Campi di interesse

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ACQUE

L’inquinamento idrico è un’alterazione degli ecosistemi che hanno come componente fondamentale l’acqua; esso è causato da numerosi e differenti fattori, quali gli scarichi delle attività industriali, urbane, agricole che giungono nei fiumi, nei laghi e nei mari.

La «legge quadro» sulla tutela delle acque dall’inquinamento è costituita dalla Parte III del D.lgs 3 aprile 2006, n. 152 (il cosiddetto «Codice ambientale»).
La suddetta Parte III ha sostituito e unificato la maggior parte delle preesistenti norme in materia, tra cui le importanti leggi 18 maggio 1989, n. 183 e 5 gennaio 1994, n. 36, nonché il precedente provvedimento «quadro» sulla lotta all’inquinamento delle acque, il D.lgs 11 maggio 1999, n. 152.
In materia acque si segnalano il D.lgs 13 ottobre 2010, n. 190 recante «Attuazione della direttiva 2008/56/Ce che istituisce un quadro per l’azione comunitaria nel campo della politica per l’ambiente marino» e il D.lgs 30 maggio 2008, n. 116 sulla qualità delle acque di balneazione.

ARIA

L’inquinamento atmosferico è quel fenomeno riscontrabile in seguito all’immissione nell’aria di sostanze di qualsiasi natura in misura e condizioni tali da modifica i suoi parametri fisici e/o chimici, variare i rapporti quantitativi di sostanze già presenti, introdurre composti estranei deleteri per la salute dei cittadini e per i beni pubblici e/o privati, pericolosi direttamente o indirettamente.
L’attuale disciplina nazionale sull’inquinamento atmosferico è prodotta dal D.lgs 3 aprile 2006, n. 152, provvedimento che sostituisce secondo un preciso regime transitorio il precedente Dpr 203/1988 sugli impianti industriali ed il Dpcm 8 marzo 2002 sulle caratteristiche dei combustibili.

BONIFICHE DI SITI CONTAMINATI

Un sito si definisce «contaminato» se in seguito ad attività umane svolte o in corso viene accertata un’alterazione delle caratteristiche qualitative dei terreni, delle acque superficiali e sotterranee, le cui concentrazioni superano quelle imposte dalla normativa. La disciplina nazionale in materia di bonifiche di siti contaminati è contenuta nel Titolo V «Bonifica di siti contaminati» della Parte IV del D.lgs 152/2006 (cd. «Codice ambientale»), parte dedicata al più ampio argomento riguardante la gestione dei rifiuti.

IPPC/AIA

Con la terminologia Prevenzione e Limitazione Integrate dell’Inquinamento si rappresenta la traduzione italiana dell’acronimo Ippc (Integrated Pollution Prevention and Control) noto a livello internazionale come l’acronimo di una delle direttiva Ue più importanti in materia ambientale, la direttiva 96/61/CE poi codificata nella direttiva 2008/1/UE.
La normativa sull’Ippc subordina l’attività degli impianti industriali che presentano un elevato potenziale di inquinamento ad una particolare autorizzazione pubblica (denominata Aia, «Autorizzazione ambientale integrata») che racchiude in un unico atto amministrativo il permesso a rilasciare inquinanti in aria, acqua, suolo e che viene rilasciata solo previo rispetto di precise condizioni ambientali.
L’attuale provvedimento nazionale di riferimento è rappresentato dal Titolo III – bis della Parte II del D.lgs 3 aprile 2006, n. 152 (Parte relativa alla disciplina Via, Vas e Ippc), introdotto dal D.lgs 128/2010. Grazie a tale provvedimento anche la disciplina Ippc, in precedenza contenuta nel D.lgs 18 febbraio 2005, n. 59 di recepimento delle direttive 96/61/Ce e 2008/1/Ce, è entrata compiutamente a far parte del nostro Codice ambientale.

ECO-QUALITÀ

La politica ambientale prevede strumenti finalizzati a stimolare una maggiore coscienza ecologica da parte delle imprese; tra questi vi sono i sistemi di certificazione ambientale. Trattasi di meccanismi volontari che consentono, a chiunque voglia ottenere la certificazione andando a dimostrare requisiti di bontà nella gestione ambientale, di conseguire un vero e proprio marchio che certifica l’eco-qualità dei processi produttivi e dei prodotti.

IL MARCHIO AMBIENTALE D’IMPRESA (EMAS)

Il Sistema comunitario di ecogestione e audit (Emas – Eco-Management and Audit Scheme) è un sistema a cui possono aderire volontariamente le imprese e le organizzazioni, sia pubbliche sia private, aventi sede nel territorio della Comunità europea o al di fuori di esso e che desiderano impegnarsi nel valutare e migliorare la propria efficienza ambientale.

IL MARCHIO AMBIENTALE DI PRODOTTO (ECOLABEL)

Ecolabel è il marchio dell’Unione europea di qualità ecologica che premia i prodotti e i servizi migliori dal punto di vista ambientale, che possono così diversificarsi dai concorrenti presenti sul mercato, mantenendo comunque elevati standard prestazionali. L’etichetta, infatti, attesta che il prodotto o il servizio ha un ridotto impatto ambientale nel suo intero ciclo di vita.

RIFIUTI

Il rifiuto è «qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione o abbia l’obbligo di disfarsi». L’attuale disciplina sulla gestione dei rifiuti è costituita a livello nazionale, dal D.lgs 152/2006 che ha sostituito lo storico D.lgs 22/1997, meglio noto come «Decreto Ronchi».
In materia si segnalano il D.lgs 36/2003 che disciplina le discariche e il D.lgs 133/2005 che regola l’incenerimento e il coincenerimento dei rifiuti.

SUOLO E TERRITORIO

Per territorio si intende l’ambiente in cui avvengono tutte le attività umane, per gestione del territorio si intende la disciplina degli usi del suolo e delle sue risorse. La disciplina di gestione del territorio riguarda una moltitudine di sottosettori che vanno dall’edilizia all’urbanistica, dalla cura dei beni artistici e culturali a quella del paesaggio, dalla tutela del suolo all’esame di cave e torbiere, ecc.
Una moltitudine di settori che di base richiedono una difesa del suolo dai processi di degrado che lo danneggiano e che possono essere sintetizzati in: erosione, diminuzione di materia organica, contaminazione locale e diffusa, impermeabilizzazione, compattazione, diminuzione della biodiversità, salinizzazione, frane e alluvioni.
In merito alla normativa si ritrova il D.lgs 152/2006 e altre norme specifiche di settore.

VIA/VAS

La Valutazione di impatto ambientale (Via) è una procedura amministrativa di supporto per l’autorità decisionale finalizzato ad individuare, descrivere e valutare gli impatti ambientali prodotti dall’attuazione di un determinato progetto. La Valutazione ambientale strategica (Vas) è un processo finalizzato ad integrare considerazioni di natura ambientale nei piani e nei programmi di sviluppo, per migliorare la qualità decisionale complessiva. In particolare l’obiettivo principale della Vas è valutare gli effetti ambientali dei piani o dei programmi, prima della loro approvazione, durante ed al termine del loro periodo di validità.
Le norme nazionali sulla procedura per la Valutazione d’impatto ambientale (Via) e sulla procedura per la Valutazione d’impatto strategica (Vas) sono recate dal D.lgs 3 aprile 2006, n. 152.

ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI

L’Albo nazionale gestori ambientali è stato istituito dal D.Lgs 152/06 e succede all’Albo nazionale gestori rifiuti disciplinato dal D.Lgs 22/97. L’Albo è costituito presso il ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed è articolato in un Comitato nazionale, con sede presso il medesimo Ministero, e in Sezioni regionali e provinciali.
Le competenze del Comitato nazionale e quelle delle Sezioni sono definite dall’art. 6 del D.M. 28 aprile 1998, n. 406, che continuano ad applicarsi, ai sensi dell’art. 212, comma 10 del D.lgs. 152/2006.