E perché non far pagare le emissioni?

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Una nuova spinta alla politica climatica viene dall’appello degli economisti per il carbon pricing. Presentata ufficialmente dal Presidente di Eaere, Carlo Carraro, oggi, durante la cerimonia inaugurale della 24esima Conferenza annuale dell’Associazione presso l’Università di Manchester

Gli economisti lanciano un appello per affrontare immediatamente il tema dei cambiamenti climatici e adottare da subito la soluzione migliore che abbiamo a disposizione: mettere un prezzo sulle emissioni di carbonio.

In una dichiarazione concisa ma efficace, gli economisti sottolineano che mettere un prezzo sulle attività inquinanti è la strada più efficiente e percorribile per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra. Sebbene non sia l’unico strumento esistente, se implementato correttamente il carbon pricing può portare a drastiche riduzioni delle emissioni su larga scala. Un prezzo sul carbonio stimola le imprese ad investire in soluzioni carbon-free e a migliorare la propria efficienza energetica: invia dunque un segnale importante, indirizzando gli attori economici verso un futuro low-carbon. Incoraggia inoltre l’innovazione tecnologica, lo sviluppo infrastrutturale su larga scala e la diffusione di beni e servizi a basso contenuto di carbonio.

Per queste ragioni, il sistema attuale di commercio di emissioni (Ets) dell’Unione europea deve essere reso più stringente ed esteso ad altri settori. Gli introiti provenienti dalla vendita all’asta dei permessi di emissione dovranno favorire l’innovazione tecnologica e mitigare gli impatti negativi del prezzo del carbonio su società ed economia.

La dichiarazione è stata preparata dal Policy Outreach Committee dell’Associazione europea degli economisti ambientali (Eaere) ed è stata presentata ufficialmente dal Presidente di Eaere Carlo Carraro oggi, durante la cerimonia inaugurale della 24esima Conferenza annuale dell’Associazione presso l’Università di Manchester.

Il carbon pricing

A seguito della Conferenza delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico (Cop24) a Katowice (Polonia) lo scorso dicembre, è emerso che i paesi stanno iniziando ad utilizzare sempre più frequentemente strumenti economici che impongono un prezzo sul carbonio per raggiungere gli obiettivi imposti dall’Accordo di Parigi. Questa dichiarazione è un ulteriore passo in questa direzione, ed acquisisce una rilevanza ancora maggiore in quanto viene resa pubblica in concomitanza con un altro importante appuntamento per la policy internazionale del clima che si sta svolgendo in queste ore: la Conferenza sul Clima di Unfccc a Bonn. La conferenza ospita una serie di eventi, incontri e sessioni negoziali volti a creare ambizioni sempre più alte sulla mitigazione delle emissioni di gas serra, accelerando i processi di resilienza ed assicurando che le politiche climatiche siano costruite su una solida base scientifica.

In questo contesto, questo appello rappresenta un chiaro segnale da parte degli economisti sull’importanza di spostare l’attenzione dei policy-maker sul carbon pricing come uno strumento chiave per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, con uno sguardo alla prossima Cop a Santiago de Chile in programma per il prossimo dicembre.

Come sottoscrivere l’appello

Per sottoscrivere l’appello è sufficiente connettersi al sito di Eaere.

Una volta terminata la registrazione con nome, cognome, e-mail e paese di provenienza, il proprio nome comparirà tra i firmatari.

Eaere è la maggiore associazione scientifica a livello mondiale nel campo dell’economia ambientale e delle risorse naturali. L’associazione conta attualmente all’incirca 1.200 membri provenienti da più di 60 paesi in Europa e nel mondo e appartenenti a istituti di ricerca, organizzazioni internazionali, settore pubblico e mondo delle imprese. Da quasi 20 anni lavora per favorire lo sviluppo e l’applicazione dell’economica ambientale, climatica e delle risorse naturali come scienza in Europa.

(Fonte Cmcc)