Costretti a dire addio alla birra

1980

I cambiamenti del clima, l’aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi meteorologici estremi di siccità e delle ondate di calore, causano riduzioni sostanziali dei raccolti di orzo in tutto il mondo

La birra, la bevanda più popolare al mondo, potrebbe diventare una bevanda rara e molto costosa a causa dei cambiamenti climatici che porteranno ad una drastica riduzione del suo ingrediente principale, l’orzo.

Non ce ne rendiamo compiutamente conto ma dobbiamo prendere atto dei cambiamenti possibili imposti da questa nuova situazione. E dobbiamo anche prendere coscienza che, indipendentemente dai decisori politici, spesso prigionieri di logiche non proprio a favore dei cittadini, noi possiamo modificare il nostro futuro se solo ci decidessimo a prendere coscienza che oltre sette miliardi di persone possono essere una forza attiva e non passiva.

I risultati dello studio pubblicato su «Nature», condotto da un gruppo di ricercatori cinesi, messicani, britannici ed americani, mostrano che, con i cambiamenti del clima, l’aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi meteorologici estremi di siccità e delle ondate di calore, causano riduzioni sostanziali dei raccolti di orzo in tutto il mondo. Le perdite medie di rendimento vanno dal 3% al 17% a seconda della intensità di questi eventi estremi.

Vincenzo Ferrara, nel suo Blog, osserva che la diminuzione dell’offerta globale di orzo e le diminuzioni proporzionalmente maggiori nelle varietà di orzi da birra, porterà ad una contrazione dei consumi in molte regioni del mondo (in media del 16% in meno fino a punte del 32% in meno in paesi come l’Argentina) e porterà ad un concomitante aumento dei prezzi che potrebbero salire fino al 193% in più in paesi come l’Irlanda.

R. V. G.