La memoria dell’acqua trent’anni dopo

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Se ne parlerà nel seminario web il pomeriggio del 30 giugno trent’anni dopo l’articolo contestato di «Nature» di Jacques Benveniste e colleghi

Il trenta giugno del 1988 veniva pubblicato su «Nature» un articolo di uno dei leader mondiali dell’Immunologia moderna che sconvolse la Comunità scientifica come ai tempi della rivoluzione galileiana.

Non si trattava della Terra nell’Universo, ma del Paradigma della dose… che fa il Farmaco.
Omeopatia e botteghe a parte, con l’esperimento di Benveniste, che ebbe tra i suoi neanche tanto ignoti precursori tra gli altri Giorgio Piccardi e John Eccles, venne dimostrato che segnali molecolari registrati nell’acqua sono in grado di attivare processi cellulari di tipo allergico, come la degranulazione dei basofili indotta da una soluzione contenente anticorpi neanche in tracce, la famosa quanto malfamata Memoria dell’Acqua.

Trent’anni dopo l’articolo di Benveniste su «Nature», annotiamo come le basi fisiche di questi fenomeni vanno svelandosi con Premi Nobel della Fisica e della medicina impegnati in prima persona da Parigi a Cambridge e come in gran parte della Comunità scientifica di quella che fu l’Unione Sovietica da Kiev a Mosca, da San Pietroburgo a Novosibirsky, lavora su questi temi come l’Award Benveniste assegnato in Crimea nell’ambito della Conferenza Cosmos and Biosphere del 2007.
Ciò indica anche come con un senso noir improbabile dell’Humor, la situazione ad Occidente, dove pur autorevoli colleghi, assegnavano due IG Nobel a Jacques Benveniste, e insistono ad appioppare sentenze cosiddette pseudoscientifiche a pratiche diagnostiche e tecnologiche che dovrebbero indurre forse a maggiore attenzione e applicazione scientifica.
Nel decennale della scomparsa di Benveniste nell’Ottobre del 2014 da Parigi a Roma due giornate scientifiche hanno segnato lo stato dell’arte sulle ricerche in corso nel mondo che mostrano in maniera chiara che la scienza va avanti e che sarà bene trentanni dopo, riprendere in mano la ricerca fondamentale sulle interazioni non lineari in biologia che vedono, segnali molecolari a distanza, la catalisi quantistica avere un ruolo chiave nel grande laboratorio vivente come in modo mirabile mise in luce con il suo esperimento sulla degranulazione dei basofili con il segnale degli anticorpi anti IGE Jacques Benveniste.

Sulla scia del suo grande rigore metodologico e scientifico si continua a studiare la chimica fisica della vita per poter meglio trattare le troppe minacce che colpiscono la salute umana. Anche quelle da fuoco amico (le reazioni avverse dei farmaci), che oggi possono essere risolte tramite gli sviluppi scientifici biotecnologici che vanno emergendo dai pionieristici lavori di Benveniste e degli altri grandi pionieri del Novecento, tra i quali Reinold Voll. Questi ci insegnò che i meridiani cinesi sono sistemi elettrici come qualsiasi sistema elettronico su cui tutti i farmaci e principi chimico fisici attivi agiscono con segnali forti e deboli o debolissimi come il segnale molecolare quantistico di tutti i farmaci (allopatici omeopatici, em, ecc.) consentendoci, oltre a diagnosi precoci sullo stato bioelettrico degli organi interni, anche la possibilità di guidare la scelta dei farmaci ottimizzandone la potenza d’uso e gestendone le reazioni avverse. Queste ultime possono essere identificate precocemente e gestite con rimozione o sostituzione dei farmaci essenziale nelle politerapie e nelle terapie con più farmaci appartenenti alla stessa categoria. Il tutto su semplici misure elettriche dinamometriche e sensoriali che associate alla clinica possono migliorare il rapporto rischi benefici e magari anche quello costi benefici.

Temi oggi di grandi attualità mediche e di bilancio pubblico, su cui grandi Istituzioni scientifiche europee si stanno muovendo rivalutando i fondamentali anatomofisiologici, cellulari e clinici per chiarire le basi scientifiche e pratiche delle promettenti ricerche del Novecento di Eccles Benveniste Voll e tanti altri.

Se ne parlerà nel seminario web, di cui trovate qui link e programma, il pomeriggio del 30 giugno, trent’anni dopo l’articolo contestato di «Nature» di Jacques Benveniste e colleghi.

Per partecipare al Seminario bisogna iscriversi qui.

Infine, riportiamo la email della collega russa, che può essere utile per i riferimenti che contiene.

 

Questa la lettera dalla Russia

On Mon, Jun 18, 2018 at 14:27, Светлана Гратовски wrote:
Dear Vincento,
As we had spoken per whatsapp I send you sone information about water memory.

The most important author is Dr. S. V. Zenin. I have found his works only in Russian. Some of these works as the articles are in the attachment in Russian. The other authors who had working together with Dr. S. V. Zenin have papers in English. One paper is under the link http://www.sciteclibrary.ru/eng/catalog/pages/15063.html

There is also very interesting website of Prof. Dr. Martin Chaipn http://www1.lsbu.ac.uk/water/martin_chaplin.html

http://www1.lsbu.ac.uk/water/water_structure_science.html

Also there are some video in Russian – https://www.youtube.com/watch?v=XyOGdjWDVM4
and in English there are video about Victor Schauberger from Austria from last century.
https://www.youtube.com/watch?v=FMrQme-DEas about water – very interesting.

Best regards, Svetlana

 

Vincenzo Valenzi