Breve sintesi della promozione della politica della qualità europea

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FIG. N 2 NASCITA di EQPP copia

Negli anni 90 del secolo scorso, la Commissione europea (CE) concepì e distribuì in tutta Europa il documento strategico sulla Politica europea di Promozione e Qualità (EQPP) (Giuseppe Quartieri e Maria Bonato, De Qualitate, Maggio 1999) per sottolineare l’importanza e l’attualità della necessità che la qualità, rivolta a tutti i campi del sapere e del mondo industriale, fosse mirata al raggiungimento della eccellenza. Questa filosofia aveva ed ha ancora lo scopo di rafforzare la dinamica europea verso l’ottimizzazione e la eccellenza degli affari e nella istruzione. La EQPP ha fornito e fornisce il legame logico fra l’argomentazione della conformità, ossia della qualità, così come è concepita dalla CE e l’argomentazione della competitività e della eccellenza. La Politica di Promozione della Qualità europea (EQPP) si basa anche sul progetto promosso dalla Commissione europea di analizzare e definire attraverso 35 casi di studio le caratteristiche, le peculiarità e le «singolarità» dell’adozione del Sistema Qualità (QS) da parte delle industrie europee, e successivamente nel mondo dell’istruzione (Istituzioni di educazione Superiore e Università).

Il messaggio della EQPP è che, al di là dell’attuazione in Azienda (o in Università) della garanzia della qualità, dell’accreditamento e della certificazione, le strategie essenziali per la competitività, in un ambiente economico e qualitativo rapidamente variabile, sono le strategie di sistema di qualità, di gestione totale della qualità orientate al soddisfacimento dei requisiti imposti dal cliente e dagli «stakeholder» ossia dalle parti interessate nel mondo industriale e dallo studente e dalla parti interessate nel mondo dell’istruzione, oltre al miglioramento continuo delle organizzazioni, dei processi, prodotti (titoli accademici ecc.) e servizi.
L’EQPP include inoltre vari studi ed analisi eseguiti da diversi Comitati appositamente costituiti dalla Commissione europea al fine del raggiungimento della promozione della politica della competitività e qualità in Europa. Alla creazione della EQPP hanno partecipato, in modo paritetico, i rappresentanti di tutte le componenti europee qualificate in campo qualità. In questa maniera, la CE non si è posta come un Ente interventista soprannazionale né come unico responsabile dell’attuazione della EQPP stessa. Tutti i rappresentanti nazionali, a pari livello, hanno giocato il loro ruolo nello sviluppo della politica della qualità, nella consapevolezza della validità dell’approccio e della necessità di sempre maggiore «partnership» fra le imprese, Istituzione di Educazione Superiore, Università dei vari Stati membri. Inoltre, poiché è l’uomo (lo studente) che rimane centrale nella strategia umanistica europea, la EQPP intende porsi non solo come elemento di consapevolezza e struttura di riferimento economico, ma anche come struttura di riferimento della politica per la promozione della qualità e lo sviluppo della immagine e della cultura della qualità europea.
Sin dagli anni 70, la Commissione europea ha iniziato a sviluppare la Politica per la Qualità dei beni e dei servizi. Quindi la EQPP è il risultato di un lungo processo di progettazione, pianificazione ed attuazione di criteri di qualità che si sono evoluti passando dallo stadio del cosiddetto «Old Approach» degli anni 80 all’«Approccio Globale» degli anni 90, attraverso vari stadi (Cassis de Dijon, 837189/CEE, il Nuovo Approccio, la Politica della Qualità del 1994) per culminare nella EQPP (Fig. 2).

 

FIG. N 2 NASCITA di EQPP copia

La nuova politica della qualità, EQPP, concepita dalla CE si basa sull’approccio orizzontale necessario a ridurre il «gap» fra le varie economie europee e rafforzare la competitività verso l’esterno ossia verso altri sbocchi competitivi. In altri termini, negli anni 90 del secolo scorso, la CE si prefisse di fare attuare il Nuovo Approccio supportandolo con la EQPP e rinforzando le infrastrutture di qualità all’interno del MEC. Divenne necessario allargare le competenze della politica industriale e successivamente universitaria per includere e rafforzare i requisiti di competitività all’interno della Comunità europea a beneficio di tutti. Inoltre, altri fattori ugualmente importanti entrano nella definizione della EQPP al punto tale che si può riassumere dicendo che la Politica di Qualità europea si basa su:

1. La competitività;
2. La qualità;
3. La solidarietà;
4. L’occupazione ed il lavoro;
5. L’istruzione.

Quindi per sviluppare gli argomenti definiti, si esaminano brevemente i primi quattro punti per continuare ad analizzare a fondo l’aspetto della Istruzione ossia delle Istituzioni di Educazione Superiore (IIS =HEI) e delle Università e dopo si presenta l’immagine globale della EQPP che si riassume nella ormai famosa «Casa della Qualità europea» (Fig. 2) che tenta di racchiudere in sé tutti gli elementi della politica stessa, includendo fattori come le basi legislative, gli aspetti normativi, la standardizzazione, l’accreditamento, la metrologia e la certificazione di terza parte. Quantunque implicito alcuni fattori essenziali e prioritari quali la formazione e l’addestramento non sono evidenziati pur essendo presenti a tutti gli effetti.

 

Fig. N 3  la casa della qualità europea copia

 

La Competitività

Il dibattito sulla competitività è forse ancora condotto solo in termini di competitività delle industrie e delle economie nazionali, poiché intrinsecamente il concetto di competitività si applica prima di tutto alle imprese. Tuttavia, la influenza della Istruzione nel mondo economico è diventata estremamente elevata e rimarchevole, al punto che non si può più concepire la competitività senza considerarne gli aspetti educativi di ogni livello.
Per incrementare la competitività, bisogna migliorare le prestazioni delle imprese e della istruzione poiché, in fin dei conti, le imprese, supportate da forte livello di conoscenza e di sapere, producono l’accrescimento economico che produce lavoro e migliora le prestazioni del prodotto. La EQPP considera anche la competitività vista da altri angoli, quello economico, culturale, sociale ed ambientale. In questa visione, la competitività si prefigge di adattare le industrie e gli Enti addetti alla Istruzione (di ogni tipo) alla globalizzazione ed alla interdipendenza. Attraverso la competitività si possono fare esplodere tutti i vantaggi connessi all’economia immateriale, basicamente culturale e scientifica. La competitività inoltre promuove l’accrescimento industriale (ed universitario) sostenibile e consente di ridurre i «gap» fra offerta e domanda culturale, economica e sociale.

La Qualità

Nei paragrafi successivi si analizza la qualità dei prodotti (anche titoli accademici ecc.) e dei servizi, definita come conformità, oppure adattamento all’uso che se ne fa, oppure come eccellenza a prezzo competitivo anche al fine di proporre alcuni commenti ed osservazioni alla EQPP. La qualità richiede ed impone l’applicazione di una nuova strategia di gestione (management) e quindi di garanzia (verso l’Ente superiore) che si basa sull’imperativo della realizzazione di processi di continuo miglioramento, sulla soddisfazione del Cliente nel mondo industriale e dello studente nel mondo della Istruzione e quindi sulla protezione durante tutte le fasi del ciclo di vita del prodotto.
In particolare, la EQPP è basata sul «Quality Management» (ossia sui criteri e direttive di gestione della qualità che nel caso Universitario si prefiggono di «garantire» la qualità all’Ente più in alto in grado) e sulla «competitività» per il raggiungimento della Eccellenza della Qualità. L’attuazione di questa politica è stata ed è in pieno svolgimento in tutti gli Stati membri europei. Così, sulla scia dell’applicazione di queste direttive di politica della qualità europea, sono sorte diverse controversie e dispute vivaci sulla definizione di qualità, sulla interpretazione dei vari approcci direttivi alla qualità, alle loro relazioni e alle rispettive priorità.
Nei paragrafi successivi si analizzeranno queste diverse visioni di atteggiamenti e si proporranno alcuni commenti ed osservazioni finalizzate ad aggirare alcune apparenti incongruenze. Infatti, a seconda dell’angolo visuale, l’attuazione delle strategie di «management» della qualità ha un forte impatto sul livello percepito di qualità di prodotti e servizi (World Competitiveness Report 1993, 1994, 1995).
Queste nuove strategie di «management» consentono di migliorare le prestazioni finanziarie degli affari e diventano il fattore chiave per il raggiungimento di una posizione competitiva superiore. L’impiego di adeguate strategie di «management» possono talvolta condurre a risparmi del 6% del «turnover» di grandi aziende, secondo le analisi della Eurobarometer del 1996.
Queste strategie hanno anche un impatto sociale positivo poiché frappongono minori ostacoli al processo decisionale, maggiore flessibilità intrinseca, maggiori disponibilità di lavoro, più grande e migliore motivazione della forza-lavoro e maggiori sviluppi di carriera. D’altra parte, la realtà dell’esistenza di clienti, utenti e consumatori (e studenti) impone e richiede più alta qualità di prodotti e servizi (in altri termini aumento della qualità pilotata dalla domanda) mentre la realtà dell’esistenza di Aziende che offrono prodotti e servizi di alta qualità (in altri termini, aumento della qualità pilotata dai fornitori) conduce ad un mercato di alta «qualità». Si può quindi applicare la frase (Giuseppe Quartieri):
Marketing the quality is qualiting the marketing.

La solidarietà

La solidarietà è l’elemento umanistico della politica di competitività e qualità europea. Infatti, a livello di Aziende europee, la competitività elevata dovrebbe implicare il raggiungimento di livelli di standard di vita superiori per i cittadini europei. Tutto ciò, però, è ammissibile solo entro i limiti di compatibilità e solidarietà con lo sviluppo dei Paesi meno sviluppati (Terzo Mondo). In altri termini il successo dei Paesi in via di sviluppo dovrebbe essere di aiuto per lo sviluppo di Paesi sottosviluppati.

L’occupazione

Il problema dell’occupazione (soprattutto giovanile ed universitaria) è ormai cogente in quasi tutti gli Stati membri della CE ed in particolare in Italia. In termini di occupazione aziendale, la EQPP promuove l’occupazione delle persone in Azienda al fine di raggiungere una ridistribuzione delle responsabilità e migliorare la flessibilità organizzativa aziendale. L’EQPP promuove la formazione e l’addestramento specifico ai compiti richiesti e tenta di contribuire alla crescita dell’Azienda per il tramite di attitudini e pratiche dinamiche e proattive. La politica dell’occupazione promossa dalla EQPP non è finalizzata al sottodimensionamento delle necessità di impiego ed occupazione, ma si propone di rafforzare e migliorare le condizioni di avvicendamento, intercambiabilità dei ruoli, ossia della «job rotation» ed ancora del «turnover».