Sosta… tecnica di uno stormo di cicogne

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cicogne bianche foggia
Nella foto del Centro studi naturalistici Onlus una parte dello stormo di cicogne

Quasi un «pit-stop» sulla S.S. 16 bis, vicino a Foggia, durante la migrazione. Complice la variazione climatica e il temporale di oggi pomeriggio, lo stormo si è fermato durante il loro incredibile volo migratorio che lo porterà, in breve, a svernare a sud del deserto del Sahara

Che il territorio della Provincia di Foggia rappresenti una delle aree di maggiore rilievo naturalistico a livello regionale (ma anche nazionale ed internazionale) si sapeva, che molte specie di fauna selvatica rare, minacciate e di rilevanza prioritaria frequentino questi siti era anche noto, ma oggi è accaduto un fatto alquanto singolare, dice Matteo Caldarella, referente per la fauna selvatica del Centro studi naturalistici Onlus.

Complice la variazione climatica e il temporale di oggi pomeriggio, uno stormo di cicogne bianche (Ciconia ciconia) ha dovuto effettuare, parafrasando, uno scalo tecnico, quasi un «pit-stop» durante il loro incredibile volo migratorio che le porterà, in breve, a svernare a sud del deserto del Sahara. La segnalazione è stata di Angelo Di Gianni, guardia GEV della Provincia di Foggia

È stato quindi verificato che sui tralicci contigui alla S.S. 16 bis all’altezza dei primi insediamenti industriali a pochi km dal centro abitato di Foggia, una trentina di esemplari sostano in attesa del passaggio della perturbazione.

Prosegue Matteo Caldarella «si tratta di una specie che utilizza il volo veleggiato, quindi in condizioni di assenza di correnti di aria calda, non riesce a volare senza un dispendioso spreco di energie, pertanto, in queste condizioni climatiche, la specie sospende il volo in attesa della possibilità di utilizzo di correnti ascensionali di aria calda. Probabilmente hanno cercato di sollevarsi di quota utilizzando il calore che si forma in corrispondenza della città, ma la pioggia e l’abbassamento della temperatura le hanno fatte desistere. La singolarità è che, quasi a seguire la direttrice della strada statale nord-sud, si siano fermate proprio nei pressi di questa arteria stradale».

Per questa specie che spesso nidifica proprio sui tralicci elettrici, una delle minacce è rappresentata proprio dal rischio di elettrocuzione o dal rischio di impatto con le linee elettriche sospese, perciò in gran parte d’Europa sono utilizzati dei sistemi di messa in sicurezza e di mitigazione degli impatti sulle specie veleggiatrici che, ci auspichiamo, possano essere utilizzati presto anche da noi.

 

(Fonte Centro studi naturalistici Onlus)