Parigi 2015, mobilitazione per il clima

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La Coalizione italiana organizzerà eventi nazionali e territoriali per sollecitare all’azione contro i cambiamenti climatici, per favorire la conversione del modello agricolo verso il biologico valorizzando il contributo dell’agricoltura alla riduzione delle emissioni, per bloccare il programma governativo di sviluppo delle trivellazioni

Già 50 le associazioni[1] unite per il clima. Associazioni diverse per storia, cultura, obiettivi e ragioni sociali, insieme per un unico scopo: contrastare i cambiamenti climatici dando vita a una coalizione aperta a tutti quelli che condividono l’obiettivo di costruire iniziative e mobilitazioni comuni e diffuse, così da raggiungere la massima sensibilizzazione possibile sulla lotta ai cambiamenti climatici, argomento focale della Cop21 di Parigi.
La Coalizione italiana «Parigi 2015: mobilitiamoci per il clima», organizzerà eventi nazionali e territoriali per sollecitare all’azione contro i cambiamenti climatici, per favorire la conversione del modello agricolo verso il biologico valorizzando il contributo dell’agricoltura alla riduzione delle emissioni, per bloccare il programma governativo di sviluppo delle trivellazioni, per avviare la costruzione nei diversi settori industriali di un modello produttivo che acceleri la transizione energetica in corso, garantendo i livelli occupazionali, per un futuro pulito, efficiente e rinnovabile. Necessario sarà discutere con il governo italiano e con l’Unione europea perché assumano posizioni utili in sede di Cop21 e garantiscano a difendere un’economia a basse emissioni di carbonio entro il 2020.
Nel documento approvato dalla Coalizione si legge: «I cambiamenti climatici rappresentano oggi un’emergenza globale e locale, che mette a rischio la vita di persone, specie ed ecosistemi. In pericolo c’è la sicurezza di intere popolazioni in ogni area del pianeta, costi economici, difficoltà crescenti nell’accesso all’acqua, riduzione della produzione agricola, aggravamento delle condizioni di povertà e nuove cause di conflitto e di fuga».
Se le cause antropiche sono ormai condivise a livello scientifico mondiale e tutti sono concordi sul fatto che in gran parte dipendono dall’esplosione negli ultimi secoli dell’utilizzo delle fonti energetiche di origine fossile e della deforestazione, oggi esistono le conoscenze e le soluzioni tecnologiche per sviluppare un’economia libera dalle fonti fossili che apre prospettive di nuovi settori produttivi con importanti ricadute occupazionali e che sviluppa una nuova democrazia energetica.
Oggi si pongono esplicitamente questioni di giustizia climatica nel mondo e la Cop21, che si terrà a Parigi il prossimo dicembre, rappresenta una tappa importante nella battaglia contro i cambiamenti climatici.
Per dire no alle lobby delle vecchie fonti energetiche e per smotivare le timidezze che i governi stanno dimostrando, per rendere positivo l’esito della Cop21 e per difendere l’obiettivo di mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2°C, mobilitiamoci per il clima affinché a Parigi si apra un percorso concreto e condiviso da tutti i Paesi, nel quadro di una responsabilità comune affidata alle sorti del nostro pianeta.

 

[1] Acli, Aiab, Aiig, Arci, Arci Caccia, Arci Servizio Civile, Asud, Auser, Cevi – Centro di Volontariato Internazionale di Udine, Cgil, Cia, Coldiretti, Cts, Federconsumatori, Fiab, Fiom, Focsiv, Fondazione Culturale Responsabilità Etica, Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua, Greenpeace, Isde-Medici per l’ambiente, Istituto Nazionale Urbanistica, Inu, Italian Climate Network, Kyoto Club, La Nuova Ecologia.it, Lega Pesca, Legambiente, Link, Lipu, Lunaria, Marevivo, Movimento Consumatori, Movimento Difesa Cittadino, Oxfam, Pro Natura, Rete Degli Studenti Medi, Rete Della Conoscenza, Rete Per La Pace, Rinnovabili.it, Rsu Almaviva, Salviamo il Paesaggio, Sbilanciamoci, Sì Rinnovabili No Nucleare, Slow Food Italia, Spi, Cgil, Touring Club italiano, Uil, Uisp, Unione degli Studenti, Unione degli Universitari, Wwf Italia