«Laudato Sì» ci interpella ancora

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Conferenza internazionale a Città del Vaticano per valutare gli effetti dell’enciclica di Papa Francesco e rilanciare l’urgenza di curare la casa comune

A quasi tre anni dalla pubblicazione di Laudato Sì, enciclica di Papa Francesco sulla cura della nostra casa comune, le parole del Pontefice continuano ad essere attuali: «Che tipo di mondo vogliamo lasciare a coloro che vengono dopo noi, ai bambini che stanno crescendo?».

I primi giorni di luglio si è tenuta una Conferenza internazionale, organizzata dal Dicastero vaticano, per promuovere lo sviluppo umano integrale, celebrare il terzo anniversario di Laudato Sì, ricordare come l’enciclica intende comunicare soprattutto un senso di profonda urgenza e profonda preoccupazione per lo stato precario della nostra casa planetaria comune.

La conferenza intendeva valutare l’impatto avuto da Laudato Sì e prevedere i prossimi passi da intraprendere. Si è svolta seguendo il percorso «See-Judge-Act» (guarda-valuta-agisci) dell’enciclica (vedi il programma).

Innanzi tutto, in linea con l’approccio ecologico integrale adottato da Papa Francesco (il messaggio alla Conferenza), è stata considerata la crisi della nostra casa comune da una prospettiva olistica per ascoltare «sia il grido della terra sia il grido dei poveri».

Per questo il programma della conferenza prevedeva, nella prima parte, di ascoltare le persone e le comunità vittime della crisi in settori fondamentali come la sicurezza alimentare, la salute e le migrazioni e con particolare riferimento, tra gli altri, a bambini, donne, comunità indigene, minoranze e piccoli stati insulari. In un secondo momento, era prevista una riflessione sui criteri per comprendere e rispondere in modo integrale alla crisi: etica, economica, finanziaria e politica, solo per citarne alcuni.

Gli organizzatori hanno sottolineato come ritengano che sia giunto il momento di ispirare un «grande movimento» per la cura della nostra casa planetaria comune in pericolo. La Conferenza ha cercato quindi di riunire rappresentanti della società civile, religioni, chiese, scienziati, politici, economisti, movimenti di base, ecc.

Alla fine della Conferenza, gli organizzatori hanno inteso proporre linee d’azione concrete e partecipative per la cura della nostra casa comune, consapevoli che «dobbiamo agire come individui e comunità, a livello locale, regionale, nazionale e a livello internazionale».

(Fonte Arpat)