Temperature record, il pianeta brucia

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Greenpeace riscaldamento
Questa mattina alcuni attivisti di Greenpeace Nordic hanno aperto ad Helsinki due grandi striscioni sul campanile della chiesa di Kallio, in contemporanea con l’incontro in corso nella capitale finlandese fra Donald Trump e Vladimir Putin. Gli striscioni aperti dagli attivisti recitano un chiaro messaggio rivolto ad entrambi i presidenti: «Riscaldate i nostri cuori, non il nostro Pianeta».

Alte temperature hanno colpito la California e l’Algeria in modo eccezionale, che ha registrato la temperatura più alta mai osservata finora in Africa. Il 26 giugno segnato il record mondiale di temperatura minima in Oman, nella penisola araba, pari ai +42,6°C. Lo scorso lunedì, Taiwan ha segnalato un massimo di temperatura di +40,3°C a Tianxiang. A Ouargla, nel deserto del Sahara in Algeria, registrata una temperatura massima di 51,3°C il 5 luglio, la temperatura più elevata registrata in modo affidabile in Africa

L’ondata di calore insolitamente prolungata e ampia registrata in gran parte del mondo la scorsa settimana intensifica le preoccupazioni sui cambiamenti climatici, secondo quanto riportato dal giornale britannico «The Guardian». Le alte temperature hanno colpito la California, che ha dovuto fare i conti con una carenza di energia a causa dell’aumento della domanda di condizionatori di aria, e l’Algeria in modo eccezionale, che ha registrato la temperatura più alta mai osservata finora in Africa. Nel frattempo, la Gran Bretagna è stata colpita da una terza ondata di calore, che ha sciolto il tetto di un edificio scientifico a Glasgow.

L’Organizzazione meteorologica mondiale ha affermato che l’aumento delle temperature è in contrasto con un fenomeno ciclico globale conosciuto come La Niña, che di solito è associato al raffreddamento.

«I primi sei mesi dell’anno hanno contribuito ad intensificare il fenomeno de La Niña», ha affermato Clare Nullis, responsabile dell’ufficio stampa dell’Organizzazione meteorologica mondiale.

Lo scorso 26 giugno, infatti, è stato segnato il record mondiale di temperatura minima in Oman, nella penisola araba, pari ai +42,6°C. Il centro di Los Angeles ha anche visto un nuovo record minimo mensile di luglio di 26,1°C il 7 luglio. Lo scorso lunedì, Taiwan ha segnalato un massimo di temperatura di +40,3°C a Tianxiang, mentre una stazione meteorologica a Ouargla, nel deserto del Sahara in Algeria, ha registrato una temperatura massima di 51,3°C il 5 luglio, la temperatura più elevata registrata in modo affidabile in Africa. Anche le fasce dell’emisfero settentrionale hanno visto un calore insolitamente persistente a causa di sistemi di alta pressione forti e persistenti che hanno creato una cupola di calore su gran parte dell’Eurasia.

«La cosa insolita è la scala emisferica dell’ondata di calore», ha comunicato al Guardian Michael Mann, direttore del Earth system science center della Pennsylvania State university.

Il clima eccezionalmente soleggiato della Russia settentrionale, osservato in televisione da miliardi di persona grazie al campionato mondiale di calcio, ha causato incendi che hanno colpito 80.000 ettari di foresta vicino alla regione di Krasnoyarsk, che ha riportato anomalie giornaliere di 7°C sopra la media. Il Centro idrometrico siberiano occidentale ha emesso avvisi di tempesta dopo temperature superiori a 30°C per cinque giorni. Gli osservatori del clima temono che ciò acceleri lo scioglimento del permafrost, rilasciando metano, gas serra molto più potente della CO2.

In California, i record di giorno sono stati fissati anche la scorsa settimana a Chino (48,9°C), all’aeroporto di Burbank (45,6°C) e all’aeroporto di Van Nuys (47,2°C). In Quebec, Canada, almeno 54 morti sono stati attribuiti alla prolungata ondata di caldo e all’elevata umidità. Il 2 luglio, Montreal ha registrato una nuova temperatura record di 36,6°C.

In Europa, l’Organizzazione meteorologica mondiale ha dato l’allarme per siccità, incendi e perdite di raccolto dopo il secondo giugno più caldo mai registrato. Nelle ultime due settimane, sono stati registrati record a Tbilisi (40,5°C), Shannon (32°C) e Belfast (29,5°C)

La Gran Bretagna si è leggermente raffreddata lo scorso venerdì, dopo 17 giorni di temperature sopra i 28°C. Questa è stata la terza ondata di caldo più lunga mai registrata, dopo il recente record di 19 giorni nel 2013 e la famosa estate del 1976, quando si sono verificati due periodi prolungati di 18 giorni e 15 giorni. Dean Hall del Met office del Regno Unito ha dichiarato che le temperature della Gran Bretagna sono previste in aumento per la prossima settimana.

La preoccupazione è che i fronti meteorologici, caldi e freddi, vengano bloccati più frequentemente a causa dei cambiamenti climatici. Questo fa sì che la siccità e le tempeste persistano, amplificando il danno che causano. Questo è stato un fattore delle recenti alluvioni devastanti in Giappone, dove almeno 150 persone sono morte dopo che la pioggia ha superato fino a quattro volte il livello normale.

Paolo Ruti, dell’Organizzazione meteorologica mondiale, ha affermato che è difficile attribuire un qualsiasi evento meteorologico ai cambiamenti climatici, ma che le recenti alte temperature e le piogge intense sono in linea con le previsioni di come le emissioni in aumento influenzeranno il clima.

«Analisi recenti suggeriscono che il forzante antropogenico potrebbe effettivamente influenzare le caratteristiche degli eventi di blocco estivo nel settore euro-asiatico, in particolare portando a episodi di blocco più lunghi», ha continuato Ruti.

Molti sono gli eventi meteorologici estremi che hanno colpito gran parte del mondo negli ultimi 12 mesi, dalla siccità «Day zero» a Città del Capo agli anormalmente potenti uragani Harvey e Irma che hanno colpito la costa orientale degli Stati Uniti e dei Caraibi.

Sottolineando il legame, un nuovo rapporto degli scienziati del gruppo World weather attribution indica che il cambiamento climatico causato dall’uomo e il suo effetto sulle precipitazioni hanno reso la recente siccità di Città del Capo tre volte più probabile.

 

Cristina Di Leva