L’energia geotermica a bassa entalpia… un’energia sostenibile

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Intervista a Tommaso Mascetti, Consigliere e Coordinatore Commissione Geotermia del Cng: «La bassa entalpia non sfrutta nulla, noi usiamo solo il potere di massa critica del terreno per scaldare e raffrescare, utilizziamo il terreno come un frigorifero quindi non scambiamo nulla con l’esterno ma realizziamo solo un accumulo e poi un recupero di quello che abbiamo accumulato. Differente è l’alta entalpia che ha il problema dei vapori che non sono solo ricchi di acqua ma di molti minerali che vanno trattati»


Il calore è una forma di energia e, nello specifico, l’energia geotermica è il calore contenuto nell’interno della Terra all’origine di molti fenomeni geologici di scala planetaria. L’espressione «energia geotermica» è però generalmente impiegata, nell’uso comune, per indicare quella parte del calore terrestre, che può, o potrebbe essere, estratta dal sottosuolo e sfruttata dall’uomo.
Nello sfruttamento dell’energia geotermica l’elemento chiave del processo è il gradiente geotermico che dà la misura dell’aumento di temperatura con la profondità. Una differenza di temperatura tra le zone profonde, più calde, e quelle superficiali, più fredde, che dà origine ad un flusso di calore dall’interno verso l’esterno della Terra.
Molti, in passato, i tentativi di sfruttare tale risorsa, tentativi utilizzati all’inizio senza conoscere esattamente la natura del fenomeno. Di certo si sa che i fluidi geotermici erano già utilizzati, per il loro contenuto energetico, nella prima parte del diciannovesimo secolo, periodo nel quale in Italia, nella zona che poi ha avuto il nome di Larderello (Toscana), era stata costruita una piccola industria chimica per estrarre l’acido borico dalle acque calde boriche, che sgorgavano naturalmente dal suolo o erano estratte da pozzi di piccola profondità.
E mentre questo accadeva in Italia, anche in altri Paesi si sviluppava l’utilizzazione industriale dell’energia geotermica. Nel 1892 a Boise (Idaho, Usa) veniva inaugurato il primo sistema di riscaldamento urbano; nel 1928 l’Islanda, un altro paese all’avanguardia nell’utilizzazione di questa fonte energetica in Europa, cominciò a sfruttare i fluidi geotermici, soprattutto acqua calda, per il riscaldamento di edifici.
Il primo tentativo di produrre elettricità dall’energia contenuta nel vapore geotermico in Italia è stato fatto proprio a Larderello nel 1904, tentativo questo che ha poi segnato l’inizio di una forma di «sfruttamento» di questa risorsa.
Per discutere di questo argomento, situazione attuale e prospettive future, il Consiglio nazionale dei geologi (Cng), in collaborazione con l’Ordine dei geologi del Lazio e la Fondazione centro studi del Cng, ha organizzato il Convegno «Geotermia a Bassa Entalpia».

Per saperne di più abbiamo posto alcune domande a Tommaso Mascetti, Consigliere e Coordinatore Commissione geotermia del Cng.

Energia geotermica… cos’è e come funziona?
La geotermia è il potere di calore che ha la crosta terrestre di aumentare la temperatura con la profondità (1 grado ogni 100 m) ed è sfruttabile in tanti modi, dal geoscambio al prelievo di calore-vapore-acqua ed è quindi un’energia inesauribile.

In cosa consiste l’energia geotermica a bassa, media, alta entalpia?
La differenze di entalpia definisce una differenza di temperature che superano i 300 gradi nell’alta entalpia dove i vapori ad alta temperatura vengono utilizzati per mettere in funzione le turbine che coogenerano energia elettrica. Per media entalpia parliamo di temperature che vanno da 300 a 100 gradi e che oltre al vapore generano l’acqua surriscaldata che può essere utilizzata per fare del teleriscaldamento come l’esempio virtuoso di Ferrara dove abbiamo molte utenze che si riscaldano naturalmente con l’acqua calda che arriva dal sottosuolo. La bassa entalpia va dai 100 ai 10 gradi e nella pratica è definita geoscambio e si può fare su tutto il territorio nazionale perché quello che occorre per raffreddare e riscaldare gli ambienti è una temperatura che va dai 15 a 18 gradi, temperatura che si trova naturalmente su tutto il territorio nazionale ad una profondità di 100 m.

Qual è il quadro normativo nazionale di riferimento che regolamenta la geotermia? E lo stesso a livello europeo?
A livello europeo nel 2030 dobbiamo raggiungere l’obiettivo del 33% di fonti rinnovabili e con la geotermia a bassa entalpia noi potremmo superare la soglia del 50% e questo perché le utenze medie, famiglie normali, consumano l’80% di energia per scaldarsi e raffrescarsi e con il geotermico questa percentuale si abbassa addirittura del 70%, di media del 50%, andando quindi a raggiungere gli obiettivi europei. Il problema della normativa è importante perché in Italia manca una normativa di riferimento in tema. Si è proposto al ministero dello Sviluppo economico una bozza di decreto che regolarizzi su tutto il territorio nazionale la perforazione delle sonde geotermiche perché ad oggi ci sono solo alcune regioni virtuose come l’Emilia Romagna, la Lombardia ed il Piemonte che hanno normative regionali ma non sono unificate a livello nazionale e questo fa sì che l’Italia sia l’ultima nazione d’Europa che realizza impianti geotermici.

A livello europeo sono molte le controversie in tema di energia geotermica e questo a causa delle possibili correlazioni tra trivellazioni profonde geotermiche ed elevati danni sanitari ed ambientali rilevati nei territori in cui tali installazioni insistono.
Sei le petizioni riguardanti impianti progettati o già esistenti in Toscana (Casciana Terme Lari e Monte Amiata) e Lazio (Lago di Bolsena e Lago di Vico – Viterbo) presentate al Parlamento europeo lo scorso 21 marzo per chiedere maggiori garanzie in termini di emissioni inquinanti…
E allora, quali le criticità nello sfruttamento di questa tipologia di energia?
La bassa entalpia non sfrutta nulla, noi usiamo solo il potere di massa critica del terreno per scaldare e raffrescare, utilizziamo il terreno come un frigorifero quindi non scambiamo nulla con l’esterno ma realizziamo solo un accumulo e poi un recupero di quello che abbiamo accumulato. Differente è l’alta entalpia che ha il problema dei vapori che non sono solo ricchi di acqua ma di molti minerali che vanno trattati.

Come le criticità possono essere gestite nell’alta entalpia?
È ancora tutto sotto studio. Gli impianti esistenti in Italia sono gestiti dall’Eni e quindi si sta studiando come risolvere il problema delle acque e delle emissioni ma stiamo parlando di una zona limitata perché l’alta entalpia può essere fatta solo in zone circoscritte.

Può essere considerata la geotermia un’energia sostenibile?
Sì, può essere considerata un’energia sostenibile ma solo quella a bassa entalpia in termini di risparmio energetico e questo dichiarando che con l’impianto geotermico a bassa entalpia eliminiamo totalmente la fonte gas.

E. S.