Campagna di crowdfunding «Che aria tira?»

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Al grido di #unvisifafare si sono mossi professionisti, associazioni ma anche e soprattutto gente comune e questo per ricordare che gli inceneritori sono oggi davvero impopolari come tecnica di gestione del rifiuto e questo se si pensa che per garantire sostenibilità nella gestione bisogna lavorare in maniera sempre più consistente sulle tre R (Riduci, Riusa, Ricicla)

E così come anticipato, si è svolta a Firenze la manifestazione, organizzata da Mamme No Inceneritore, Zero Waste Italy, Assemblea per la Piana contro la nocività, per dire No alla costruzione dell’inceneritore alle porte di Firenze in quel di Case Passerini a Sesto Fiorentino e per ribadire che l’incenerimento dei rifiuti è un modo arcaico e non sostenibile per gestire la risorsa rifiuto.
Sono state circa 20.000 le persone che hanno animato il corteo svoltosi a Firenze e che ha visto la partecipazione sì di Firenze, in primis, ma anche del resto d’Italia.
Al grido di #unvisifafare si sono mossi professionisti, associazioni ma anche e soprattutto gente comune e questo per ricordare che gli inceneritori sono oggi davvero impopolari come tecnica di gestione del rifiuto e questo se si pensa che per garantire sostenibilità nella gestione bisogna lavorare in maniera sempre più consistente sulle tre R (Riduci, Riusa, Ricicla) andando a recuperare i rifiuti per mezzo di impianto di recupero e selezione che vadano a riprendere i materiali riciclabili sfuggiti dalla raccolta differenziata, impedendo che rifiuti tossici possano essere inviati nella discarica pubblica transitoria, stabilizzando la frazione organica residua, ricercando e riprogettando processi industriali volti a gestire gli oggetti non riciclabili dandone feedback alle imprese e promuovendo buone pratiche di acquisto, produzione e consumo.
Ora tendere a Rifiuti Zero è un’alternativa possibile e una sempre più consistente fetta di opinione pubblica sta comprendendo la sua importanza e la possibilità di poter trattare i rifiuti senza andare a generare veleni per l’ambiente e la salute dei cittadini a costi milionari che si abbattono direttamente e indirettamente sulle tasche dei cittadini e questo non solo nella «piccola» Capannori ma in contesti nazionali come Treviso, l’empolese val d’Elsa, europei come Lubiana ed internazionali come San Francisco.
Quello che la gente ha chiesto durante la manifestazione è che i politici fiorentini possano ripensare la decisione, e questo risulta possibile dal punto di vista normativo, permettendo di aprire quel confronto con le comunità e con le proposte alternative che renderebbero l’Italia degna di essere definita nazione democratica.
Ed è sempre il 14 maggio che il movimento Mamme No Inceneritore, movimento costituito da cittadini che condividono la speranza e l’impegno per la difesa e la tutela dell’ambiente e nato spontaneamente da un gruppo di mamme preoccupate per la realizzazione di inceneritori nella piana fiorentina e per gli effetti nocivi e irreversibili che tali impianti producono sulla salute umana e sull’ambiente, lancia la prima campagna di crowdfunding «Che aria tira?», progetto di autocostruzione di centraline per il rilevamento della qualità dell’aria.
Il Comitato Mamme No Inceneritore onlus vuole realizzare una rete di centraline low cost per la misurazione della qualità dell’aria; centraline che analizzeranno inquinanti come PM2,5 e PM10, CO e NO2, temperatura e umidità, così da avere una fotografia completa della qualità dell’aria e degli inquinanti presenti nell’area e provenienti da diverse fonti quali traffico, fabbriche, riscaldamento, aeroporto e questo sfruttando l’energia solare e pertanto rendendo, la maggior parte delle centraline, autonome dal punto di vista energetico.
Un progetto che verrà realizzato con partner autorevoli, tecnici informatici, medici e ricercatori universitari che contribuiranno, con la loro professionalità e competenza, alla realizzazione di un progetto che vuole rendersi forte, anche dal punto di vista scientifico.
Per informazioni sul progetto e per poter partecipare e sostenerlo.