Ecologia, la teoria e la pratica

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I risultati dell’analisi e delle previsioni dell’Ipcc sono cambiati nell’ultimo decennio, come accade in ogni tipo di previsione a mano a mano che i tanti parametri venivano e vengono sempre meglio definiti ed immessi nel modello matematico sperimentale sviluppato. Nel frattempo questi diversi risultati e le indeterminazioni hanno spinto altri scienziati forse esclusi dall’Ipcc a «creare un organismo alternativo il cosiddetto Nipcc» che si prefigge di confutare i risultati ottenuti dall’Ipcc dandone una diversa interpretazione

Pubblichiamo la settima parte del lavoro di approfondimento di Giuseppe Quartieri. Le precedenti puntate sono rintracciabili a questi link: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7

 

Quelli che si innamorano della pratica senza scienza, son come il nocchiero ch’entra in un naviglio senza timone e bussola che mai ha la certezza dove si vada. Sempre la pratica deve essere edificata sopra la bona teoria.
Leonardo da Vinci

 

Quando il pensiero ecologico diventa subito pratica fa venire in mente la frase di Leonardo da Vinci su riportata. Sia dato un sistema Σ complesso includente aspetti cosmici, o geo-cosmici, umani, ambientali ecc. sia ΣE il sottosistema ecologico di Σ. L’ambiente A attorno al sistema Σ condiziona il funzionamento del sistema stesso (Fig. N° 1) con l’effetto dei vari fattori ambientali FA applicati al sistema stesso.

 

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Il valore ambientale VS del sistema Σ è l’integrale di convoluzione dei fattori ambientali con il costo-qualità del Sistema stesso [La dimostrazione matematica appartiene ad un altro lavoro in parte già pubblicato nel 1980 al Convegno dell’Aicq a Varese]. La dimostrazione stessa ricalca lo stesso procedimento matematico elaborato nella detta occasione e concernente il Valore-Qualità del Sistema Σ risultante nella seguente formula:

 

(2)  Quartieri8-formula1

Così, il valore di un sistema Σ è determinato dalla convoluzione ossia dalla interazione, istante per istante, della propria qualità q(t) con il costo c(t) relativo per la costruzione della stessa qualità all’istante t ma condizionato anche dall’evoluzione dei costi da un intervallo precedente all’istante t e determinato da un diverso istante «т» (tau). Questa (mia) formulazione ormai classica generalizzata ai fattori ambientali che determinano i comportamenti ecologici ed ambientali può apparire di difficile applicazione pratica ma ormai i programmi software che gestiscono e elaborano integrali di convoluzione sono diventati di prassi usuale nei laboratori teorici di fisica e di matematica per cui non c’è alcuna difficoltà vera a trovare le soluzioni di queste equazioni.
Si analizzino i vari fattori per un qualsiasi impianto energetico di media difficoltà, ad esempio un impianto solare termodinamico.

Gli Ingressi (input) possono essere:
– Caratteristiche dell’impianto e prestazioni associate.
– Sottosistema di raffreddamento del reattore solare (gestione della temperatura degli specchi),
– Sottosistema di contenimento e immagazzinamento energetico.
– Strumentazione e controllo.
– Centro di controllo delle emergenze.
– Alimentazione di potenza di emergenza.
– Trattamento di batterie, pile e relativo controllo e immagazzinamento.
– Sottosistema di gestione della protezione contro incendi, sabotaggi, ecc.
– Protezione degli operatori dalla Radiazione solare concentrata.

 

Ulteriori requisiti di progettazione dell’impianto

Le specifiche tecniche di ingresso alla progettazione includono come minimo:

1. Aspetti manageriali
Sistema manageriale (sistema di gestione).
Buone pratiche di ingegneria solar-tecnica.

2. Aspetti di sicurezza (con eventuali aggiunte di security)
– Stima e valutazione di sicurezza.
– Requisiti di difesa di sicurezza.
– Esperienza operativa e ricerca sulla sicurezza.
– Prevenzione di incidenti e caratteristiche di sicurezza dell’impianto.
– Classificazione dei livelli di sicurezza.
– Protezione dalla radiazione e criteri di accettazione.

3. Basi generali di progettazione
– Progetto del sistema, della struttura, dei sottosistemi e delle parti componenti col fine di raggiungere la massima affidabilità.
– Progettazione della disponibilità, manutenibilità e dei criteri di riparazione.
– Qualificazione degli apparati delle unità, dei moduli e delle parti componenti.
– Prove di affidabilità e prove di vita delle unità, dei moduli e delle parti componenti.

4. Progetto ergonomico
– Fattori umani.
– Ingegneria e affidabilità umana (del personale e di eventuali ospiti o intrusi).

5. Progetto e realizzazione dei sistemi di contenimento/mantenimento
– Materiali di contenimento e di mantenimento di energia: batterie, pile ecc.

6. Interazione fra i vari sottosistemi, apparati, unità, moduli e componenti
– Interazione e interferenze ottiche, elettriche, magnetiche ed elettromagnetiche, fra la rete elettrica di potenza e l’impianto termico solare.
– Condivisione e suddivisione del carico di lavoro fra le varie strutture, sottosistemi, apparati, unità, moduli e componenti.

7. Impianti impiegati
– Per la cogenerazione, la generazione di calore.

8. Decommissioning
– Manutenzione e previsione di smantellamento dell’impianto, normalmente per raggiunti limiti di età.

9. Fattori Ambientali
– Aspetti geotecnica.
– Effetti sismici.
– Effetti meteorologici.
– Effetto di tornado, tempeste, inondazioni, temporali, ecc.
– Fattori ambientali classici (temperatura, umidità, pressione, pioggia, vento, ecc.).

10. Prestazioni Funzionali
– Rispetto dei principi di sicurezza (Requisiti Governativi e Giuridici per le infrastrutture, ecc.).
– Rispetto degli standard di sicurezza.
– Capacità di gestione sistemica manageriale della Centrale Termodinamica.
– Valutazione del sito.
– Preparazione e competenza dei valutatori (staff organizzativo e manageriale di gestione dell’impianto).
– Aggiornamento progettuale su teorie e metodologie pratiche.
– Decommissioning o Smantellamento delle centrali vecchie e obsolete.
– Sviluppo e valutazione dei processi di ricerca operativa.
– Valutazione degli Ispettori di qualità e di sicurezza (secondo gli standard di sicurezza).
– Sicurezza operativa (sicurezza antincendio, organizzazione delle operazioni, revisione periodica, anti-intrusione, anti-sabotaggio, anti-terrorismo, ciclo di azione correttiva, ecc.).
– Documentazione di sicurezza sufficiente.
– Indici di qualità (Descrittori di Dublino, ecc.) concepiti ad hoc.
– Trasparenza e chiarezza delle prestazioni tecniche.

11. Supporto logistico integrato

Prestazioni di vita

– Durabilità della Centrale (ciclo di vita).
– Affidabilità della Centrale termodinamica.
– Manutenibilità – disponibilità della Centrale termodinamica.
– Sicurezza e controllo (criticality of safety/security: programma e piano di criticità e sicurezza con sviluppo delle singole fasi).
– Dependability della Centrale termodinamica.

Attrattive

– Stile e architettura del sistema.
– Estetica della CN (NPP) inserita nel panorama locale.
– Aiuti e supporti vari.
– Metodi e strumenti.

Capacità operative

– Accessibilità al sistema per manutenzione.
– Mobilità.
– Fattori umani (esterni, che possono produrre e/o indurre guasti in relazione).

L’intreccio dei parametri e fattori di sistema

L’intreccio riportato nella figura N° 2 mostra chiaramente quanta elaborazione e quanto lavoro presentano gli impianti di generazione di energia che possano essere reputati tali sul serio e non solo piccole strutture di ingegneria elettronica e/o eolica che impiegano solo componenti ben noti e provati in decenni di impiego su satelliti alimentati ad energia solare oppure con pale eoliche di concezione secolare con un limitatissimo incremento tecnologico dovuto all’elettronica di controllo che, tutto sommato, nel ventunesimo secolo ha solo natura standard e nulla di eccezionale. Ovviamente il cosiddetto «stato dell’arte» degli impianti solari ed eolici è in continuo sviluppo e guai se non fosse così.
Tuttavia come fanno alcuni ecologisti catastrofisti, oltranzisti e pieni di pregiudizi, da questo dato di fatto non si può assolutamente dedurre che queste due sorgenti possano soddisfare tutti i requisiti e i fabbisogni energetici di un Paese industrialmente, scientificamente e tecnologicamente avanzato.

 

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Chi invece avanza tali pretese senza prima di tutto anticipare e privilegiare l’applicazione del concetto di «mix energetico bilanciato» fra tutte le più importanti fonti energetiche, costui è un banale sognatore. I sistemi che partecipano alla costruzione della soluzione «miscelata» sono e devono essere molteplici per produrre un razionale «mix energetico» ottimale e concreto.

Il modello di pensiero ecologico

Ora, sia Pe il pensiero ecologico puro e teorico, che si prefigge di descrivere e comprendere il sottosistema ecologico ΣE del sistema Σ. Ne segue che il pensiero ecologico Pe dipende dall’approccio naturale alla vita; in altre parole, si può scrivere:

(1) Pe = f(FAN, FAA, SnΣ,SaΣ)

dove: f =simbolo di funzione
FAN = Fattori Ambientali Naturali
FAA = Fattori Ambientali Artificiali
SnΣ = Sistema Naturale
SaΣ = Sistema artificiale

Si può pensare di introdurre molti altri fattori sia esterni sia interni al sistema ecologico ΣE ma bisogna anche tenere in conto che il pensiero ecologico Pe è condizionato dalla accettabilità del concetto della cosiddetta «sostenibilità» del sistema naturale SnΣ e quella del sistema artificiale SaΣ. Nella parte settima dedicata alla sostenibilità, si è distinto fra sviluppo e crescita oltre alla conseguente sostenibilità sociale e basandosi sulle vecchie definizioni dello «sviluppo sostenibile» emessa nel rapporto Brundtland si sono definite le relative misure. I due concetti di «crescita (o accrescimento)» e «sviluppo» non possono essere considerati equivalenti o uguali. O almeno, il senso comune («Common Sense») associa ai due concetti dei significati diversi. I fattori ambientali (naturali ed artificiali) sono condizionati dalla naturalezza del sistema ai quali si applicano e viceversa condizionano il sistema stesso. I Fattori naturali ambientali FAN sono riportati nella Tabella N° 1 ed includono fattori ambientali fisici e chimici (temperatura, umidità, pressione, vibrazioni, accelerazioni, vento, pioggia, neve, luce solare, radiazioni ecc.). A causa della loro naturalezza intrinseca i fattori ambientali naturali non producono inquinamento anche se si presentano alcune volte sotto forma molto severa (grandine, vento elevato, uragani ecc.) per la salute umana. Al contrario i fattori ambientali artificiali producono inquinamento. In particolare l’inquinamento cittadino si può suddividere in statico e dinamico. L’inquinamento statico è prodotto da sistemi inquinanti fissi (industrie, produzione di riscaldamento delle case, impianti di produzione energetica (fossile, nucleare, solare termodinamico, geotermia, eolico, biomassa e solare ecc.) localizzate sulla navicella spaziale Terra.
La seconda classe di emettitori di inquinanti è costituita, basicamente, da unità di navigazione terrestri (automobili, camion, treni ecc.), unità di navigazione aerea (aeroplani, elicotteri ecc.) ed unità di navigazione marina (navi, battelli, sottomarini ecc.). Le leggi di navigazione unificano gli effetti inquinanti delle unità di navigazione. Buone leggi di navigazione riducono al minimo l’inquinamento emesso. La navigazione inerziale galileiana dovrebbe essere una delle meno inquinanti a causa della mancanza di forze esterne e minore necessità di carburante. Di conseguenza la migliore navigazione è quella che produce minore inquinamento e, nel contempo, risparmia al massimo carburante.

 

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Apparentemente, in questo periodo storico esistono due classi di pseudo-ecologi: una prima che si scaglia contro le unità di navigazione aeronautiche (gli aerei, gli elicotteri ecc.) e l’altra che si scaglia contro le automobili, soprattutto quelle di città. Molti sono convinti che l’inquinamento prodotto da aeroplani supererà nel prossimo futuro quello indotto da automobili. Bisogna chiarire che la maggiore parte di materiale inquinante emesso dalle scie degli aeroplani hanno solo carattere di visibilità con effetti inquinanti che scompaiono quasi subito (vedi Rif. N° 3).

Come è ben noto, il più importante degli inquinanti della biosfera è la presenza di CO2 e del suo incremento rapido negli ultimi sei o sette decenni a causa di effetti antropici prodotti dalle emissioni di gas di scarico di automobili, aerei ecc.
Non si hanno evidenze che il famoso Gruppo di Scienziati dell’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change) abbia seguito questo tipo di approccio per sistemi nelle elaborazione delle previsioni della quantità di anidride carbonica CO2 emessa ed esistente nell’atmosfera durante il periodo storico che va da 4,5 miliardi di anni fa (nascita della Terra) ai nostri giorni. Al primo Congresso a Kyoto, il numero di scienziati presenti era dell’ordine di 50 unità, mentre nelle ultime edizioni (la N* V) il numero è salito a circa 800. Maggior numero di cervelli garantisce una maggiore affidabilità delle previsioni. Tuttavia, i risultati dell’analisi e delle previsioni dell’Ipcc sono cambiati nell’ultimo decennio, come accade in ogni tipo di previsione a mano a mano che i tanti parametri venivano e vengono sempre meglio definiti ed immessi nel modello matematico sperimentale sviluppato. Nel frattempo questi diversi risultati e le indeterminazioni hanno spinto altri scienziati forse esclusi dall’Ipcc a «creare un organismo alternativo il cosiddetto Nipcc» che si prefigge di confutare i risultati ottenuti dall’Ipcc dandone una diversa interpretazione. Facendo riferimento alla tabella precedente va notato che, negli ultimi decenni di studio e di analisi da Kyoto in poi, non è stata verificata alcuna relazione di causa ed effetto fra incremento o decremento di temperatura T (media sulla Terra) ed incremento e decremento di anidride carbonica CO2.
Così i risultati delle analisi di Ipcc sono stati cambiati negli ultimi anni dalla seconda versione, alla terza, per passare dalla IV alla quinta V, come riportato nella seguente tabella:

 

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Leonardo da Vinci scrisse: Sempre la pratica deve essere edificata sopra la bona teoria.

Invece succede che il pensiero ecologico teorico viene sviluppato ed imbrigliato da modelli matematici basati su dati di misure archeologiche, ben datate con le classiche misure di radioattività e ma purtroppo dotate di bassa accuratezza e bassa precisione. Come accennato, l’Ipcc costituito da quasi 1.000 scienziati ha costruito il modello di interpretazione dei cambiamenti climatici mondiali, basato sulla variabilità della temperatura media mondiale in funzione dell’incremento di anidride carbonica CO2. Contro questa posizione dell’Ipcc, si è sviluppato l’altro movimento che nega i risultati dell’Ipcc. Questo nuovo movimento è stato definito Nipcc, dove la N sta per «negativista». Uno di questi critici Patrick Frank ha elaborato tutta una serie di commenti al lavoro dell’Ipcc basandosi, prima di tutto, sulla serie di errori di misure di temperatura commessi nel passato e quindi sulla necessità di impiegare, nei modelli matematici sviluppati, i gravi errori di misura elaborati. In altre parole, le misure antiche di temperatura di miliardi e/o milioni o millenni, ma anche di secoli fa, sono affette da gravi errori di precisione e di accuratezza.
Di conseguenza alcuni risultati delle previsioni dell’Ipcc sono sotto accusa da parte dell’altro gruppo di scienziati, quelli dell’Nipcc che nega i risultati dell’Ipcc.
In ogni caso, sia Ipcc sia Nipcc applicano metodi statistici valevoli e di consolidato valore scientifico. Appare chiaramente che la politica ambientale internazionale è assoggettata a tutte le regole della mistificazione diplomatica, a cominciare dalle buone forme e dal «bon ton» che tanto va di moda nei vari transatlantici e nei vari corridoi della politica bene. La tabella N° 2 su riportata mostra chiaramente l’evoluzione dei calcoli dell’Ipcc che, nell’ultimo decennio, ha aggiustato il tiro in modo che gli ultimi «range» di valori sono molto più ristretti: 1,0-2,5 °C con buona probabilità mentre il «range» ≥ 5°C è diventato estremamente improbabile.
Questa situazione teorico scientifica stride con la situazione pratica che si è sviluppata in tutto il mondo, tra lotte e battaglie ecologiche di tutti i tipi a livello locale e mondiale. Enti ecologisti di tutti i tipi sono sorti a iosa. Molti non hanno avuto indipendenza economica ma sono riusciti ad andare avanti lo stesso. Le contestazioni elaborate ed eseguite da questi Enti sono state molto frequenti e estremamente varie e forti. Apparentemente i primi «nemici» degli Enti ecologisti sono state tutte le Multinazionali che inquinano con i loro prodotti ed in particolare, le case produttrici di CO2, ed altri inquinanti quali il benzene, i PM1, PM2, PM2,5, PM10, gli NOx ecc. In questo variegato panorama, l’ecologia è diventata un «business» soggetto a tutte le regole del «business as usual».
La pratica ha superato ogni aspettativa della buona o cattiva teoria!

Gli uomini della pratica: l’ambiente dell’ecologo nero con spirito verde

Quando si ascolta e si osserva il tipo di pensiero ecologico, su descritto in modo scientifico, divenuto politico e formalista allora si ha l’impressione di osservare, quasi sempre, diversi protagonisti dell’ambiente ecologico molto pieni di se stessi. Tra questi, in Italia, spicca un personaggio politico sempre vestito quasi di nero, con palandrana nera, pantaloni e giacca neri, ma soprattutto con camicia nera su scarpe nere. Qualcuno lo definisce un ecologo nero, che sembra proprio un prete nero non spogliato, che dice di avere spirito verde, pur sempre vestito di nero: il prete dell’ambientalismo italiano.
Pur essendo dotato di capelli bianchi non appartiene ancora alla classe dei politici di sinistra «rottamati», anzi va ancora di moda nei salotti buoni della sinistra residua di quell’ex centro sinistra buono oramai diventato solo e soltanto centro e basta.
Così, l’ecologo-prete verde vestito di nero dell’ecologia continua a saltellare ovunque ci sia un dibattito, una conferenza una discussione ecologica, una migrazione di spiriti e di affari ecologici che possano servire con e senza pepe, a rafforzare le borse del partito ecologico e delle varie leghe al partito stesso collegate e connesse.
Qualche ben pensante crede che il volteggiare e il passare da un dibattito ad un altro da parte di questo «prete-ecologo verde vestito di nero» della surrogata ecologia italiana oltre a dargli il senso di potere, di unicità e di onnipotenza ecologica gli dia, anche, modo di dimostrare che la Costituzione italiana consente a tutti i cittadini di fare politica, indipendentemente dall’età.
Qualche altro sostiene che forse settimanalmente gli viene versato dall’alto un secchio di petrolio nero per poterlo mantenere sempre più nero e coerente con lo spirito «verde» nero.

Conclusioni

Si è presentato l’approccio per sistema alla gestione del «Climate Change» facendo riferimento agli aggiustamenti delle previsioni di calcolo della quantità di anidride carbonica in atmosfera elaborate dall’Ipcc. Queste discrepanze consistenti fra le varie previsioni elaborate dall’Ipcc hanno fatto sorgere un Organismo alternativo: Nipcc, che presenta la sua versione alternativa dei dati e dei fatti.
In questa cornice teorica, dovrebbe, anche secondo Leonardo da Vinci, muoversi «la pratica» che in Italia è rappresentata da un certo numero di Organizzazioni ambientali normalmente definibili «catastrofiste». Alcune di queste organizzazioni hanno dei rappresentanti davvero particolari ed uno in special modo, ha il buon gusto di vestire sempre in nero per mettere sempre più in risalto il suo «spirito verde».
Ma la pratica è ben altra cosa!
Il nuovo Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha detto qualche giorno fa:
«La lotta ai disastri ambientali non ha colore politico».
Sembra una frase perfettamente coerente con il colore nero, che l’insieme negato del mescolarsi di tutti i colori.

Riferimenti

[1] Giuseppe Quartieri: Il pensiero Ecologico (N° 1, 2, 3, 4, 5, 6 ,7, 8), «Villaggio Globale» 2014/2015.
[2] Giuseppe Quartieri, Elementi di teoria della qualità dei sistemi, XI Convegno Nazionale: La sfida della qualità negli anni Ottanta, AICQ, Milano 14/15 maggio1980.
[3] Giuseppe Quartieri: Energy and Climate Deception, Relazione in Power Point, al Congresso in onore di Jaques Benveniste, ottobre 2014, Parigi.
[4] Giuseppe Quartieri: Energy and Climate Deception, Ed. Quartieri, 2015.
[5] Giuseppe Quartieri, Introduzione alla sicurezza di sistemi nucleari, Ed. IBN. 2010.
[6] Giuseppe Quartieri, Sicurezza del volo: approccio per sistemi, Ed. IBN 1992.
[7] Ivo Modena, Conferenza dell’ambiente, Grottaferrata (Roma)
[8] IPCC: Rapporto 2001, Rapporto 2007, Rapporto 2013.
[9] Sergio Bartalucci: https://www.youtube.com/channel/UChvrB_9xL53yCD9cCLxFSVQ
http://www.giorgioprinzi.it/nucleare/audiovisivifonti/energia.htm.
https://www.youtube.com/channel/UChvrB_9xL53yCD9cCLxFSVQ
[10] Antonio Ruberti, Alberto Isisdori: Teoria dei sistemi, Ed Boringhieri, 1979.
[11] Patrick Frank; A Climate of Belief: The claim that anthropogenic CO2 is responsible for the current warming of Earth climate is scientifically insupportable because climate models are unreliable. Skeptic: Vol.14, N ° 1; 2 0 0 8.
[12] Patrick Frank: Supporting Information for «A Climate of Belief» 2008 Skeptic 14(1), 22-30.
[13] Patrick Frank: Uncertainty in the Global Average Surface Air Temperature Index: A Representative Lower Limit; Reprinted from Energy & Environment, Vol. 21 No. 8 2010.
[14] Patrick Frank: Imposed and Neglected Uncertainty in the Global Average Surface Air Temperature Index Email: pfrank830@earthlink.net

 

Giuseppe Quartieri, Presidente del Comitato scientifico dei circoli dell’ambiente e della cultura rurale; Scuola superiore di studi universitari e ricerca «Santa Rita» (Iurs)