intendimento (indenture level) ai veri elementi costitutivi della Casa stessa. Sembrerebbe che i vari elementi suddetti della Casa fossero organizzati allo stesso livello senza alcuna gerarchia di valori ma con l’intenzione di integrare fra di loro in una unica struttura tutti gli elementi allo stesso livello.

 

Fig. N5 Dettagli della casa della qualità

 

Si nota che l’elemento n. 18 della «Casa della qualità» sia proprio il «training» ossia l’insegnamento e la didattico a livello di Istruzione di Educazione superiore e di Università, che, visto nel contesto industriale, viene espresso come un singolo sottosistema, mentre visto dal punto di vista dell’insegnamento vero e proprio diventa il sistema principale. D’altra parte senza il supporto didattico e quindi preparazione, competenza e professionalità il mondo della qualità industriale non potrebbe sopravvivere per molto. Invece, l’applicazione dell’approccio classico per sistemi e sottosistemi forse condurrebbe ad una riorganizzazione completamente diversa dei sottosistemi che sono mostrati a livello paritetico.

 

fig. N 6 MOdello generale di Sistema Qualità 

 

Esiste un solo sistema primario essenziale: il sistema qualità, mentre gli altri due (ambiente e sicurezza/security) devono essere semplicemente considerati sottosistemi a secondo livello d’intendimento e comprensione (indenture level). Tuttavia, la metodologia di analisi, di progettazione, sviluppo, programmazione, produzione e manutenzione dei tre «argomenti: qualità, ambiente e sicurezza/security» può, così come è mostrato nella Fig. N° 4, essere sviluppata ed eseguita con molte similarità. L’uguaglianza o similarità delle metodologie di sviluppo non implica l’uguaglianza e pariteticità concettuale, di consapevolezza, di livelli organizzativi. D’altra parte, le direttive europee in materia e la enorme produzione di norme tecniche che regolamentano la didattica, la formazione e quindi la progettazione, la produzione, la gestione, la manutenzione ed il controllo di vari sistemi di qualità, sistemi ambientali e sistemi di sicurezza/security non prendono in considerazione questa fondamentale distinzione e priorità del Sistema Qualità rispetto agli altri due Sistemi (o sottosistemi).
I tre sistemi sono trattati allo stesso livello. Le analisi proposte finora riguardano le varie zone di sovrapposizione fra i tre argomenti (qualità, ambiente e sicurezza) ma non la possibilità di una ristrutturazione gerarchica più consona alle varie funzioni e nel rispetto della priorità della qualità. La soluzione disaggregante scelta dalla maggior parte del «Top Management europeo» è certamente più semplice da tutti i punti di vista, e non pone problemi organizzativi gerarchici e semplifica la vita di tutti gli «stakeholder», ossia a tutte le parti interessate che in una qualche maniera partecipano al «business» della qualità. Infatti, a differenza di quanto è normalmente mostrato nei modelli di qualità ed autovalutazione del tipo di quello mostrato in fig. N° 5, l’orientamento «della qualità» deve essere rivolto a tutte la parti interessate (stakeholder) e non solo al cliente, e nel caso didattico allo studente quantunque il ruolo dello studente (in didattica) e del cliente (nell’industria) assume la priorità ed è il vero focus di tutte le attività.
Le norme europee (regolamentate e non, per esempio la serie ISO 9000) giocano un ruolo disaggregante di disassemblaggio e sconnessione fra i sistemi (qualità, ambiente e sicurezza/security). Bisogna però ricordare che il livello di intendimento (livello organizzativo di gerarchia della conoscenza e consapevolezza) è una delle priorità fondamentali della teoria dei sistemi che non può essere ignorato quando si analizzano, si sviluppano e si gestiscono grandi sistemi complessi. Il flusso di espansione della qualità rappresenta la Crisi della Qualità europea (anche in campo didattico) e nel Mondo. Quindi, l’evoluzione della EQPP passa, con elevato livello di confidenza, attraverso l’evoluzione del concetto di Sistema Qualità e l’attuazione della Gestione totale della Qualità all’interno delle industrie ed aziende in generale e la gestione della garanzia della qualità negli Istituti di educazione superiore e nelle Università. In questo contesto, la Certificazione di Terza Parte di Aziende e l’Accreditamento delle IIS e delle Università dovrebbe essere sempre seguita e supportata dall’incremento di professionalità e competenza da parte degli addetti ai lavori oppure dall’esperienza di Società di consulenza sui Sistemi Qualità per progettare e gestire il sistema qualità e non solo durante l’iter di Accreditamento oppure di Certificazione di Terza Parte (CTP).
La procedura di Accreditamento per le Università e IIS e di Certificazione per le Aziende è soltanto uno dei momenti fondamentali dell’applicazione della filosofia del Sistema Qualità, ma ha raggiunto un’enorme importanza dal punto di vista delle leggi di mercato. Contemporaneamente, continuano a sussistere vari approcci alla gestione dei sistemi qualità, che variano a seconda del Paese europeo, dei requisiti di «Gestione Qualità oppure di Garanzia Qualità». Certamente, a mano a mano che il concetto di Sistema Qualità verrà metabolizzato da tutte le unità organizzative ed operative delle Istituzioni di educazione superiore, delle Università e delle Aziende europee, anche la Politica europea della Qualità verrà assorbita con maggiore profondità e sonorità. In queste condizioni l’attuazione della «via» europea alla qualità diverrà un fatto concreto ed i risultati concreti saranno alla portata di tutti.
Tuttavia, a livello internazionale sono state fatte molte critiche all’approccio europeo alla qualità che, secondo questi denigratori (Rif. N° 8) con a capo alcune scuole americane di qualità, il fatto che la Commissione europea avesse emesso un documento ufficiale e formale di definizione della « politica di qualità europea» avrebbe dovuto essere letto come una sorta di imposizione dall’alto di natura burocratica. Secondo questi denigratori solo lasciando al libero mercato l’evoluzione della qualità avrebbe raggiunto i massimi livelli operativi. Tuttavia, i soliti denigratori non hanno né tennero in conto la circostanza che la emissione di un documento di direttive europee sulla politica di qualità era solo e soltanto una sorta di sprono e di invito a perseguire gli obiettivi di qualità con fermezza, ardore e sapienza.