Nuove immagini dell’inferno

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NOVO PROGRESSO, PARA, BRAZIL: Aerial image of burning in the Jamanxim APA (Environmental Protection Area) in the city of Novo Progresso, Pará state. (Photo: Victor Moriyama / Greenpeace)

Greenpeace documenta con nuove immagini gli incendi in Amazzonia, aumentati del 145% rispetto allo scorso anno. Quest’anno il 75 per cento dei focolai si è verificato in aree che nel 2017 erano coperte dalle foreste e che successivamente sono state deforestate o degradate per lasciare spazio a pascoli o aree agricole

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CANDEIRAS DO JAMARI, RORAIMA, BRAZIL: Aerial view of a large burned area in the city of Candeiras do Jamari in the state of Rondonia. (Photo: Victor Moriyama / Greenpeace)

Sorvolando gli stati di Rondônia e Pará, una squadra di Greenpeace Brasile ha documentato con nuove immagini gli incendi che, nelle ultime settimane, stanno devastando la foresta amazzonica. Tra gennaio e agosto 2019, il numero di incendi nella regione è aumentato del 145 per cento rispetto allo stesso periodo del 2018.

In Amazzonia incendi e deforestazione vanno di pari passo. Quest’anno il 75 per cento dei focolai si è verificato in aree che nel 2017 erano coperte dalle foreste e che successivamente sono state deforestate o degradate per lasciare spazio a pascoli o aree agricole. Negli stati di Rondônia e Pará, ad esempio, gli incendi mostrano chiaramente l’avanzata dell’agricoltura industriale nella foresta, spesso per far spazio a pascoli per il bestiame e colture, soia in particolare, destinate alla mangimistica

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CANDEIRAS DO JAMARI, RORAIMA, BRAZIL: Aerial view of a large burned area in the city of Candeiras do Jamari in the state of Rondonia. (Photo: Victor Moriyama / Greenpeace)

Dei 6.295 focolai registrati tra 16 e il 22 agosto, il 19 per cento si è verificato in aree naturali protette, il 6 per cento delle quali appartengono a diversi Popoli Indigeni.

«Le fiamme che stanno consumando l’Amazzonia non sono un problema solo per il Brasile, ma per l’intero Pianeta. Con l’aumentare degli incendi, infatti, aumentano anche le emissioni di gas serra, favorendo ulteriormente l’innalzamento della temperatura globale e, conseguentemente, il verificarsi di eventi meteorologici estremi che rappresentano un grave pericolo per la fauna selvatica e la vita di migliaia di persone. Agire per porre fine alla deforestazione dell’Amazzonia deve essere un obiettivo globale e un obbligo per chi guida il Paese», dichiara Marcio Astrini, di Greenpeace Brasile.

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CANDEIRAS DO JAMARI, RORAIMA, BRAZIL: Aerial view of a large burned area in the city of Candeiras do Jamari in the state of Rondonia. (Photo: Victor Moriyama / Greenpeace)

«Gli incendi che stanno devastando l’Amazzonia stanno distruggendo l’immagine del Brasile a livello internazionale. Perfino il settore agroindustriale ha ammesso che le politiche anti ambientaliste del governo possono causare danni economici. Nel frattempo, Bolsonaro non ha annunciato alcuna misura concreta per combattere la deforestazione».

La distruzione delle foreste è una delle principali cause del cambiamento climatico e della massiccia estinzione delle specie a cui stiamo assistendo, oltre ad essere spesso associata alla violazione dei diritti umani. Come è stato ribadito a inizio mese dall’Ipcc (Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici), proteggere le foreste è fondamentale per affrontare la crisi climatica che stiamo attraversando.

(Fonte Greenpeace)