Caccia, bilancio impietoso con 27 morti e 64 feriti

1357
chiusura caccia

I dati dell’Associazione Vittime della caccia (Avc) che da oltre 12 anni raccoglie e seleziona le rassegne stampa che vanno a costituire i Dossier di fine stagione venatoria. Quest’anno, purtroppo, c’è stata una inspiegabile fuga di notizie nel tentativo di rincorrere improbabili scoop. E, poiché i dati divulgati erano inferiori a quelli reali, sorge spontanea la domanda del perché

Dal 1° settembre al 31 gennaio, nella stagione venatoria 2019 – 2020, vi sono state 91 vittime umane di cui 27 morti e 64 feriti. Di questi 76 in ambito venatorio di cui 8 feriti non cacciatori più 20 morti e 48 feriti cacciatori. E di questi 22, che non erano cacciatori, i morti sono stati 7 e i feriti 15.

Sono questi i dati forniti dall’Associazione Vittime della caccia (Avc) che da oltre 12 anni raccoglie e seleziona le rassegne stampa che vanno a costituire i Dossier di fine stagione venatoria. «Lo facciamo con precisi e chiari criteri che escludono tutti i casi che non riguardano l’effettiva pericolosità di questa attività e di chi la pratica, nostro unico obiettivo. Infarti, cadute, malori di chi si trova a cacciare non rientrano nel nostro computo» dichiara Daniela Casprini, presidente dell’Associazione.

Quest’anno, purtroppo, c’è stata una inspiegabile fuga di notizie nel tentativo di rincorrere improbabili scoop. E, poiché i dati divulgati erano inferiori a quelli reali, sorge spontanea la domanda del perché.

«Sui morti e feriti per armi da caccia — sottolinea l’Associazione in una nota — c’è chi ha sparato cifre senza alcun fondamento e ancora a stagione venatoria in corso. La gara a dare per primi i dati sulle vittime per armi da caccia genera solo confusione. Si rincorre lo scoop, fornendo cifre inesatte, addirittura attribuendole, come qualcuno ha fatto, all’Associazione Vittime della caccia! Siamo di fronte a un’operazione scorretta e poco professionale, il cui risultato è quello di sottostimare la reale dimensione di un fenomeno drammatico, che vede cadere sotto il piombo dei cacciatori non solo la fauna selvatica».

I criteri di ricerca

La ricerca verte principalmente a comprendere il fenomeno dei danni che l’attività venatoria, i cacciatori e le loro armi causano al vivere civile, all’ambiente e alla fauna.

Pertanto, in primo piano emergono i casi di pericolosità sociale con uso di armi da caccia, per mano di chi esercita attività venatoria, sia durante le battute (ambito venatorio), sia in altri ambiti privati o pubblici (ambito extra-venatorio).

I Dati citati sono sempre disponibili sia separatamente nei vari ambiti, sia in totale, per facilitarne la comprensione e l’uso.

Persone uccise o ferite da armi da caccia, dunque, rientrano nei conteggi ma da questi sono esclusi i casi di suicidio (essendo azione volontaria contro sé stessi, la notizia è raccolta ma non conteggiata), salvo i casi in cui l’arma sia stata usata da un minore o da terzi a causa di omessa custodia o altro. Sono esclusi da sempre anche i casi di infarti, cadute o altre cause di morte o ferimento che non siano le armi da caccia.

Sono considerati anche i casi di cronaca e le fonti che riguardano l’attività venatoria di frodo (bracconaggio), abuso di armi ad uso caccia, minacce e aggressioni da parte di chi esercita attività venatoria, tragedie sfiorate, animali domestici feriti o uccisi, fauna selvatica oggetto di abusi venatori, bambini coinvolti all’uso delle armi, talvolta educati ad uccidere, sovente come ad ogni stagione vittime loro stessi di armi da caccia.

Ultimo ma non certo in ordine di importanza, il concetto di vittima. In altre circostanze estranee alla caccia, comunemente si ritiene vittima una donna abusata, un bambino bullizzato, un ferito in auto, una casalinga vittima del fornello, ecc., al pari di una persona ferita dall’arma di un cacciatore. Pertanto quando si parla di vittime, ci si riferisce al numero totale di morti e feriti per armi da caccia, non mancando di specificare distintamente le due voci.

All’interno del Dossier si trovano le seguenti sezioni:

(Fonte Associazione Vittime della caccia)